domenica 19 ottobre 2008

LA PRIMAVERA DELLA SCUOLA.

di Cinzia Spiniello- Coordinatrice Area “Rifondazione per la Sinistra”

Siamo oramai in autunno, ma per la scuola italiana è Primavera, un'aria ottobrina così dolce e delicata non si sentiva da tanto tempo. É l'aria della ribellione che pervade studenti, docenti e genitori che a gran voce reclamano il diritto allo studio come diritto inalienabile dello Stato italiano.
La scuola pubblica non è in svendita, questo è il messaggio essenziale che viene inviato alla ministra della Pubblica Istruzione. Questa riforma non potrà essere accettata da chi opera e lavora nella scuola, nessun Paese che si definisce democratico e civile penserebbe di effettuare tagli alla formazione dei propri cittadini. Ma evidentemente questo Paese ha oramai veramente poco di” democratico e civile”. Cosa c'è di civile nel proporre classi differenziate dove relegare i bambini immigrati? Cosa c'è di democratico nello sfasciare il sistema pubblico della scuola elementare riducendo il personale docente e attribuendo alle classi il “maestro unico”? Per non parlare dei tagli alle Università e alla ricerca. Sono proprio la formazione e la ricerca le fonti alle quali lo Stato, sopratutto nella crisi mondiale del capitalismo, dovrebbe attingere per la propria rinascita e sviluppo
Il dubbio legittimo che ci assale e ci fa rabbrividire è che questo Governo miri ad uno smantellamento di se stesso, ad un imbarbarimento della società nella visione di un controllo totale delle menti in nome dell'osannata sicurezza. Ma di fronte a quella che definiremmo una delle peggiori riforme scolastiche degli ultimi venti anni senza il timore di poter essere smentiti, ecco che nasce e cresce la protesta collettiva. Finalmente! Era ora che in Italia qualcuno alzasse la testa, che dicesse: io non ci sto! Noi diciamo: noi non ci stiamo! E chi se non i giovani possono reclamare il diritto alla vita? Certo dalle nostre parti l'aria impiegherà un po' più di tempo ad arrivare, ma la speranza è che anche in quest'Irpinia martoriata da una classe politica che ha pensato troppo a se stessa e poco agli Irpini, nasca e cresca la protesta, la speranza ci dice che se circa duemila persone sfilano in un corteo ben organizzato per le vie del capoluogo in difesa del calcio locale allora le stesse persone e molte altre ancora possano sfilare in difesa di questa terra sia quando si tratta di creare una mega discarica sul Formicoso sia quando una ministra qualsiasi decide di tagliare i fondi per la scuola pubblica. Tra le tante frasi che abbiamo letto in questi giorni, scritte su lenzuoli appesi ai muri e ai balconi delle scuole, c'è ne una che ci ha colpito particolarmente e che giriamo ai ragazzi dell'Irpinia, la frase dice testualmente: SIAMO COSI' GIOVANI CHE NON POSSIAMO PIU' ASPETTARE.

sabato 18 ottobre 2008

venerdì 17 ottobre 2008

Costruire un’alternativa alle destre e alla vecchia politica.

