Visualizzazione post con etichetta avellino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta avellino. Mostra tutti i post

martedì 31 marzo 2009

Primarie: Ecco i seggi.

Domenica 5 aprile 2009, dalle ore 8.00 alle 21.00, si terranno le elezioni primarie per la scelta del candidato Presidente della Provincia di Avellino e del sindaco di Avellino della coalizione di centro-sinistra
Possono votare tutti i cittadini italiani o dell'Unione Europea o di altri paesi che, al momento del voto, siano in possesso dei seguenti requisiti:
a) siano residenti nel Comune di Avellino per l’elezione del candidato a sindaco;
b) siano residenti nei 119 Comuni della provincia di Avellino per l’elezione del candidato alla Presidenza della Provincia.
c) abbiano compiuto i sedici anni di età;
d) dichiarino di riconoscersi nella proposta politica della coalizione del centrosinistra, accettando di sostenerlo alle prossime elezioni amministrative e di essere registrate nell’Albo elettori del centrosinistra, registrazione che può avvenire anche al momento del voto;
e) siano in possesso, qualora cittadini di paesi non facenti parte dell’Unione Europea, di regolare permesso di soggiorno in corso di validità.

Al momento del voto si versa un contributo di almeno un Euro.

Ogni elettore può votare solo nel seggio del comune di residenza. Per i cittadini di Avellino e Ariano verranno indicati e specificati i seggi in base al propria sezione elettorale.
L’elettore esprime una unica preferenza tracciando una croce sulla scheda in corrispondenza del candidato prescelto
Qui di seguito l'elenco dei seggi.

NUM

COMUNE

SEDE

UBICAZIONE

SEZ

NOTE

1

ARIANO IRPINO

PALAZZO DEGLI UFFICI

VIA D'AFFLITTO

1 - 6 - 7
-8 - 9 -10 - 11 -12 - 13 -14 - 15 -25

VOTANO NEL SEGGIO 1 LE SEZIONI DEL COLLEGGIO PROVINCIALE 2. (ARIANO 1)

2

ARIANO IRPINO

PALAZZO DEGLI UFFICI

VIA D'AFFLITTO

2 - 3 - 4 - 5 16 - 17 - 18 19 - 20 - 21 22 - 23 - 24

VOTANO NEL SEGGIO 1 LE SEZIONI DEL COLLEGGIO PROVINCIALE 3. (ARIANO 2)

1

BONITO

BIBLIOTECA COMUNALE

VIA ROMA

1

CASALBORE

SEDE PD

VIA BATTISTI

1

FLUMERI

AULA S. ROCCO

PIAZZA SAN ROCCO

1

GRECI

LOCALE

CORSO CAROSENO

1

GROTTAMINARDA

SALA ENZO FERRARO

VIA CONDOTTI

1

MELITO IRPINO

AUDITORIUM COMUNALE

P.ZZA DELLA REPUBBLICA

1

MONTAGUTO

CENTRO POLIVALENTE

VIA PEPE

1

MONTECALVO IRPINO

LOCALE ADIACENZE CHIESA

VIA BELLA DONNA

1

SAVIGNANO IRPINO

CIRCOLO ACLI

C.So VITTORIO EMANUELE

1

VILLANOVA DEL BATTISTA

BIBLIOTECA COMUNALE

VIA POZZO

1

ALTAVILLA I.

SEDE PD

C.SO GARIBALDI

1

AVELLINO

GAZEBO DI FRONTE NUOVA PREFETTURA

CORSO V. EMANUELE

1- 10

CHI NORMALMENTE VOTA NELLA SCUOLA ELEMENTARE DI PIAZZA GARIBALDI E NELLA
SCUOLA MEDIA "L. DA VINCI"

1

AVELLINO

GAZEBO PIAZZA DI FRONTE FERROVIA

VIA F. TEDESCO

49 - 52

CHI NORMALMENTE VOTA NELLA SCUOLA ELEMENTARE DI VIA FONTANATETTA

1

AVELLINO

GAZEBO ADIACENZE SCUOLA ELEMENTARE

RIONE PARCO

39 - 40

CHI NORMALMENTE VOTA NELLA SCUOLA ELEMENTARE DI VIA G. ROTONDI

1

AVELLINO

CENTRO SOCIALE

P.ZZA STURZO-S. TOMMASO

41 - 48

CHI NORMALMENTE VOTA NELLA SCUOLA ELEMENTARE DI CONTRADA SAN TOMMASO E NELLA
SCUOLA MEDIA DI CONTRADA SAN TOMMASO

1

AVELLINO

GAZEBO

P.ZZA RIONE MAZZINI

58 - 62

CHI NORMALMENTE VOTA NELLA SCUOLA ELEMENTARE DI RIONE MAZZINI

1

AVELLINO

CENTRO SERVIZI VOLONTARIATO

CORSO EUROPA

35 - 38

CHI NORMALMENTE VOTA NELLA SCUOLA ELEMENTARE PROLUNGAMENTO VIA ROMA

1

AVELLINO

CENTRO SOCIALE

VIA MORELLI E SILVATI

11 - 17

CHI NORMALMENTE VOTA NELLA SCUOLA MEDIA "D. ALIGHIERI" E NELLA SCUOLA
MATERNA DI VIA PIAVE

1

AVELLINO

CENTRO SOCIALE

VIA MORELLI E SILVATI

18 - 21

CHI NORMALMENTE VOTA NELLA SCUOLA ELEMENTARE DI VIA DEGLI IMBIMBO

1

AVELLINO

CENTRO SOCIALE

VIA MORELLI E SILVATI

22 - 27

CHI NORMALMENTE VOTA NELLA SCUOLA MEDIA "E. COCCHIA"

1

AVELLINO

CENTRO SOCIALE

VIA MORELLI E SILVATI

66 - 71

CHI NORMALMENTE VOTA NELLA SCUOLA ELEMENTARE "PERNA"

1

AVELLINO

GAZEBO

PIAZZA DI PICARELLI

56 - 57

CHI NORMALMENTE VOTA NELLA SCUOLA ELEMENTARE FRAZIONE PICARELLI

1

AVELLINO

GAZEBO ADIACENTE BAR DALLAS

VALLE

29-34

CHI NORMALMENTE VOTA ALLA SCUOLA MEDIA "F. SOLIMENA" E NELLA SCUOLA
ELEMENTARE DI VIA COLOMBO

1

AVELLINO

GAZEBO

PIAZZA VALLE

53-55

CHI NORMALMENTE VOTA NELLA SCUOLA MATERNA FRAZIONE VALLE

1

AVELLINO

LOCALE PRIVATO 18

VIA GIANCOLA-BELLIZZI

63 - 65

CHI NORMALMENTE VOTA NELLA SCUOLA ELEMENTARE FRAZIONE BELLIZZI

1

CAPRIGLIA I.

RISTORANTE IL PASSO

Fraz. SAN FELICE

1

CASTELVETERE

LOCALE PRIVATO

PIAZZA MONUMENTO

1

GROTTOLELLA

LOCALE PRIVATO

VIA ANGELO MAGLIO

1

MANOCALZATI

CASA DELLA CULTURA

VIA UMBERTO I

presso il Seggio di MANOCALZATI votano i residenti nel Comune di CANDIDA

1

MERCOGLIANO

SEDE PD

CORSO GARIBALDI

1

MONTEFALCIONE

SEDE PD

VIA MARCONI

1

MONTEFREDANE

AUDITORIUM COMUNALE

VIA ROMA

1

MONTEFUSCO

LOCALE PRIVATO

VIA S.NICOLA DE FRANC

presso il Seggio di MONTEFUSCO votano i residenti nel Comune di SANTA
PAOLINA - TORRIONI

1

MONTEMILETTO

SEDE PRO LOCO

VIA PIASSI

presso il Seggio di MONTEMILETTO votano i residenti nel Comune di TORRE LE
NOCELLE

1

OSPEDALETTO

SEDE PD

VIA PRINCIPE DI NAPOLI 1

presso il Seggio di OSPEDALETTO votano i residenti nel Comune di SUMMONTE

1

PAROLISE

BIBLIOTECA COMUNALE

PIAZZA MARINO

1

PIETRADEFUSI

SEDE PD

VIA ROMA - FRAZ. DENTECANE

1

PRATA P.U.

SEDE PD

VIA MATTEOTTI

1

PRATOLA SERRA

SEDE PROLOCO

CORSO VITTORIO EMANUELE

1

SAN MANGO S. C.

LOCALE PRIVATO

VIA PROVINCIALE 8S

1

SAN POTITO U.

SEDE PD

VIA ROMA

1

SORBO SERPICO

LOCALE PRIVATO

VIA AMATUCCI

presso il Seggio di SORBO SERPICO votano i residenti nel Comune di SALZA
IRPINA

1

TUFO

BIBLIOTECA COMUNALE

VIA PIESCO

presso il Seggio di TUFO votano i residenti nel Comune di CHIANCHE - PETRURO

1

VENTICANO

LOCALE PRIVATO

VIA L. CADORNA

1

VOLTURARA I.

