venerdì 15 febbraio 2008

Bertinotti alla presentazione del simbolo de La Sinistra-L'Arcobaleno

2 commenti:

segretario62 ha detto...

mi avete chiesto di mandare dei contributi da discutere ed analizzare sul vostro blog, eccovi accontentati.
Questo intervento che vi mando uscirà domani sui nostri giornali locali
saluti a pugno chiuso e comunisti
Carmine Cogliano

segue articolo:
Ora che il simbolo “nuovo” oppure il “nuovo” corso politico di Rifondazione comunista è stato segnato.

Ora che la sinistra si interseca intorno all’arcobaleno e che il PRC ne diventa il suo fulcro possiamo dire che l’era del conflitto “capitale-lavoro” viene messo nel cassetto per fare spazio al conflitto sul “lavoro” che nulla deve togliere al “capitale”.

L’ecologismo “tout court “ prende forma dietro la dicitura “l’arcobaleno” e la contaminazione con gli strati più profondi della società attuale si consolida dietro la scritta “la sinistra”.

La classe operaia assiste silente e rabbrividisce dietro la metamorfosi di un partito classista che diventa di classe.

Si attua il percorso che con determinazione l’allora segretario del PRC, Bertinotti, ha cercato e costruito (a colpi di maggioranza) nel passaggio dal V al VI congresso del PRC.

Via il “conflitto di classe” via la pratica della natura d’opposizione “governista” di Rifondazione Comunista si aprono le porte alla nuova idea di partito di “sinistra”, un partito avocato alla costante “governo” e orientato verso una direzione “compatibilista” dell’attuale società “capitalistica”.

Mussi vince due volte, vinse nell’89 con la bolognina vince oggi con la nascita di un partito squisitamente “social-democratico”.

La decisione assunta, e ratificata il 13 febbraio nel cafè Fandango di Roma con la presentazione del simbolo della sinistra “di cartello” uccide definitivamente tutti i sogni che nel corso di questi 15 anni trascorsi, migliaia di compagne e compagni hanno coltivato nella speranza di un nuovo mondo.

Un simbolo,la falce e martello, che negli ultimi 85 anni non ha mai lasciato posto ad altri simboli (se si esclude quello dei progressisti nelle elezioni del 94, che non fu certo una scelta “felice”) oggi viene definitivamente messo, a colpi di “autoritarismo dirigenziale”, visto il mancato passaggio di consultazione tra i militanti del PRC, nel cassetto nel dimenticatoio politico.

Suonano,oltremodo, come una beffa le parole pronunciate da Bertinotti, in merito alla esclusione della falce e martello dal simbolo della “sinistra”: “ la falce e martello continua comunque ad esistere” afferma sempre Bertinotti “ma quando si porta una storia non solo senza tradirla, ma arricchendola con altre storie, si compie un grande gesto di sinistra”.

Da parte nostra la chiave di lettura che diamo a queste affermazioni non possono che essere racchiuse in una parola “demagogia politica”.

E’ chiaro che quando si afferma di portare nel cuore un simbolo ed una storia e poi si lavora, alacremente, alla costruzione di una altra “storia”, di un altro percorso questa posizione diviene inopinabilmente demagogica.

Il dato di fatto, è che oggi si chiude il cerchio, oggi si stringe intorno al collo del simbolo del “proletariato” una corda destinata a strozzare definitivamente l’idea e soprattutto la pratica politica volta al cambiamento dell’esistente.

Si gioca, sulla pelle del proletariato, (che oggi diviene non più classe di riferimento) con la strategia dei movimenti e delle associazioni per edificare un partito moderato nella sua idea di “sinistra”.

A chi ci ha accusato di vivere nel “cimitero della nostalgia” non possiamo che ricordare che intorno a questo simbolo, al nostro simbolo, intorno alla falce e martello, hanno sacrificato la propria esistenza tante donne e tanti uomini, credendo sempre nella giustezza di un “pugno chiuso” e nel messaggio che quella mano alzata “ a pugno chiuso” lanciava con forza alla “classe dominante” ed al “capitale”.

Oggi si ridisegnano le “classi sociali” con una sinistra non più cuore e anima “di un comunismo reale” ma strumento di attuazione di un percorso di osmosi al sistema attuale con una venatura di generica “contrapposizione allo stesso”.

Volendo spiegare, con una parola, questo percorso mosso (a forza) a sinistra non ci resta che affermare: “tradimento del proletariato!!!”.

Carmine Cogliano

Anonimo ha detto...

Deve esserci un problema all'interno dell'attuale catena alimentare.
Sono troppi i bambini che, da specie predata, nutrendosi da Mc'Donald, sono divenuti portatori sani di "Mc proteine" e, mangiati, in seguito, da certi comunisti hanno finito con il modificare i comportamenti dell'antica specie predatrice...
Possiamo affermare che non essendoci più i bambini di una volta anche i comunisti hanno finito con l'essere, ormai, geneticamente modificati.
Le "Mc'proteine", contenute nella carne di bimbo, in chi se ne nutre, attaccano i centri della percezione della realtà, determinando, nei comunisti, la tipica sensazione da ora X ed il conseguente comportamento conflittuale dei soggetti colpiti verso i consimili sani.

I più, oggi, essendosi accorti della pericolosità di quella dieta proteica a base di moderna carne di bimbo, a salvaguardia della specie dei comunisti e della sinistra, hanno deciso, per il corso del XXI secolo, di evolvere nella ricerca di nuovi gourmet e di nuove frontiere del gusto.

Pena, l'estinzione...

In fondo, "da perdere abbiamo soltanto le nostre catene", diceva così, "qualcuno", in un tempo lontano lontano...

S V E G L I A!!!
L'unica compatibilità oggi all'orizzonte è quella tra Veltroni ed il Berlusca e, nei loro menù gli operai, altro che bambini e "Mc proteine", sono solo al secondo posto, giusto tra i primi ed i contorni, magari cucinati arrosto su griglia in acciaio Tissen Krupp...

rainbow'70