di Gennaro M. Imbriano
Grande la confusione sotto il cielo. Ma la situazione, per il centro-sinistra irpino, non è affatto eccellente. Non trovo parole migliori di queste per descrivere la condizione in cui si è avviato il confronto.
Partire dai nomi, o addirittura dalla loro imposizione, è una scelta che umilia la politica e rischia di rendere inutile qualsiasi confronto. Anche perché, come tutti sanno, il giudizio del Prc sulle amministrazioni Galasso e De Simone non è certamente positivo.
C’è di che stare preoccupati, dunque, se, di fronte ad un’unica e sola riunione dei Segretari provinciali, tutto rischia di ridursi ai nomi da indicare per la poltrona più alta di Provincia e Comune capoluogo.
Questa è la solita vecchia, sbagliata, abitudine.
E invece la vera questione, a mio avviso assolutamente decisiva e preliminare, è verificare se ci sono le condizioni politico-programmatiche per costruire un’alleanza e quale Progetto condiviso si avanza per l’Irpinia. Poi, eventualmente, si potrà valutare chi incarna al meglio, con la sua storia politica amministrativa e personale, quel progetto.
Passa da qui, ne sono convinto, la prima vera rottura col passato, col vecchio centro-sinistra che ha conosciuto l’Irpinia.
I Partiti non possono pensare di continuare a riprodurre lo schema logoro di una politica che mette al centro la geometria del potere e il risiko delle poltrone negli enti.
Quel modello lì è fallito clamorosamente in questi anni, quando la politica ha perso la capacità e la voglia di indicare un progetto alto e altro per la nostre gente, quando ci siamo affannati a costruire assemblaggi elettorali e non coalizioni politiche. E quando l’amministrazione perde la bussola del progetto, si espone alla degenerazione della politica e della morale.
Non è in questo modo che si può costruire un argine alle destre nel nostro Paese; eppure ce n’è assoluto e urgente bisogno, con un Governo che vuol fare dell’Irpinia una pattumiera, che cancella la questione meridionale, che aggredisce i diritti civili e restringe gli spazi democratici. Con un Berlusconi che vuole smantellare la scuola pubblica e il contratto collettivo di lavoro, che non affronta la precarietà dei giovani, che è statalista con le grandi banche e liberista con lavoratori e famiglie.
Ma soprattutto non è in questo modo che si può costruire una credibile alternativa alle destre in Irpinia. Quelle destre che con sempre più spregiudicatezza si aprono al confronto con l’Udc di Pionati e con i Popolari di De Mita e, così, si preparano a costruire una potente corazzata elettorale.
Non possiamo pensare di contrapporre cartello elettorale a cartello elettorale, saremmo sconfitti.
E non si possono riproporre stanche liturgie e vecchie alchimie politiciste, saremmo travolti. L’altro punto di rottura col vecchio centro-sinistra passa da qui, dal coraggio di infrangere l’autoreferenzialità dei partiti e dei governi e di aprire i processi e le scelte politiche alla partecipazione popolare.
Ma il ritardo fin qui accumulato è enorme e non abbiamo più molto tempo.
Per questo è indispensabile, qui ed ora, il rilancio di un serio confronto politico e programmatico tra le forze democratiche e progressiste.
È su questo terreno, quello del progetto e dell’egemonia, che si colloca la sfida tra il centro e la sinistra, tra moderati e radicali. Misuriamoci e verifichiamo se è possibile avanzare un “Progetto per l’Irpinia”.
Un progetto che parli di un nuovo modello di sviluppo ecocompatibile e di lavoro di qualità; di politiche a difesa dei servizi pubblici e dell’acqua; di iniziative per fermare l’emigrazione dei giovani e lo spopolamento dei nostri paesi; di pratiche di legalità e moralità nella pubblica amministrazione; di una moderna e sostenibile gestione dei rifiuti; di attenzione e risposte alle vecchie e nuove povertà che vanno diffondendosi.
Le forze di centro-sinistra, ne sono convinto, possono vincere solo se sapranno essere una reale e concreta alternativa non solo alle destre ma alla vecchia politica.