EX CINEMA

VIA RIMEMBRANZA

1

AIELLO DEL SABATO

CENTRO SOCIALE

VIA MANCINI

1

ATRIPALDA

EX SALA CONSILIARE

P.ZZASPARAVIGNA

1

AVELLA

CASA COMUNALE

P.ZZA MUNICIPIO

1

BAIANO

SEDE PD

C.SO GARIBALDI

1

CERVINARA

CASA COMUNALE

P.ZZA TRESCINE

1

CESINALI

CENTRO ANZIANI

PIAZZA MUNICIPIO

1

CONTRADA

SEDE PD

VIA MARCONI 19

1

DOMICELLA

SEDE COMUNALE

PIAZZA FERRANTE

1

LAURO

AUDITORIUM

VIA PRINCIPE LANCELLOTTI

1

MARZANO DI NOLA

MUNICIPIO

VIA NAZIONALE

1

MONTEFORTE IRPINO

LOCALI SOTTOSTANTI ISTITUTO COMPRENSIVO

VIA AURIGEMMA

1

MONTORO INFERIORE

SEDE PD

VIA PIRONTI - PIANO

1

MONTORO SUPERIORE

BIBLIOTECA COMUNALE

FRAZ. SAN PIETRO VIA ROMA

1

PAGO DEL VALLO DI LAURO

MUNICIPIO

1

PIETRASTORNINA

LOCALE PRIVATO

VIA SABATINO MINUCCI - TRAVERSA CORSO PARTENIO

presso il Seggio di PIETRASTORNINA votano i residenti nel Comune di
SANT'ANGELO A SCALA

1

QUINDICI

CENTRO SOCIALE

VIA S.ANTONIO EX SCUOLA MEDIA

1

ROCCABASCERANA

EX SEDE PROLOCO

VIA IMBRIANI

1

ROTONDI

LOCALE PRESSO CASA COMUNALE

VIA VACCARIELLO

1

SAN MARTINO VALLE CAUDINA

SEDE PD

PIAZZA ROMA

1

SAN MICHELE DI SERINO

SEDE PD

VIA LARGO MERCATO

1

SANTA LUCIA DI SERINO

CENTRO SOCIALE

PIAZZA S. GIUSEPPE MOSCATI

1

SERINO

BIBLIOTECA FRAZ. DOGANA VECCHIA

VIA G. MARCONI

1

SOLOFRA

SEDE PD

PIAZZA UMBERTO I

1

TAURANO

LOCALE

PIAZZA FRECONIA

1

AQUILONIA

SEDE PD

CORSO VITTORIO EMANUELE

1

BAGNOLI IRPINO

SEDE PD

P.ZZA L. DI CAPUA

1

BISACCIA

CENTRO ANZIANI

CORSO ROMULEO

1

CALABRITTO

LOCALE FORUM DEI GIOVANI

VIA ALLENDE

1

CALITRI

SEDE PD

VIA PITTOLI

1

CAPOSELE

SEDE PD

PIAZZA DANTE

1

CASSANO IRPINO

SEDE PD

VIA CROCE

1

CASTELBARONIA

LOCALI

ADIACENZE COMUNE

1

CASTELFRANCI

BIBLIOTECA

VIA FORIA

1

CONZA DELLA C.

CASA DELLA COMUNITÀ

C.SO XXIII NOVEMBRE

1

FONTANAROSA

EX PROLOCO

VIA MAZZINI 24

1

FRIGENTO

CENTRO CARITAS

VIA ALDO MORO

1

GESUALDO

EX ASILO COMUNALE

PIAZZA NEVIERA

1

LACEDONIA

SEDE PD

VIA G. VICO

1

LIONI

EDIFICIO PLURIUSO

P.ZZA DELLA VITTORIA

1

LUOGOSANO

GAZEBO

PIAZZA DE GASPERI

1

MONTELLA

SEDE PD

PIAZZA BARTOLI

1

MONTEVERDE

SEDE PD

VIA CIRILLO 6

1

NUSCO

SEDE PD

CORSO UMBERTO I

1

PATERNOPOLI

SALA OTTAGONALE CENTRO CEPAS

VIA TROISI

1

SAN NICOLA BARONIA

CENTRO SOCIALE

VIA GRAMSCI

1

SAN SOSSIO BARONIA

LOCALE SCUOLA MATERNA

VIA PIANO

1

SANT'ANDREA DI C.

SEDE PD

VIA ROMA

1

SANT'ANGELO DEI L

SEDE PD

CORSO VITTORIO EMANUELE


presso il Seggio di SANT'ANGELO DEI LOMBARDI votano i residenti nel Comune
di ROCCA SAN FELICE

1

SCAMPITELLA

SEDE PD

VIA CITTÀ DI CONTRA

1

SENERCHIA

PALAZZETTO DELLO SPORT

VIA PIANO DI ZONA

1

STURNO

AUDITORIUM

PIAZZA MUNICIPIO

1

TEORA

SEDE PD

CORSO PLEBISCITO


1

TORELLA DEI LOMBARDI

SEDE PD

VIA CARACCIOLO


1

VALLATA

SEDE PD

VIA CHIANCHIONE


1

VALLESACCARDA

CENTRO SOCIALE

VIA CASA CIARLA

lunedì 23 marzo 2009

Avellino, Vendola lancia Sinistra e Libertà.

di Manuela Di Pietro - irpinianews

Avellino - Non la somma di un ceto politico residuale ma l’inizio di un
cammino comune dopo lo schianto terribile dell’Arcobaleno: da questo input è
nato “Sinistra e Libertà” (che ha unito Movimento per la Sinistra, Partito
Socialista, Verdi, Sinistra Democratica), tenuto oggi a battezzo al Viva
Hotel di Avellino dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola
accompagnato dallo slogan “La primavera della Sinistra arriva il 20 marzo”.
A fare gli onori di casa Gennaro Imbriano, Maria Grazia Valentino, Generoso
Bruno e Peppe De Cristofaro che hanno “ospitato” gli alleati: Franco
Vittoria, Rodolfo Salzaruolo, Angelo Flammia, Edmondo Marra, Rosanna Repole,
Giuseppe Vetrano, Marcello Zecchino, Domenico Ranaudo, Peppe Sarno, Vanni
Chieffo, Lello De Stefano, Pasquale Puorro, Luciano Vecchia, Luigi De
Vincentiis, Luigi Mainolfi, Toni Ricciardi, Luigi Famiglietti.
Ad Imbriano l’onore e l’onere dell’annuncio: la Sinistra presenterà liste
unitarie al Comune di Avellino e alla Provincia.
Ma a suonare la sveglia di una Sinistra “rimasta con un libro vuoto in
mano”, “senza più parole da comunicare” ma pronta a riscrivere una storia“ è
stato proprio l’ex esponente di Rifondazione Comunista che ha mosso la
carica rispetto ad un Paese “affondato nel lessico di un vocabolario
parafascista”. In cui le risposte non possono essere date “dallo sceriffo Di
Pietro” e dai “talk show di Franceschini”.
Vendola non ha nascosto le sue preoccupazioni nè la determinazione di
ripartire da una cultura politica padrona dei processi di fondo che animano
il Paese e non solo. Cavalli di battaglia: lavoro e formazione. Le uniche
armi in grado di contrastare “l’egemonia della destra” che è “al tramonto
nel mondo ma non in Europa e in Italia dove è entrata nei sogni e nella vita
dei cittadini”.
Il grave momento economico, che lascia prospettare un futuro davvero
apocalittico, diventa spunto per un parallelo tra la questione morale e
quella sociale. Una l’equazione: formazione sinonimo di crescita e qualità .
Il tutto per essere competitivi attraverso competenze e acquisizioni che
inseriscano a pieno titolo il Paese nel mercato globale.
La prima idea è quella di una moratoria sui licenziamenti, condizione
indispensabile “se gli imprenditori intendono fronteggiare la crisi con
aiuti da parte del governo”. Condizione necessaria ma non sufficiente a cui
è d’obbligo aggiungere interventi mirati su coloro che sono interessati da
ammortizzatori sociali. In proposito un dictat su tutti: detassazione.
Il modello da seguire è quello di Obama a cui Vendola rende il merito di
aver scritto una pagina nuova negli Stati Uniti attraverso provvedimenti di
sostegno a scuola e sanità pubblica oltre alla tassazione delle rendite e
dei patrimoni. L’esatto contrario di quanto sta accadendo in Italia. “Qui si
parla solo di tagli. Soprattutto nella scuola e nella sanità . Per quanto
riguarda l’istruzione, tagliare vuol dire privarci dell’acquisizione di
competenze in grado di renderci competitivi. In tema sanità i tagli non
riguardano gli sprechi, così come dovrebbe essere, ma i servizi e il diritto
alla salute”.
Poi una malinconia facile da superare e compensata dalla speranza di un
futuro di rinnovamento: “Ho amato falce, martello e stella ma oggi servono
altri simboli maggiormente in grado di intercettare i sogni delle nuove
generazioni”. Dunque un taglio con il passato e l’inizio di un nuovo libro.
Per ora ancora in bianco. “Perchè una Sinistra che sa già tutto è destinata
a morire rapidamente”.


