mercoledì 30 aprile 2008

Sequestrata l'area di stoccaggio di Pianodardine.

Su Pianodardine, avevamo ragione. Ora, tavolo unico di trattativa e ciclo innovativo per la provincializzazione.



Lo avevamo detto: L’impianto di Pianodardine è poco idoneo perchè mancante delle relative norme di sicurezza sia nell’accesso al sito, la recinzione in più punti presenta buchi o risulta divelta, e sia per l’inesistenza dell’impiantistica antincendio, in un’area in cui già l’incendio dell’Irm ha inquinato e mortificato ulteriormente quei cittadini che, da troppi anni, vivono nella zona del nucleo industriale in una condizione d’inquinamento diffuso. Avevamo detto che anche i lavori d’impermeabilizzazione del sito di stoccaggio, che insiste al di sopra di una falda superficiale, ci erano sembrati approssimativi e non rispettosi delle distanze di legge dagli argini del fiume Sabato.
Ci appare, oltre che doveroso, provvidenziale, il blocco ed il sequestro del sito di stoccaggio. Occorre adesso un approfondimento su tutte le questioni da tempo sollevate dai comitati civici della zona. Che si riapra, dunque, la trattativa con De Gennaro non considerando più a disposizione l’area di Pianodardine. Ma, soprattutto, che ci sia un tavolo unico sulle questioni irpine. La debolezza della linea intrapresa dalla Provincia nel confronto con il super-commissario è stata quella di separare le questioni, dallo stoccaggio al cdr di Avellino, ai rifiuti tossici e nocivi in Baronia, alla discarica di Pustarza, per la quale solo le dimensioni, ormai, confermeranno se la provincializzazione riuscirà, veramente, a passare. Abbiamo solo alcuni mesi per immaginare e costruire un percorso aldilà dell’emergenza. Occorre poter disegnare lo sviluppo di un ciclo altro rispetto a quello ipotizzato sin qui dai governi. Lo sviluppo di una adeguata impiantistica per il compostaggio di qualità della frazione organica; la costituzione di una società a capitale pubblico che, all’atto della provincializzazione, riesca a strutturare il servizio nei comuni; l’avvio di filiere industriali del riutilizzo e del riciclaggio incentivato anche dagli enti pubblici e, ovviamente, la strutturazione spinta del servizio per la raccolta differenziata proprio a partire dalla città capoluogo, penalizzata prima dal commissariamento e successivamente dalla poca intraprendenza su questo fronte dell’amministrazione Galasso.

Generoso Bruno

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