Irpinia disarmante.

di Generoso Bruno - Left

Il Formicoso, ad oltre novecento metri sul livello del mare, dove la linea d’orizzonte confonde l’Irpinia con la Puglia e la Basilicata, da più di una settimana, è “zona di alto interesse strategico nazionale”. Rovi distesi di filo spinato, annunciando la sorveglianza armata, intimano il divieto d’accesso per consentire, già in zona militare, i carotaggi per il sito che ospiterà i rifiuti di tutta la Campania. Impossibile la circolazione di uomini e mezzi. Intorno, a perdita d’occhio, la terra, pronta per la nuova semina, sussurra l’antica geometria del lavoro nei campi. Il Formicoso produce i tre quarti del grano della Campania, il pregiato “00 Cappelli”, che nell’area fra Andretta e Bisaccia da ancora oggi da vivere a centinaia di famiglie. E’ qui che, il 2 ottobre, in più di diecimila, hanno marciato per dire no alla mega discarica di Pero Spaccone. Insieme a Vinicio Capossela, di origine irpina, riusciamo a raggiungere la zona militare: “E’ come la contrapposizione di due immagini. In questo luogo - dice il cantautore guardando il prato che questa estate aveva accolto il suo concerto in difesa dell’altipiano – si può sentire, forte, la voce della terra mortificata dal filo spinato sopra questa infinita distesa di grano. Mi sconvolge l’incapacità dei governi a voler ascoltare. E’ terribile l’assenza di una controparte disposta a capire”. Sul Formicoso si avverte lo spaesamento di una comunità che non comprende il nuovo risiko della politica; che non si spiega di come un governo, tradendo i patti, possa ordinare la presa dell’altipiano. E’ ancora vivo il racconto di quell’alba elettrica dell’azzurro dei lampeggianti, anticipata dal rumore delle colonne dei mezzi militari. Il tradimento. La rabbia. La risposta decisa di carabinieri e polizia che, in tenuta antisommossa, consentono ai militari di cominciare il lavoro di recinzione. Un anziano contadino, in un disperato tentativo, contrappone il proprio corpo ai mezzi dell’esercito. E’ così che sul Formicoso i militari, come i moderni campieri di “una dittatura politica e mediatica” - dice uno striscione - si riprendono quella stessa terra liberata sessant’anni fa dal demanio e dal latifondo. “Cosa fate qua”? L’Irpinia non vuole capire. Rocco, con un cartello, durante il corteo, chiede ai militari: “Cosa volete. Cosa fate, in forze così ingenti su una terra di contadini, di gente onesta, dove non succede un omicidio da almeno un centinaio di anni. Cosa volete”? Non lo capisce Luca, trent’anni, operaio, sul campanile della cattedrale di Bisaccia per protestare contro la realizzazione della discarica sulle terre dell’altipiano. Già oltre 60 sono gli ettari occupati. Si teme per altri 80. Una speranza è legata al nuovo piano rifiuti della regione. Alla disputa tra Ganapini e Bertolaso. Si spera che il nuovo strumento, rompendo con la logica delle discariche e dell’incenerimento, tolga la ramazza dalle mani di Berlusconi e l’affare – bipartisan – degli inceneritori da quelle di Bertolaso. Da sempre, da queste parti, la vita è stata la terra ed a pochi metri, nel suolo, l’acqua. La diga di Conza è lì, poco distante, con 50 milioni di euro di finanziamento per la potabilizzazione che rischiano di finire, per come è stata sintetizzata l’interrogazione di Roberto Musacchio a Bruxelles, con “la munnezza sopra e l’acqua sotto”. Intanto una donna anziana, non lontano da una delle pale eoliche, con un occhio verso i militari, chiede a Vinicio: “Ma noi, a chi abbiamo ucciso, per meritare tutto questo”?

martedì 14 ottobre 2008

Omovies Rassegna di cinema omosessuale e questioning Napoli 29,30 31 Ott 08.