foto archivio irpinianews

domenica 22 marzo 2009

Vendola ad Avellino: «Ripartiamo dall’unità per restituire speranza al Paese».

di Marco Staglianò - Buongiorno Irpinia
«Lungi dal volere essere un cartello elettorale, Sinistra e Libertà rappresenta una speranza da costruire contro la fabbrica della paura berlusconiana. Ripartiamo oggi per un nuovo cammino, il cui approdo dovrà essere quello dell’unità della sinistra del ventunesimo secolo. Una sinistra unita e rinnovata, capace di superare le gabbie della chiusura identitaria, per coniugare il proprio capitale storico in un nuovo linguaggio capace di inserirsi nelle fratture di una società dinamica ed in continua evoluzione. Una sinistra che in Irpinia vuole contrastare l’avanzata di una destra antimeridionale ed antidemocratica, che cerca ancoraggio nel trasformismo demitiano. Una sinistra che vede nella propria coesione ideale e nella propria unità, la via maestra per spingere il Partito democratico sul terreno del rinnovamento e che proprio per questo, si presenterà alle prossime amministrative con liste unitarie, aperte anche a coloro che hanno scelto pretestuosamente di non essere qui stasera». Questo, in sintesi, il senso delle riflessioni sviluppate dal dirigente provinciale del Movimento per la Sinistra, Gennaro Imbriano, all’incontro tenutosi ier presso la sala convegni del Viva Hotel di Avellino, per presentare il nuovo cartello elettorale che ha unito Movimento per la Sinistra, Verdi, Sinistra democratica e Partito Socialista. Un progetto che se pare essere decollato a livello nazionale, in Irpinia si è arenato sullo scoglio delle divisioni, tra chi, come Sinistra democratica, ha scelto la strada del centrosinistra alternativo, e chi, invece, ha scelto di seguire la strada del confronto programmatico con il Pd. Il discorso di Imbriano, ha preceduto quello di diversi esponenti della sinistra irpina, tra cui quello del Presidente provinciale dei Verdi, Pasquale Puorro e del socialista Giuseppe Sarno. Ma a suonare la carica di «una sinistra che vuole rinascere dal rifiuto dei vecchi simboli e dalla nostalgia dei muri abbattuti dal peso della storia», ci ha pensato il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Un discorso avvolgente nella retorica ma solido nei contenuti, più volte interrotto dagli applausi di una platea tanto folta quanto partecipe, tra le cui fila spiccava la presenza di tanti dirigenti provinciali del Partito democratico, primo fra tutti, il segretario Vittoria. Parte da lontano Vendola. Parte, cioè, dalla descrizione di un mondo in evidente trasformazione, nell’ambito del quale «la vecchia Europa appare sempre più vecchia perchè avviatata sulle proprie paure. L’Europa della xenofobia e delle piccole patrie, che ha in una Chiesa Cattolica reazionaria, chiusa in un dogmatismo sterile e distante dal sentore degli stessi credenti, il suo vero emblema. Una Chiesa che per bocca del suo Pontefice, da un lato punta il dito contro l’uso del preservativo in Africa, e dall’altro riabilita, tra le fila del Clero, le peggiori espressioni del conservatorismo clerico fascista. Ma il mondo cambia. L’Africa violentata dal potere delle multinazionali vede lentamente fiorire nella sua pancia i semi dell’emancipazione. Il Sud America, che per tanti decenni è stato il teatro delle sperimentazioni dittatoriali di matrice statunitense, oggi risorge grazie al democratico diffondersi di un vero riformismo socialista. E poi c’è il coraggio di Obama. Di un Presidente che con quattro parole, nel proprio discorso di insediamento, ha consegnato definitivamente alla storia tutto il paradigma neoconservatore, dandoci l’esatta misura di quanto sia vecchia l’Europa, e di quanto in quest’Europa, l’Italia di Berlusconi assuma il ruolo più regressivo. Basti in tal senso riflettere su quanto siano distanti le risposte date alla crisi da questo esecutivo rispetto a quelle date da Obama sul fronte della tassazione, dell’istruzione e della sanità. Mentre li si tassano i redditi più alti, si finanzia l’istruzione e la ricerca e si investe nella sanità, qui si fa l’esatto contrario. Viviamo in un regime che fonda la propria forza sulla connessione tra regressione culturale e regressione civile. Un regime che nasconde la tragicità di una crisi che solo in Puglia ha visto negli ultimi due mesi, più di 25000 lavoratori andare in cassa integrazione. Una crisi alla quale si risponde non finanziando gli ammortizzatori sociali o proponendo una moratoria sui licenziamenti, ma offrendo al popolo bue, il capro espiatorio costituito dal diverso, dal rom, dal clandestino. Viviamo in un regime che ha rielaborato in senso regressivo il panorama valoriale di un popolo, imponendo per mezzo di un insopportabile strapotere mediatico, un vocabolario che non esito a definire parafascista. Definiscono gli studenti che protestano pacificamente, guerriglieri. Schedano i barboni. Invitano i medici a tradire il giuramento di Ippocrate, e violentano la sofferenza di un padre che cerca di regalare alla propria figlia una morte dignitosa. Istituiscono le ronde e per paura di quello che potrà accadere di qui a qualche mese, restringono il diritto allo sciopero ed attaccano il mondo del lavoro. Viviamo in un regime che ci ha fatto sprofondare nelle tenebre medioevali e al quale occorre opporsi con la speranza. Quella speranza che vogliamo e dobbiamo ricostruire ripartendo da noi stessi, dai nostri sogni e dalle nostre idee. Noi abbiamo l’orgoglio e l’ambizione di rappresentare una sinistra senza più aggettivi connotativi. Una sinistra consapevole dei propri fantasmi e vogliosa di liberarsi dalle vecchie gabbie identitarie. Una sinistra che vuole ripartire dal lavoro e dall’ambiente, per costruire un mondo davvero libero. Dobbiamo riappropriarci della parola libertà. Quella parola fa parte del nostro dna ma oggi pare essere di proprietà della destra. Ce l’hanno rubata. La vera libertà non è scegliere tra mille canali televisivi che ti propinano quoridianamente sempre la stessa merda. La verà libertà non è quella che vuole piegare l’esistenza delle donne ai bisogni degli uomini. La vera libertà è quella dai luoghi comuni, dalla paura e dall’ignoranza. Ma per ricostruire una sinistra capace di riappropriarsi della parola libertà, dobbiamo riaprire quel libro prodigioso che contiene tutte le parole del mondo. Dobbiamo comprendere che non basta sventolare una bandiera con la falce ed il martello per essere credibili. Servono simboli e linguaggi nuovi. Serve cioè una sinistra capace di rinominare e di descrivere il mondo con parole nuove. Al cospetto di un mondo nuovo, una sinistra che dice di sapere già tutto è destinata a morire precocemente. Il nostro cammino sarà lungo ed insidioso, ma se sapremo riscoprire il valore del dubbio, girando le spalle ad un’autoreferenzialità goffa e salottiera, potremo restituire la speranza al nostro popolo».

mercoledì 18 marzo 2009

Bruno - MpS: "Quattro aprile, data sbagliata per le primarie".

- Il quattro d’aprile c’è altro da fare. Saremo a Roma, insieme alla CGIL, per difendere il diritto al futuro per migliaia di lavoratrici e di lavoratori, di studenti e di giovani precari. Aumentano le fabbriche chiuse o in cassa integrazione ed il quattro aprile saremo a Roma contro le politiche del governo delle destre perché, ancora una volta, a pagare il costo della crisi sono le lavoratrici ed i lavoratori di questo Paese.
l’Irpinia, con la cassa integrazione, addirittura, in anticipo per gli operai della Fma di Pratola Serra e la crisi di tutto l’indotto dell’auto, in questi mesi sembra essere il termometro del paese reale, rappresentando, davvero, la difficoltà e l’asprezza della fase. Il centrosinistra, già durante le primarie, dovrà dimostrare di poter essere un riferimento credibile non solo nel governo dei territori, ma, soprattutto, nella capacità di marcare, bene, il tema del lavoro e della speranza.
Ancora una volta, però, non posso non sottolineare la lontananza che il Pd irpino dimostra alla CGIL, prima con l’assenza, il due febbraio scorso, al presidio del Gesualdo, durante la visita dei sette ministri del governo Berlusconi e, oggi, attraverso la proposta delle primarie il quattro d’aprile. Il bollino d’autenticità alle primarie, a metterlo, saranno, semplicemente, i cittadini con il loro voto e la loro disponibilità. Mi sento in dovere, perciò, di chiedere alle forze del centrosinistra di voler, necessariamente, indicare, per le primarie, un giorno differente. La data possibile: Domenica 5 aprile. Come si dice: ‘Pasqua, non viene mai di sabato’. –


Generoso Bruno - MpS

giovedì 12 marzo 2009

Saper immaginare.