Il 29, 30 e 31 ottobre si svolgerà a Napoli, presso l'Academy Astra (via Mezzocannone, 109) con ingresso gratuito, la prima edizione della rassegna cinematografica dedicata al mondo gay, dal titolo OMOVIES. Questa è per la città il primo evento artistico-culturale di rilevanza nazionale che si organizza dopo gli ultimi tentativi di intimidazione nei confronti della comunità gay/lesbo.
OMOVIES - ideata da Carlo Cremona e Marco Taglialatela e curata da Massimiliano Palmese - è promossa dall’associazione i Ken Onlus con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli e l’Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Napoli. OMOVIES ha anche il Patrocinio Morale dell’Assessorato alle Pari Opportunità e Politiche Sociali della Regione Campania e del Coinor.
La rassegna è composta da film e documentari gay e queer che vengono proiettati a Napoli per la prima volta in edizione integrale. Tra gli eventi più attesi il cartone animato "Rick & Steve - La coppia gay più felice del mondo", premiato al Cartoons on the Bay 2008.
Tra i film in programma, “Dire, fare, baciare”, “Boy culture” e la deliziosa commedia spagnola tutta al femminile “El favor”, distribuiti da Fourlab. Saranno riproposte inoltre alcune produzioni italiane recenti, come “Corazones de mujer”, un road movie Torino-Casablanca. Per la sezione documentari "Le regole del Vaticano" di Alessandro Avellis e Gabriele Ferluga, che vede la partecipazione tra gli altri di Don Vitaliano Della Scala e di Aurelio Mancuso presidente nazionale di Arcigay, e una puntata di Stracult "Mondo gaio", prodotta da RaiSat e curata da Enrico Salvatori.

Per info: 392.3887147 – 339.6215177
www.omovies.it - www.myspace.com/omoviesnapoli - www.i-ken.org

venerdì 10 ottobre 2008

L'undici ottobre per rimettere in moto la politica.

di Cinzia Spiniello - Coordinatrice Area "Rifondazione per la Sinistra"

In Italia si sta consolidando l'idea della scomparsa dell'opposizione parlamentare. L'idea di Veltroni di sospendere la manifestazione di protesta convocata dal Pd per il 25 ottobre e quella di offrire ufficialmente a Berlusconi i propri servigi per affrontare la crisi finanziaria, rappresentano la resa incondizionata dell'opposizione che potrebbe davvero far precipitare il nostro Paese, dopo molti decenni, in una situazione oggettiva di “regime”. Regime che non consiste nel fatto che alcuni governi si mostrano aggressivi, ma nel fatto che non esiste un'opposizione capace di contrastarne le politiche svuotando di fatto le funzioni del parlamento. E' quello che sta succedendo: prima si è cancellato il pluralismo per poi sostituirlo con un sostanziale bipartitismo in un meccanismo che porta uno dei due partiti (quello vincente e di governo) al di sopra di tutto e assegna all'altro partito (cioè al Pd) il ruolo di forza di supporto subalterna. Di fronte al crollo delle borse, in tutto l'Occidente, è iniziata da parte di molti partiti la corsa a chiedere l'unità nazionale, mentre nessuno si è sognato di confrontarsi fin da subito con le parti sociali rispetto all'emergenza nazionale che coinvolge ampi settori della società (soprattutto il lavoro dipendente), condizione progressivamente peggiorata negli ultimi 20 anni.
Per queste ragioni domani 11 ottobre diventa una giornata decisiva per tutta la Sinistra in Italia, che ha indetto una manifestazione nazionale a Roma a partire dalle ore 14,00 da piazza Esedra, per rimettere in moto la politica che è rimasta ferma a quel drammatico 13 aprile che ha sancito la scomparsa dal Parlamento di tutto il blocco della sinistra politica.
Se domani saremo abbastanza forti e vivaci anche quelli che non verranno ci saranno grati, anche la gente del Pd, che non crediamo sia disposta ad attendere oltre una diversa strategia del suo leader. Quella dell'11 ottobre è una giornata da non sottovalutare, può costituire uno spartiacque per il futuro dell'Italia. Rifondazione per la sinistra parteciperà alla manifestazione con un pullman che partirà sabato 11 ottobre alle ore 9:00 da piazza D'Armi ad Avellino.

Formicoso, l'interrogazione al Parlamento Europeo di Roberto Musacchio - PRC/SE - Testo integrale.