Che succede a vivere al centro di una piattaforma logistica integrata? Non so quale risposta potrebbe offrire un comune cittadino a questa domanda. Riesco ad immaginare bene, però, il senso d’insicurezza e di precarietà che quella stessa persona potrebbe trasmettere se, proprio a lui, toccasse esporre il racconto e la narrazione dell’attuale crisi. Come spesso succede, comincerebbe col descrivere la difficoltà propria e la generale percezione relativa alla riduzione di opportunità che abita questi tempi e questi luoghi. Il due febbraio scorso, a rappresentare queste storie al governo paracadutato in Irpinia, insieme alla Cgil ed alla Sinistra, nel presidio al Gesualdo c’erano, ad esempio, i lavoratori della Cablauto e quelli della Fma. Storie di fatica, quindi, di Fiat e di automobile che solo poco più di dieci anni fa, invece che descrivere il clima dell’attuale “dismissione”, giusto per citare il romanzo di Ermanno Rea, avrebbero raccontato il senso di una battaglia “progressiva”, che, a Pratola Serra, pur nella sconfitta, pose, prima della Fiat di Melfi, il tema del salario, dell’orario e dei tempi di vita, infilando, inizialmente, di contropiede, anche il sindacato. Oggi non è così. Alla piazza dello sciopero generale dei metalmeccanici e della funzione pubblica si è sentita l’assenza del maggiore partito d’opposizione presente in parlamento, come, al Gesualdo quella del partito di maggioranza relativa in Irpinia. Bene ha fatto la Cgil, con l’intervento di Petroziello, alla conferenza programmatica del Pd a porre la questione. E, descrivendo il tentativo delle destre d’isolare la Cgil, a porre il tema dell’unità della Sinistra e del centrosinistra nella costruzione, già dalle prossime elezioni amministrative, un riferimento nel governo dei territori capace di porre al centro il tema del lavoro e della speranza. La fine dell’autosufficienza del Pd, deflagrata assieme a Veltroni all’apertura delle urne sarde, pone, dai territori, una nuova declinazione del tema delle alleanze. Non tanto o, forse, non solo, per consentire il “più uno” per battere il Pdl, quanto per cominciare a costruire un nuovo senso comune capace di contrastare quell’egemonia della destra che, popolando sogni, desideri e paure, agisce sin dal livello onirico essendo, per dirla quasi con le parole di Pasolini, avvenuta, ormai, la saldatura tra gli eredi del “fascismo archeologico” e “quella che i sociologi chiamano società dei consumi”. Occorre, per il centrosinistra, lavorare al tema del governo. Mutare l’idea stessa del potere. Sovvertire la percezione proprietaria che, troppo spesso, le istituzioni locali hanno trasmesso. Aprire, quindi, al tema della partecipazione popolare. La scelta delle primarie nella città capoluogo se, successivamente, non accompagnata da questa tensione potrebbe servire a poco. Con l’abolizione dei consigli circoscrizionali è il mutato quadro delle istituzioni comunali a necessitare di un’evoluzione, anche statutaria, verso l’inclusione e la partecipazione popolare a cominciare dai temi del bilancio a quelli dell’urbanistica verso un’apertura di sostanza alle associazioni, ai gruppi informali ed ai comitati anche nella possibilità dell’elaborazione della proposta. Confronto, vero, e decisione. Apertura e, quindi, scelta di governo, a cominciare dal piano strategico. Ad Avellino, come nella Fedora delle città invisibili di Italo Calvino, troppe cose, dal dopoterremoto ad oggi, sono state accettate come necessarie mentre non lo erano ed altre, invece, immaginate come possibili mentre un minuto dopo non lo erano più. Uno dei temi dei prossimi anni sarà quello degli spazi, della loro fruizione e della loro gestione. Il chi ed il come per la ex-Gil, per il parco del Fenestrelle, per l’ex Distretto Militare, per la Casina del Principe; ripensando la città a cominciare dall’idea dei tempi e della mobilità. Storicamente Avellino, oltre l’insediamento sulla collina della Terra, si è rivelata città sottile, nel senso di città di transito e, solo successivamente, città burocratica. Oggi, invece, senza più vocazione, quasi capoluogo “a stento”, può trovare svolta come snodo di una rete, all’interno del Piano Territoriale Regionale, valorizzando sia l’idea della connessione tra territori che il ruolo di città dei servizi. Ripensare la città, allora, elaborando il profilo di una nuova vocazione. Rappresentando, sin dalle primarie, il tema e la necessità del cambiamento. A tutti noi, quindi, il coraggio di saper immaginare.

Generoso Bruno – MpS

domenica 1 marzo 2009

Imbriano: Sinistra unita contro destra e trasformismi.

Intervista a Gennaro Imbriano del 26/02/09

di Marco Staglianò - Buongiorno Irpinia

A circa cento giorni dalle amministrative, la sinistra soccombe sotto il
peso della frammentazione. Accomunate dal sogno di un soggetto politico
unitario, le anime della sinistra irpina si ritrovano divise tra chi ancora
crede nel dialogo con il Pd, e chi ha scelto la via dell'autonomia e del
centrosinistra alternativo. Una frattura che secondo alcuni può e deve
essere rimarginata, nella convinzione che l'unica alternativa che in questa
fase deve essere costruita, è quella alla destra berlusconiana.
Tra questi, c'è sicuramente Gennaro Imbriano, esponente provinciale di
riferimento per il neonato Movimento per la Sinistra ed ex segretario
provinciale di Rifondazione.


Allora Imbriano, Sinistra democratica, Rifondazione comunista e Partito
Socialista, hanno scelto la via dell'autonomia e del centrosinistra
alternativo, tanto per la corsa al Comune di Avellino che per quella a
Palazzo Caracciolo. Qual è la sua opinione in merito?


«La ritengo una scelta suicida, insensata e controproducente, che spero
possa essere presto riconsiderata. Parlare di un centrosinistra alternativo
mi sembra una contraddizione in termini. Quasi un ossimoro. La vera
alternativa che il popolo della Sinistra ci chiede di costruire è quella
alle destre ed al trasformismo demitiano. Privo com'è di un'effettiva
vocazione maggioritaria, un progetto simile non fa altro che risultare
funzionale all'avanzata del centrodestra. Non credo sia questo il desiderio
della nostra gente. Ripeto, mi sembra un'impostazione miope che non fa i
conti con i reali sentori del popolo della Sinistra. Quello che il nostro
elettorato ci chiede è unità per sconfiggere la destra ed una piattaforma
programmatica concreta per uscire da questa drammatica crisi economica ».

Secondo i dirigenti di quei partiti, però, la responsabilità di tale
frattura va attribuita ad un Pd immobile, incapace di aprirsi al
rinnovamento, e schiavo di una pretesa vocazione all'autosufficienza. E'
d'accordo?


«Paragonando il quadro politico attuale con quello di quattro anni fa,
emerge chiaramente l'inconsistenza di tale tesi. Mentre nel 2004 le
candidature per la Provincia e per il Comune furono definite senza alcun
confronto ed ufficializzate solo pochi giorni prima della presentazione
delle liste, oggi vi è ampio margine per il confronto programmmatico e per
le primarie. Si rileva, insomma, un'incomprensibile conraddizione tra il si
alle candidature di quattro anni fa, ed il no alle primarie ed al confronto
di oggi. Contraddizione, che emerge con ancora maggiore chiarezza, se si
considera che il peso elettorale e politico della sinistra di allora, era
molto più significativo di quello attuale».

Lei ha più volte affermato che prima di parlare di primarie è necessario
dare priorità ai contenuti e al programma. Quali pregiudiziali pone in tal
senso per la definizione dell'intesa con i democratici?


«Come già ho detto, siamo convinti che il popolo della sinistra aspetta
risposte concrete per la soluzione dei tanti problemi che attanagliano il
mondo del lavoro e più in generale le fasce sociali più deboli. Il Forum
della Sinistra indetto da noi, dai Verdi e da larga parte del PdCi, va
proprio in questa direzione. In altri termini, da quel confronto dovrà venir
fuori una piattaforma programmatica per lo sviluppo della Provincia. Con
quel bagaglio di proposte, ci presenteremo alla conferenza programmatica
indetta dal Pd, nella speranza che nel frattempo si siano unite a noi tutte
le altre forze della sinistra. Per la sottoscrizione di un'alleanza,
chiediamo al Pd la disponibilità a cercare una sintesi programmatica che
tenga conto delle nostre proposte e che, più in generale, miri
all'attuazione di un modello di sviluppo che muova dalla difesa delle fasce
sociali più deboli».

Quali dovranno essere le priorità sui cui puntare per il futuro sviluppo
dell'Irpinia?


«Occorre agire su più fronti. In primo luogo, è necessario mettere a punto
un'attenta pianificazione per la gestione dei fondi europei. In
quest'ottica, si rileva la necessità di puntare ad una diversificazione dei
comparti produttivi, facendo leva sull'innovazione e sulla qualità. Penso
soprattutto ad un modello di sviluppo del territorio, capace di valorizzare
il grande capitale ambientale di cui l'Irpinia gode. In tal senso, penso
alla creazione di un polo turistico diffuso, al fine di capitalizzare al
meglio le potenzialità dell'indotto enogastronomico ed agroalimentare. Vi è
poi il capitolo legato allo sfruttamento delle energie alternative e del
grande capitale idrico, che dal nostro punto di vista va assolutamente messo
a riparo dalle ingerenze dei capitali privati, nonostante la legge 133 del
2008, vada nel senso opposto. Accanto a tali aspetti, che come detto
dovranno essere affrontati facendo leva sulle risorse in arrivo da
Bruxelles, vi è poi l'inderogabile necessità di rispondere con efficacia ed
immediatezza ad una drammatica crisi economica, i cui effetti si paleseranno
completamente solo nei prossimi mesi. A tale scopo, credo nell'opportunità
di mettere in campo una forte politica di investimenti pubblici per la
manutenzione del territorio, che se da un lato risponderebbe ad una reale
esigenza, dall'altro risulterebbe funzionale a mitigare gli effetti della
crisi sui livelli occupazionali. Ma al di là di un'attenta pianificazione
per l'utilizzo dei fondi europei e di un piano di interventi per affrontare
la crisi, la prima emergenza a cui la politica è chiamata a porre rimedio
per il futuro di questa provincia, è quella demografica. Nonostante la
Campania sia tra le regioni più giovani del Paese, l'Irpinia è una delle
provincie più vecchie. I nostri paesi vanno morendo perchè i nostri giovani
sono costretti a cercare lavoro e fortuna altrove. Se non si pone rimedio a
questo processo, l'Irpinia non avrà futuro, al di là del colore politico di
chi la governerà. Sono convinto che la politica è tale quando si mostra
capace di governare i processi di trasformazione della società. A noi il
compito di immaginare politiche adeguate per invertire questo drammatico
trend demografico, e per creare le condizioni adeguate affinchè i nostri
giovani possano socializzare le proprie conoscenze ed i propri talenti in
Irpinia, e non più al Nord o addirittura all'estero».

Veniamo alle primarie. In che modo pensate di parteciparvi?

«Credo che il messaggio che dovremmo lanciare è quello dell'unità della
sinistra. D'altronde, basterebbe seguire il modello già attuato a Firenze e
che verrà utilizzato per la provincia di Napoli e a Bologna. La sinistra
deve avere il coraggio di attraversare gli spazi di democrazia, nella
consapevolezza che abdicare al con- fronto, significa rinunciare ad
esistere. Per questo spero fortemente che alla conferenza programmatica del
Pd saranno presenti tutte le forze della sinistra e che alle primarie sarà
possibile esprimere una candidatura forte ed unitaria. E'chiaro, però, che
se non si dovesse registrare l'adesione di tutti, andremo avanti con chi ci
sta. Per quanto riguarda i concorrenti, anche se non rientra nel dominio
delle nostre responsabilità, auspico che il Pd proponga nomi diversi o
alternativi da quelli degli uscenti».

Insomma Imbriano, quale sinistra sogna di costruire in Irpinia?

«Una sinistra rinnovata e senza aggettivi connotativi. Una sinistra che
rinunci al massimalismo antistorico, per affrontare con realismo le sfide
del secolo nuovo. Una sinistra, insomma, che non declami ma che faccia. Di
fronte ad una destra che va diffondendosi nel Paese proponendo un modello di
organizzazione sociale fondato sulla paura, è necessaria una sinistra capace
di contrapporre una visione concretamente ottimistica fondata sulla
speranza. In quest'ottica il nostro modello non può che essere quello di
Nichi Vendola».

Lei ritiene che vi sia ancora tempo e spazio per unificare la sinistra
irpina. In che modo?


«La costituzione del gruppo regionale unitario della sinistra, è il punto di
partenza. Quel percorso può essere tranquillamente riproposto a livello
locale, e sono convinto che tanti, tra le fila delle formazioni che hanno
scelto la strada del centrosinistra alternativo, ne sono convinti quanto me.
Ho letto le dichiarazioni rilasciate in tal senso da Angelo Giusto e le
condivido pienamente. Proprio a Giusto, del quale ammiro lo spessore
intellettivo e la capacità di dialogo, chiedo di lavorare in tal senso. Come
me, anche lui è convinto della necessità di ricomporre il quadro unitario
della sinistra. Metta la sua esperienza a servizio di tale scopo. Lui è la
persona giusta per ricucire i fili del dialogo».

venerdì 20 febbraio 2009

Fine dell'autosufficienza del Pd.

Con le dimissioni di Veltroni -dichiara Gennaro Imbriano,
portavoce del Movimento per la Sinistra- si chiude finalmente un ciclo
politico, quello della presunta autosufficienza del PD.

Di fronte all'avanzata delle destre, che mette in discussione diritti
e libertà nel nostro Paese, nessuno nel proprio isolamento può
considerarsi autosufficiente. Occorre, invece, ricostruire lo spirito e il progetto di un nuovo centro-sinistra se si vuole bloccare l'egemonia
berlusconiana e la sua fabbrica della paura.

In tal senso mi pare positiva, seppure in ritardo, la decisione del Pd di
aprire, con la conferenza programmatica, una fase di ascolto con le forze
politiche e sociali dell'Irpinia.

Penso che la Sinistra non debba compiere l'errore di sottrarsi al
confronto, ma deve invece scegliere di essere protagonista di quel passaggio
portando il proprio prezioso contributo di idee: su lavoro, ambiente,
modello di sviluppo, diritti civili e sociali, lotta alla camorra.

E se il Pd dovesse accogliere le nostre priorità programmatiche,
credo che a quel punto la Sinistra, unitariamente, dovrà essere
capace di partecipare, con autorevoli candidature, alle Primarie di
coalizione.

Infatti, l'opacità che ha contraddistinto le amministrazioni Galasso e
De Simone impone alla Sinistra di attraversare le primarie facendo vivere
una grande domanda di rinnovamento.

mercoledì 11 febbraio 2009

Imbriano - MPS: "Una nuova Sinistra per rilanciare l'Irpinia"

Intervista di Gianbattista Lanzilli a Gennaro M. Imbriano, portavoce irpino del Movimento Per la Sinistra, pubblicata su Ottopagine del 10/02/09.

1. Imbriano, cominciamo dal chiarire un punto: ma quella dei vendoliani
è o no una scissione? Siete usciti definitivamente da Rifondazione?


Siamo usciti da Rifondazione, perché ormai era diventata, come ha notato
giustamente Fausto Bertinotti, "irriconoscibile". In pochi mesi è stata
stravolta la cultura politica aperta e innovativa che avevamo accumulato in
questi anni, quella che abbiamo imparato da Genova in poi, dai movimenti
altermondialisti non-violenti e pacifisti.
Si sono fatti prevalere i risentimenti ai sentimenti, si è scelta una deriva
settaria e dogmatica.
Dunque era inevitabile partire per un nuovo viaggio, il Movimento per la
Sinistra.

2. Quali sono stati i motivi che vi hanno spinto ad una decisione così netta?
La Rifondazione che abbiamo costruito e fatto crescere in questi anni è
stata uccisa al Congresso di Chianciano, lì è prevalsa una restaurazione
comunista: un'idea minoritaria e populista, con venature nostalgiche e
identitarie. Basti pensare al tentativo di riabilitare il muro di Berlino e
al licenziamento punitivo del Direttore di Liberazione.
E quando si misurano progetti così differenti e divergenti, non puoi far
finta di non vedere, non si può vivere da separati in casa.