OGGETTO:
Compatibilità della discarica in località Pero Spaccone (Formicoso) nel Comune di
Andretta (AV) con l'invaso di Conza e il reticolo idrografico del bacino del fiume
Ofanto.

TESTO:

Premesso che
- l'area di Pero Spaccone sull'altopiano del Formicoso è stata scelta dal DL 23.5.08 n.90 ora L.14.7.2008
n.123 quale sito per una discarica e stoccaggio provvisorio di rifiuti, la cui durata nel tempo deve essere
ancora definita dal Piano regionale rifiuti della Regione Campania secondo gli art. 8-9 della legge n.123;
- l'assetto idrogeologico della provincia di Avellino è già a forte rischio ambientale per la presenza di tre
ampie discariche, i cui siti sono stati decisi solo su base di studi d'impatto locali senza esaminare lo stato
orografico e idrogeologico dell'intero territorio e le conseguenze delle discariche sulle falde acquifere;
- a 9 km dall'area da destinare a discarica vi è l'invaso artificiale da 50 milioni di mc di Conza sul fiume
Ofanto che immetterà nella rete dell'Acquedotto Pugliese 1 mc di acqua/secondo per il consumo umano:
- la potabilizzazione delle acque del bacino di Conza fornirà alla Puglia 32 milioni di mc/annui d'acqua a
piú di 5 milioni di abitanti è stata decisa con Delibera Cipe 96/04 del 20.12.04 finanziata da Acquedotto
Pugliese e Ministero dell'Economia per 49.035.705 €: i lavori già appaltati e impegnati gli stanziamenti;
-è quindi urgente per la discarica fare un'analisi ambientale d'impatto degli aspetti idrodinamici connessi
con fenomeni sismici e carsici e con l'estrema impermeabilità del terreno che non esclude il trasporto per
dilavamento nel fiume Ofanto e nell'invaso di Conza di tutti gli inquinanti da rifiuti presenti in superficie
- la distanza di 9 km, la presenza di numerosi torrenti, ruscelli e pozzi che rischiano di sfuggire ad ogni
controllo accentua l'alto rischio ambientale per il carattere argilloso-marnoso del terreno per cui la sola
quota di acque non destinate a raggiungere l'invaso saranno solo quelle che evaporeranno in atmosfera;
-il D.Lgs 36/2003 impone che il fondo della discarica sia collocato ad una distanza minima di 2m dal
livello di massima escursione della falda acquifera con criterio penalizzate di una distanza non inferiore
ai 10m e il D.Lgs.152/99 e successive modifiche impone regole severe sulla definizione della"zona di
rispetto" che non deve essere inferiore ai 400m di distanza dai centri di captazione d'acqua mentre nelle
adiacenze del sito da adibire a discarica sono presenti ben 12 pozzi che sono un chiaro indizio di
presenza di falda acquifera;

si chiede

se la Commissione non ritenga che per la sua specificità idrogeologica il Formicoso avrebbe dovuto
essere già escluso dall'elenco delle discariche (art.9 L.14.7.08 n.123) e si debba realizzare una
valutazione d'impatto ambientale ampia prima quindi di decidere definitivamente se destinare o meno
tale area a discarica rifiuti.

7/10/2008

on. Roberto Musacchio

giovedì 9 ottobre 2008

BISACCIA / Formicoso / Pianeta Terra. Domenica 12 ottobre


ASSEMBLEA PUBBLICA
per dire

NO alla DISCARICA DEL FORMICOSO

Ore 10:30

Partecipano:

G. IMBRIANO/ Segretario provinciale Prc-Se

F. MASELLI/ Presidente Alto Calore Servizi

A. CARUSO/ Sindaco di Andretta

G. DI MILIA/ Presidente Comunità Montana

A. PELULLO/ Assessore al Comune di Bisaccia

S. AQUINO/ Presidente Parco Monti Picentini

F. ARMINIO/ Nessuno tocchi il Formicoso

M. DI MAIO/ Legambiente Campania

On. ROBERTO MUSACCHIO

Presidente Deputati Prc-Se al Parlamento Europeo

NON E' CHE L' INIZIO... Manifestazione studentesca.