3. Adesso, si lavora al progetto di riunificare le forze della
sinistra: il comunismo verrà del tutto abbandonato?


Il comunismo non può essere un dogmatismo ossequioso del passato, ma una
domanda di libertà per il presente. Il Comunismo non può essere la stanca
replica di una liturgia, ma una ricerca e una lotta per leggere e cambiare
oggi la società.
E soprattutto, i comunisti, di fronte al rischio che venga cancellata
l'intera sinistra dal nostro Paese, non possono pensare di essere
autosufficienti o di essere l'avanguardia di qualcosa, ma devono aprirsi e
contaminarsi con le altre culture critiche che vivono a sinistra, con chi ha
storie e culture diverse.
Dobbiamo ricostruire la Sinistra, da capo. Con quanti stanno nei partiti, ma
soprattutto con la sinistra diffusa: penso ai tanti che stanno nel
sindacato, nei movimenti, nell'associazionismo, agli intellettuali, ai tanti
delusi dal PD. Ha ragione Bertinotti, ci vuole un "big bang".

4. Il fallimento dell'operazione dell'Arcobaleno è ancora una nota
dolente: come pensate di ovviare a quella brutta esperienza? Il Movimento
per la Sinistra non corre lo stesso rischio? Quali sono le caratteristiche
che differenziano questo impegno da quello precedente?


La differenza deve essere abissale. La Sinistra nuova che dobbiamo costruire
non può essere la somma di tante debolezze, non può essere l'aggregazione di
tanti polverizzati ceti politici assemblati a Roma. La nuova Sinistra che
vogliamo costruire è aperta alla partecipazione, e deve scegliere le
primarie anche per la scelta delle candidature e dei propri dirigenti.
Oggi, con l'attacco di Berlusconi alla Costituzione e alla Cgil, c'è bisogno
di una Sinistra del lavoro e delle libertà.

5. Nel frattempo, in città i giochi entrano nel vivo. Festa, Gengaro,
Galasso, più il candidato che potrebbe arrivare ad un'eventuale intesa
Pdl-Udc. Voi da che parte state?


Io penso che le carte vadano sparigliate, e che è sbagliato partire dal
toto-sindaco. Così regaliamo l'Irpinia in mano alle destre e ai demitiani.
La Sinistra deve parlare di programmi, delle cose da fare. Dopo, se ci
saranno le condizioni, si potrà individuare anche un nome, il più condiviso
possibile nel centro-sinistra.
E da subito, anche in Città, si devono costruire liste unitarie della
Sinistra, liste aperte alla società, con esperienze radicali e riformiste.

6. Il progetto comune della sinistra sarà concretamente realizzabile
anche per le elezioni provinciali? Su quali presupposti partite per la
scelta delle candidature nei vari collegi?


Ribadisco. Dobbiamo costruire liste unitarie della Sinistra alle
provinciali, ma anche nei Comuni in cui si va al voto a partire dal
Capoluogo.
E si deve praticare da subito il massimo grado di apertura, anche
utilizzando le primarie di collegio per la scelta dei nostri candidati.

7. Come tutte le altre formazioni politiche più "piccole", avete
gridato alla 'truffa' sullo sbarramento europeo del 4%. A questo punto un
dialogo con il Partito Democratico è ancora ipotizzabile o no?


Il PD è attraversato da una crisi profonda, di organizzazione e di progetto
politico. Lo ha detto finanche D'Alema.
E di fronte a questa crisi, a Veltroni non basterà lo sbarramento per
salvarsi. Stavolta il voto sarà utile per dare forza e vita ad una nuova
Sinistra nel nostro Paese.
A livello locale il centro-sinistra è in nettissimo ritardo. La Sinistra
deve sfidare il PD sul terreno del cambiamento e del progetto che ancora non
ci sono.

8. Imbriano, un'ultima domanda. La prossima che competizione elettorale
sarà per l'Irpinia? Sarà uno scontro tra diverse ideologie (centrodestra e
centrosinistra) o uno tra opposti schieramenti dove a cambiare saranno quasi
esclusivamente gli uomini che ne fanno parte?


E'uno scenario ancora aperto.
Io penso che la Sinistra, in irpinia, deve lavorare per costruire un
centro-sinistra che sia realmente alternativo alle destre e alla vecchia
politica. Si deve aprire una nuova stagione politica.

Antonella Cammardella - MPS, ad Avellino, per "inDIFESE".

Antonella Cammardella, Consigliera regionale del Movimento per la Sinistra, parteciperà all'iniziativa contro la violenza sulle donne organizzata dal PD di Avellino, venerdì 13 febbraio alle ore 17:30 nello spazio della Chiesa del Carmine in Piazza del Popolo.

martedì 10 febbraio 2009

Avellino, le pietre e la polvere.

di Generoso Picone ed Ugo Santinelli - Edizioni Mephite



Presentazione del libro:

Avellino, Convitto Nazionale, Corso V. Emanuele,

venerdì 13 febbraio, ore 17.30


Quattro voci per Avellino: Franco Arminio, paesologo, e Franco Festa, inventore del commissario Melillo, dialogano con gli autori.

Ognuno ha affrontato in tempi e modi diversi la città che abitano o attraversano, con panni altrui o con un “io“ letterario trasfigurante, anche per sfuggire alle convenienze del partito preso, da soddisfare nell’immediato.

Eppure Avellino resta un oggetto concreto e materiale per il quale vale la domanda di sempre: quale presente per quale futuro.

lunedì 26 gennaio 2009

Anche Avellino in "Movimento per la Sinistra".

Martedì 27, alle ore 17, presso il Centro Sociale "Della Porta" di
Avellino, nascerà anche in Irpinia il Movimento per la Sinistra.

In una conferenza stampa, molti dirigenti, attivisti e amministratori
dell'Area Vendola dichiareranno la loro adesione al nuovo soggetto della
Sinistra che è stato appena lanciato a Chianciano da Nichi Vendola.

Tra gli altri, interverranno alla conferenza: Gennaro Imbriano, Segretario
provinciale Prc, Cinzia Spiniello, Coordinatrice di Rifondazione per la
Sinistra, e Peppe De Cristofaro, Segretario regionale del Prc.

A seguire ci sarà la prima riunione del Movimento per la Sinistra.

venerdì 23 gennaio 2009

Per una Sinistra dal sapore di futuro.

“Parteciperò al seminario di Chianciano perché credo nell’utilità di un nuovo processo fondativo della Sinistra. E’ il cominciamento di un nuovo viaggio iniziatico per quella generazione che, a Genova 2001, aveva ritrovato il desiderio di cambiare il mondo. C’è bisogno della Sinistra per ripensare, all’interno di questa crisi così terribile, il rapporto tra le nostre esistenze, i bisogni, le esperienze, i sentimenti ed il tema della trasformazione, del futuro e del cambiamento. A Chianciano, per la Sinistra, si compirà un ulteriore atto della “rifondazione” ma senza più il Prc, senza il peso dei vecchi feticci e delle antiche mitologie. Nell’odierna ‘società della paura’ c’è bisogno di una Sinistra capace di essere strumento di emancipazione e risorsa politica a servizio della trasformazione. C’è bisogno di un nuovo alfabeto della contaminazione capace di coniugare il tema della pace e della non-violenza, della lotta all’esclusione ed alla precarietà in una ritrovata possibilità di formulazione del tema del conflitto e del cambiamento nel secolo appena cominciato. A Chianciano, insieme a Nichi Vendola, per una Sinistra dal sapore di futuro”.

di Generoso Bruno

lunedì 12 gennaio 2009

Prc, De Cristofaro: Ferrero sbaglia, su Avellino come su Liberazione.

“Sono del tutto ingiustificate le parole espresse dal Segretario Nazionale Ferrero contro la Federazione di Avellino.
In questi anni il nuovo gruppo dirigente della Federazione irpina ha svolto un lavoro difficile e prezioso che andrebbe rispettato, anche da Paolo Ferrero.
E invece assistiamo ad un attacco mediatico di assoluta gravità.
Gennaro Imbriano e i compagni dell’Irpinia hanno tutta la mia solidarietà politica e umana.
Vicende come questa ci raccontano di quanto, ormai, sia sempre più compromessa l’agibilità politica dentro il Prc”.
“È incredibile: si vorrebbe sollevare un polverone su una vicenda come questa, costruita artificialmente, mentre Ferrero procede tranquillamente alla destituzione di Piero Sansonetti, il Direttore di Liberazione, colpevole di non essersi allineato alla deriva identitaria e minoritaria del dopo-Chianciano.
Bertinotti, a questo proposito, ha giustamente parlato di un atto di rottura radicale rispetto al partito che abbiamo costruito, rispetto alla sua storia e alla sua cultura politica. È proprio vero, questa rifondazione è irriconoscibile!”


Dichiarazione di Peppe De Cristofaro, Segretario Prc/Se Campania.

Compagni, non vi riconosco più.

Sono iscritta al circolo di Rifondazione comunista di Avellino e non conoscevo Costantino D’Argenio sotto questo aspetto. Nell’articolo che ha scritto su Buongiorno Irpinia, ieri 10 gennaio 2009, era posseduto da un delirio di onnipotenza e anche da molta rabbia. Si dice che la rabbia offuschi la ragione. Si perché ha detto delle cose che non corrispondono al vero. Ha detto che Gennaro M. Imbriano non è il segretario legittimo della federazione di Avellino. Imbriano è stato eletto democraticamente dal comitato politico della federazione del Prc di Avellino.
Il comportamento di D’Argenio è stato incoraggiato dal fatto che il partito in questo momento è militarizzato. Infatti l’organo del partito “Liberazione”, lunedì avrà un nuovo direttore perché adesso il dissenso non è consentito e l’attuale direttore, Sansonetti non è in linea.
La legalità di cui parla D’Argenio nella federazione di Avellino c’è sempre stata. Legalità è anche mettere in pratica il deliberato del collegio di garanzia nazionale, cosa che D’argenio si è rifiutato di fare. Abbiamo atteso sei mesi che lui integrasse i compagni della mozione Vendola nel circolo di Avellino così come diceva il deliberato, ma questo non è mai avvenuto e poi lui si permette di parlare di legalità. Se vuole la legalità, lui per primo deve seguire le regole e dopo può parlare di legalità. Il circolo è stato commissariato proprio per questa sua inosservanza.
Trovo la sua reazione veramente sproporzionata perché è stata anche decisa la data del congresso straordinario. Il congresso si terrà il 20 di febbraio 2009. Non avevo capito prima che D’Argenio ci tenesse tanto a essere il segretario del circolo.
Ferrero è stato coinvolto in questa situazione e senza verificare niente ha preso le parti di D’Argenio solo perché fa parte della sua mozione. Ferrero difendendolo dice che noi gli abbiamo impedito di fare un’ alleanza elettorale che era di sinistra e non gli è stato detto che era un’alleanza di centro sinistra perché Gengaro non è un comunista o un socialista infatti nel 2004 è stato eletto in una lista di centro destra e poco tempo fa, non disdegnava di fare un’alleanza con De Mita proprio per le future amministrative. Quindi lo stesso Ferrero non è stato informato bene.
Nel partito di Ferrero adesso per tesserarsi bisogna pagare 40 euro e dopo le analisi del sangue, se risulta che sei un purosangue comunista, puoi essere accettato.
Bertinotti riferendosi a Ferrero ha detto: “ Rifondazione è irriconoscibile. Non è più il partito che abbiamo costruito insieme”.
La sfida del partito di Bertinotti era di penetrare e di farsi penetrare dai grandi movimenti di massa (anche quelli che andavano oltre la tradizione del movimento operaio come il movimento no global) a costo di scalfire il partito. Questa è stata soprattutto l’innovazione culturale ed eversiva nella cultura della sinistra (anche di quella moderna e moderata) del riconoscimento degli “orrori” e non solo degli “errori” del comunismo e la lotta contro lo stalinismo. Inteso come concezione del potere, dello Stato e anche di quei rapporti fra le persone che permeano fortemente le relazioni nella politica. Questa infine l’affermazione della non violenza come idea forte, costitutiva di una sinistra che rifiutava davvero fino in fondo l’ideologia dell’avversario. E quindi si pronunciava contro la guerra, per la pace, sempre. La scommessa era grande e rischiosa.
Ma adesso questo progetto comune non c’è più. Ferrero per vincere il congresso si è dovuto alleare con le minoranze del partito che sono legate ad idee staliniste che sono contrarie a qualunque innovazione e sperimentazione in nome del comunismo puro.
Come ho detto prima, conosco Costantino D’Argenio e non conoscevo questo suo aspetto, anzi pensavo che fosse uno dei più democratici. E’ totalitario quando dice che la direzione provinciale si era posta fuori dall’indirizzo politico “dettato” da Ferrero cioè dal nuovo documento di Ferrero, quello che noi non condividiamo . Questo è un modo nuovo di parlare in Rifondazione che proprio mi stupisce perché durante la segreteria di Bertinotti e di Giordano si è sempre rispettata l’autonomia delle federazioni. D’argenio parla di diktat ma non tiene in considerazione che per il collegio nazionale di garanzia lui non è il segretario del circolo di Avellino e credo che non basti essere simpatici al segretario nazionale per ottenere tutto ciò che si vuole. In Rifondazione come in tutti i partiti, c’è uno statuto, ci sono delle regole da seguire ed anche il segretario nazionale deve seguire le regole anche se non gli piacciono.
Noi dell’area di Rifondazione per la sinistra siamo molto delusi da questo segretario nazionale perché un segretario dovrebbe porsi super partes e per il bene del partito dovrebbe unire i compagni anziché dividerli in modo autoritario e non essendo in possesso delle informazioni giuste e reali.



di Giuseppina Buscaino Comitato politico regionale Prc/Se Campania

sabato 10 gennaio 2009

Imbriano, Prc, replica a Ferrero: Né subalterni, né marginali.

di Gennaro Imbriano Segretario provinciale Prc Avellino

"Sono ferito dalle parole offensive e infondate espresse dal Segretario
Ferrero.

In un partito normale e civile, avrebbe dovuto almeno informarsi meglio.

Sarebbe bastato rivolgersi non al sottoscritto, giovane segretario di una
piccola federazione alla periferia del Mezzogiorno, ma almeno al Collegio
Nazionale di Garanzia.

Il CNG (in cui è ovviamente maggioritaria l'area Ferrero) avrebbe potuto
chiarire che i dati ufficiali dell'ultimo congresso del Circolo di Avellino,
riconosciuti dalla Commissione Nazionale per il Congresso, assegnano una
vittoria, seppure di misura, all'area Vendola. Una vittoria che l'ex
Segretario del Circolo di Avellino non ha mai voluto riconoscere,
rifiutandosi di rispettare anche un deliberato del CNG che gli chiedeva di
procedere all'integrazione degli organismi dirigenti, nel rispetto delle
percentuali emerse dal congresso.

E così il CNG avrebbe anche potuto chiarirgli che il Commissariamento del
Circolo di Avellino lo aveva esso stesso indicato tra le possibili soluzioni
di una situazione che si era progressivamente complicata.

E' stato per questo che il Collegio Provinciale di Garanzia, dopo aver
sollecitato varie volte una soluzione di buon senso, ha richiesto al
Comitato Politico Provinciale, nel rispetto di quanto aveva stabilito già il
CNG, di commissariare il Circolo di Avellino.

Una decisione che avremmo voluto davvero evitare, ma che non ha alcuna
valenza politica. E infatti il CPF ha deciso, contestualmente al
commissariamento, pure la rapida convocazione del Congresso straordinario
del Circolo, fissato per il prossimo 20 febbraio.

E dunque il prossimo Congresso del Circolo di Avellino potrà anche avanzare,
democraticamente, la propria proposta per le amministrative.

Vorrei dire a Ferrero, però, di scendere dalle nuvole. Quello a cui stava
lavorando l'ex Segretario del Circolo di Avellino non era una lista
antagonista come sembra emergere dalla sua dichiarazione di ieri, ma era la
candidatura a Sindaco di Antonio Gengaro, consigliere comunale di Avellino
oggi vicino al PD ed eletto nel 2004 all'interno del centro-destra. Non
credo proprio che possa essere questa l'ambizione della Sinistra.

Sono addolorato, ma nemmeno troppo stupito per l'attacco politico che riceve
la Federazione Irpina e la sua autonomia. La Rifondazione a cui mi sono
iscritto ormai non esiste più.

Veniamo colpiti perché questa Federazione si è schierata al 70% con Nichi
Vendola. Veniamo colpiti per alimentare un clima necessario all'epurazione
di Piero Sansonetti e alla normalizzazione di Liberazione.

Ma non accetteremo che l'indirizzo politico definito dal Comitato
Provinciale sia messo in discussione dall'alto. Noi pensiamo che in Irpinia
sia necessario sfuggire al rischio della marginalità, e provare a costruire
un accordo di centro-sinistra che scommetta sul rinnovamento, su un'alleanza
senza i demitiani. Non so, francamente, se ce la faremo. Tantissima strada
abbiamo ancora da fare.

Ma vorrei rassicurare Ferrero: dopo aver vissuto quelle tre eccezionali
giornate di Genova, non conosco cosa sia la subalternità".


Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

Federazione Provinciale di Avellino

martedì 6 gennaio 2009

Tombola!

Martedì 6 gennaio, alle ore 21, presso l'AGORA' in via Del Gaizo, ad Avellino,
RossoFisso, I-KEN onlus, Zia Lidia Social Club, i Giovani Comunisti ed il circolo ARCI Agorà presentano:
"La TOMBOLATA DEI FEMMINIELLI", con Gina Piscitelli del M.I.T. Napoli, che tirerà i numeri secondo l’antica tradizione dei femminielli napoletani in modo rumoroso, sboccato, canzonatorio e divertente.

mercoledì 17 dicembre 2008

Il pane e le rose, lettera a Brunetta.