L'autunno dell' opposizione al Governo delle destre, è cominciato!

Manifestazione studentesca, in difesa della scuola pubblica, ad Avellino venerdì mattina ore 9.oo.

Anche ad Avellino, come in tutte le piazze d' Italia, l'autunno sarà aperto dagli studenti per manifestare la libertà di conoscere e di apprendere in una scuola ed in una università pubblica e per chiedere l'immediato ritiro dei
provvedimenti del Ministro Gelmini.

Un nuovo movimento comincia a prendere corpo nel Paese, nelle scuole elementari occupate dalle maestre precarie e nelle aule universitarie agitate degli studenti e dai ricercatori privati, negli istituti del CNR minacciati dai tagli del Governo, e nei volti del milione di persone che ha preso parte alla mobilitazione promossa alla CGIL.

E non è che l' inizio...

"Le Organizzazioni Sindacali Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda hanno deciso di promuovere una forte mobilitazione di tutto il personale della scuola che comprende lo sciopero generale nazionale per l'intera giornata di giovedì 30 ottobre. Cub, Cobas e Sdl Intercategoriale,invece, hanno confermato oggi "lo sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per l'intera giornata del 17 ottobre 2008".

L'11 ottobre, c'è la Sinistra e c'è l'opposizione.

“L’11 ottobre –dichiara Gennaro M. Imbriano , Segretario provinciale di Rifondazione- è il giorno in cui la sinistra si rimette in cammino, dopo la batosta elettorale di aprile e lo stordimento generato dalla stagione dei congressi.

E non si può che ripartire dall’opposizione, dalla costruzione di un largo fronte di opposizione popolare al Governo delle destre.

Mai come ora, in questo Paese, c’è bisogno di opposizione: contro un Governo che vuole fare del Formicoso e dell’Irpinia una pattumiera, che attacca il Sud e cancella la questione meridionale, che aggredisce i diritti civili e restringe gli spazi democratici, che smantella la scuola pubblica, che ha lanciato un’offensiva contro il contratto collettivo di lavoro e contro il sindacato.

Questo è il Governo che assume come priorità la cancellazione delle preferenze dalla legge elettorale per le Europee e l’impunità del suo Presidente del Consiglio, ma che dimentica di affrontare la precarietà in cui vivono tanti giovani e la terribile recessione che investe gli italiani.

Per questo –conclude il Segretario del Prc- saremo in piazza l’11 ottobre: per dire che c’è un’opposizione al Governo Berlusconi, per dire che c’è e ci sarà una sinistra”.

martedì 7 ottobre 2008

Roma 11 ottobre.

Manifestazione nazionale contro le politiche del governo Berlusconi

Partenza in autobus da Avellino - Tribunale - alle ore 09:00 – prenotazioni al 347.3363247

venerdì 3 ottobre 2008

giovedì 2 ottobre 2008

A Paternopoli, torna la Rifondazione.

Alle/Ai Compagne/e di Paternopoli

Dai territori, sempre più spesso, nasce la spinta all’unità a Sinistra, alla partecipazione e all’impegno diretto di militanti vecchi e nuovi.
Vorremmo tentare di avviare questi importanti percorsi anche a Paternopoli, dal momento che molti compagne e compagni si sono tesserati al PRC-SE e tanti sono coloro che comunque hanno espresso interesse e vicinanza al nostro progetto politico e di società.

Con questo spirito, e accogliendo le sollecitazioni del compagne/i, invitiamo tutte/i voi a partecipare ad una riunione per la costituzione del gruppo PRC-SE di Paternopoli ed eleggere una/o portavoce.