Caro Ministro Brunetta,
non conosciamo le donne che lei frequenta oltre a quelle presenti nel governo, ma immaginiamo che il suo universo femminile sia alquanto ristretto. Solo ciò potrebbe spiegare la sua richiesta di innalzamento dell'età pensionabile e di equiparazione a quella degli uomini, in una sorta di “rivendicazione” di pari opportunità.
Ci tocca contraddirla e non di poco. Innanzitutto le donne vogliono vivere la propria vita dignitosamente, viverla con libertà ed indipendenza economica, vogliono realizzarsi nel lavoro conciliandolo con gli impegni familiari, vogliono vivere la maternità come una gioia e non come un impedimento al mondo del lavoro, vogliono essere rispettate dagli uomini a partire dai propri familiari e, possibilmente, vogliono vivere con molti spazi di felicità.
Le donne sognano di vivere tutto questo nel proprio paese, supportate da adeguati ammortizzatori sociali che assicurino loro l'applicazione reale - e finalmente efficace - delle pari opportunità in ambito lavorativo e professionale. In un paese dove si moltiplicano gli asili nido, dove le scuole funzionano, anche a tempo pieno, dove l'astensione dal lavoro per maternità non significa quasi sistematicamente licenziamento.
Purtroppo le donne che conosciamo noi sono le più sfruttate sul lavoro, le più vessate, quelle che il lavoro fuori casa si traduce spesso in lavoro di cura e di assistenza. Eccole domestiche o tate nelle case borghesi, eccole operaie nelle imprese di pulizia, eccole commesse, eccole operaie stagionali nei campi di raccolta. Eccole le lavoratrici sottopagate e a nero che dopo una giornata di duro lavoro - quale che esso sia - tornano a casa dove, ahimè, caro Ministro, non ci sono divani e giornali ad attenderle ma altre pesanti ore di lavoro domestico.
Le nostre donne, caro Brunetta, non sono veline o mogli di calciatori famosi, non sono “rifatte” ad immagine e somiglianza di stereotipi entrati, attraverso la televisione, nella “normale quotidianità” italiana, le nostre donne hanno il viso segnato dalle rughe della fatica, hanno la capacità di sopportare l'ingiustizia ed i soprusi , di contrastare la barbarie di tanti maschi, di riuscire ad rialzare ogni volta la loro linea di orizzonte.
Le nostre donne forse salveranno il mondo ma intanto lei ministro vuole innalzare l'età pensionabile senza sapere che noi vogliamo poter lavorare fino a 100 anni, ma di lavoro vero, che non vogliamo aspettare la pensione.
Noi vogliamo ora e subito il pane e le rose!


Cinzia Spiniello- Segreteria Provinciale Prc / Se

lunedì 15 dicembre 2008

I CAImani... Cronaca della scalata al club alpino.

Giovedì 11 dicembre ore 13.22 un trillo del cellulare mi segnala che qualcuno mi ha chiamato. Oggi è giornata di elezioni al CAI di Avellino per il rinnovo della presidenza e del consiglio direttivo ed io concorro alla presidenza contro l’altro candidato.
Forse c’è qualche novità? Richiamo la persona che mi ha cercato, un amico del CAI: “Ciao, mi hai cercato? Si Giancarlo, mi devi scusare ma stasera non vengo. Perché cosa è successo? Giancarlo, mi vergogno , mi sento un verme ma non posso votare per te anche se avevo insistito perché ti presentassi ed ho dovuto lasciare la mia delega ad un socio che mi ha avvicinato nei giorni scorsi”. La prendo sul ridere e con lui sdrammatizzo, ma appena chiudo il telefono, ho un sobbalzo tardivo di lucidità. Che sta succedendo? Ora mi imbufalisco seriamente, parlo con altri e manifesto l’intenzione di ritirare la mia candidatura. Non tutti sono d’accordo. L’amico che mi aveva segnalato l’episodio mi richiama per dirmi che è riuscito a farsi promettere dal socio a cui aveva consegnato la delega, che la delega stessa sarebbe stata stracciata, ma io decido di andare avanti e perciò alle 19.30 mi presento all’assemblea dei soci, e prima dell’inizio delle operazioni chiedo la parola e spiattello pari pari quanto sopra.
Scoppia il putiferio, ma nonostante l’imbarazzo l’assemblea decide di procedere nella consultazione. Io abbandono l’assemblea e con me molti miei sostenitori.
Intanto fuori cominciano a confluire le truppe nuscane, scese con un pulman apposito dal paese di De Mita. Non resta che assistere impotenti all’occupazione della sede da parte delle teste di cuoio che procedono disciplinatamente ed uniformemente come da istruzione all’elezione del nuovo organo direttivo e del presidente. Votazione bulgara ovviamente: 72 a 0 ed il gioco è fatto. Le milizie del grande vecchio dopo un lungo lavoro sotterraneo di delegittimazione dell’avversario, con un colpo di mano riescono ad occupare un altro piccolo fortilizio che servirà a controllare meglio il territorio di caccia.
Ma che ne sarà del Club Alpino Italiano sezione di Avellino? In mano a degli incompetenti, molto probabilmente dilapideranno il patrimonio di lavoro svolto in questi anni culminato con la segnatura dei sentieri montani, della loro sistemazione in forma catastale ed infine della pubblicazione delle tavole per l’orientamento sul territorio del Partendo e dei Picentini. Poco si dice da parte dei nuovi pervenuti che sicuramente sosterranno programmi politicamente più utili.
La novità più consistente è senza dubbio l’introduzione di questo disinvolto sistema di richiedere il consenso per mezzo dell’intimidazione e del ricatto, il resto con queste premesse di inquinamento verrà col tempo e non sarà un futuro promettente per il CAi di Avellino.


di Giancarlo Nebbia socio fondatore del CAI di Avellino

sabato 6 dicembre 2008

La Sinistra verso lo Sciopero.

Si è svolto, giovedì pomeriggio, presso la Federazione provinciale di
Rifondazione in via Esposito, un attivo di dirigenti e iscritti del PRC per
discutere dello sciopero generale proclamato dalla CGIL per il prossimo 12
dicembre.

Nel corso della riunione, tra gli altri, sono intervenuti: il Segretario
provinciale del Prc, Gennaro Imbriano; Marco Petruzziello, operaio FMA;
Michele Casarano, operaio Carsten's; Andrea Canonico, responsabile
provinciale scuola del Prc; Agostino Pelullo, responsabile provinciale
Ambiente del Prc; Nando Todino, responsabile provinciale Lavoro del Prc.

Nell'ambito delle iniziative a sostegno dello sciopero è stato anche
presentato l'appuntamento del 9 dicembre "La Sinistra verso lo Sciopero",
l'assemblea a cui parteciperanno: il Segretario del Prc Gennaro Imbriano;
Luciano Vecchia, Segretario provinciale FIOM-Cgil; la scrittrice Claudia
Iandolo; Franco Fiordellisi, Segretario provinciale FILCEM-Cgil; Pasquale Di
Domenico dell'Unione degli Studenti; Michele Di Maio di Legambiente
Campania; Carlo De Vincentis, Segretario provinciale FLC-Cgil; GENNARO MIGLIORE, Direzione nazionale di Rifondazione.

mercoledì 5 novembre 2008

Prc Avellino: La maggioranza "Vendola" è pronta a ricevere il passaggio delle consegne.

A nome della Segreteria provinciale del Prc/Se, esprimo il più vivo compiacimento per l'esito del deliberato del Collegio nazionale di Garanzia relativo al Circolo cittadino di Avellino.
Ancora una volta è ribadita la vittoria congressuale del documento "Vendola" con l'obbligo, quindi, di essere rappresentata in maniera maggioritaria, in tutti gli organismi politici e di garanzia, nel Circolo cittadino.
D'Argenio compie un peccato di omissione nel non comunicare anche questa parte, fondamentale, del deliberato nazionale. Alla prima riunione utile degli organismi cittadini l'area "Vendola", nel rispetto della vittoria congressuale, è pronta a ricevere il passaggio delle consegne e ad eleggere il nuovo Segretario cittadino ed il nuovo Presidente della garanzia.
Riguardo alle prossime elezioni amministrative ricordo, inoltre, che, con ampia maggioranza, lo scorso Comitato politico provinciale del Prc/Se, in ossequio al documento già approvato in sede congressuale, impegna Rifondazione nel rilancio di un serio confronto politico e programmatico tra le forze democratiche e di sinistra, a partire dalla Provincia e dal Comune Capoluogo; ribadendo, ancora una volta, che il Prc/Se lavora per favorire l'apertura di una stagione di confronto e partecipazione con le comunità e i territori ritenendo che le forze di centro-sinistra possono vincere solo se sapranno essere una reale e concreta alternativa non solo alle destre ma alla vecchia politica.


Per la Segreteria Provinciale del Prc/Se
Generoso Bruno