L’occasione sarà utile anche per individuare dei punti prioritari su cui centrare la nostra futura azione politica ed animazione sociale sul e per il nostro territorio.

Per svolgere questo lavoro abbiamo deciso di darci appuntamento per Lunedì 06 Ottobre 2008 alle ore 19:30 presso i locali del Ristorante “IL CAMINETTO” – Via Piano Paternopoli (AV)

Per il Circolo Prc-Se Paternopoli
Giuseppe Rabasca

Il Segretario provinciale del Prc-Se
Gennaro M. Imbriano

Il PRC Campania contro la discarica del Formicoso.

La Segreteria regionale del PRC-SE esprime solidarietà alle migliaia di manifestanti, tra cui moltissimi Sindaci dell’intera Irpinia, che oggi hanno sfilato pacificamente sul Formicoso.

Non è la protesta di una minoranza, ma la marcia dignitosa di un’intera provincia che avanza e pratica un’altra idea di gestione dei rifiuti.

Dalla piazza è emerso un convinto “no” al piano Bertolaso-Berlusconi, che prevede il raddoppio di discariche e inceneritori in Campania, ma soprattutto tanti “si”: per la riduzione dei rifiuti a monte; per il potenziamento della raccolta differenziata e degli impianti di compostaggio; per il rapido adeguamento degli attuali 7 impianti di CDR, facendoli diventare selezionatori di rifiuti e attrezzandoli per la produzione di compost.

Rifondazione Comunista continuerà a fare la propria parte, non solo stando al fianco di questo movimento ma anche sostenendo, nelle opportune sedi istituzionali, il lavoro dell’Assessore Regionale Walter Ganapini.


Peppe De Cristofaro, Segretario regionale Prc-Se

Maria Grazia Valentino, Responsabile regionale Enti Locali Prc-Se

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

SEGRETERIA REGIONALE

A Luisa Morgantini il Premio Peacemaker 2008 del Rebuilding Alliance.

Il 4 ottobre, la Vice Presidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini sarà insignita del Peacemaker Award 2008 dall'associazione Rebuilding Alliance, un'organizzazione no profit statunitense di cui fanno parte anche ebrei americani progressisti- impegnata nel rispetto dei diritti umani e della legalità internazionale e nella ricostruzione di case e comunità in zone di guerra e occupazione.

Il premio rappresenta un riconoscimento del lavoro e dell'impegno di Luisa Morgantini per la pace, la giustizia e il rispetto dei diritti umani, con particolare riguardo al tema del conflitto israelo-palestinese.

Saranno premiati anche Sami Sadik Sbaih, sindaco palestinese del villaggio di Al Aqabah in Cisgiordania, e l'architetto israeliano Shmuel Grolik, cofondatore del gruppo israeliano per i diritti umani BIMKOM: Planners for Planning Rights.

Infatti, l'obiettivo di Rebuilding Alliance è di creare "alleanze" tra i sostenitori e gli attivisti per la pace e coloro che sono vittime di ingiustizia e violenza, di mettere in atto progetti capaci di ricostruire comunità distrutte e offrire alle persone nel mondo strumenti immediati per praticare la pace, iniziando con un sostegno concreto al diritto delle famiglie ad avere una casa: attenzione particolare è posta sulla volontà di spingere Palestinesi, Israeliani e la comunità internazionale a ricostruire insieme case e scuole palestinesi a Gaza, nella West Bank e a Gerusalemme Est.

Per questo Rebuilding Alliance ha deciso di premiare Luisa Morgantini, i suoi sforzi e il suo impegno anno dopo anno, dentro il Parlamento Europeo così come tra i movimenti della società civile, per una pace giusta e duratura tra Palestinesi e Israeliani e per la giustizia e il rispetto dei diritti umani ovunque nel mondo.

La cerimonia di premiazione si terrà al Red Rock Chateau in Silverado, Orange County, California il 4 ottobre durante il primo e annuale Peacemakers Dinner.