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venerdì 8 maggio 2009

La Sinistra c'è...

Sono state presentate le liste dei candidati per le Elezioni Europee del 6 e
7 giugno. Tante donne (di cui tre sono a capo delle 5 liste
circoscrizionali), molte personalità non riconducibili a nessun partito ma
espressione della diffusa "società civile" di sinistra, qualche
amministratore locale, gli ottimi europarlamentari uscenti (tra i più
presenti e attivi, secondo le statistiche, al Parlamento di Strasburgo),
pochi "uomini d'apparato" e l'impegno diretto del Presidente della Regione
Puglia Nichi Vendola, unico candidato in tutte le circoscrizioni: questi i
tratti salienti delle liste.
Tra i nuovi personaggi più significativi vanno segnalati senz'altro: Lisa
Clark, storica attivista pacifista (capolista nel nordovest), Giuliana
Sgrena, giornalista del Manifesto (capolista al centro), Sergio Staino,
celebre vignettista dell'Unità, il cabarettista Bebo Storti, la scrittrice
per l'infanzia Bianca Pitzorno, Michele Dalai, direttore di Linus, Imma
Battaglia, leader del movimento gay, Mauro Palma, presidente del Comitato
europeo per la prevenzione della tortura, nel Comitato dei Direttori della
Treccani, Carlo Flamigni, noto endocrinologo, nel Comitato Nazionale di
Bioetica e Presidente dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti,
il consulente informatico Alessandro Bottoni, leader del Partito Pirata
Italiano che si batte per la libertà della rete, Simonetta Salacone,
dirigente scolastico dalla cui scuola elementare romana è partita la
protesta anti-Gelmini.

L'obiettivo dunque è quello di superare lo sbarramento del 4% e ridare
speranza ad una prospettiva di Sinistra moderna, in Italia e in Europa.


Circoscrizione 4 Sud
1 Vendola Nichi (Presidente Regione Puglia)
2 Di Lello Marco (coordinatore segreteria PS)
3 Di Palma Dino (presidente Consiglio provinciale Napoli)
4 Catizone Eva (ex sindaca di Cosenza)
5 Vozza Salvatore (sindaco di Castellamare di Stabia)
6 Santroni Daniela (già consigliera regionale Abruzzo)
7 Battaglia Imma (dirigente informatico, leader storica movimento gay,
presidente di Gay Project)
8 Barretta Francesco (presidente CIA Crotone)
9 Marello Luigi (assessore provinciale Cosenza)
10 Cammarano Raffaele (Presidente IACP Salerno)
11 Caruso Franz (avvocato penalista)
12 D'Aimmo Isadora (assessora provinciale Napoli)
13 Durante Giuseppe (oncologo, primario Don Uva Bari)
14 Massaro Maria Grazia (studentessa universitaria medicina)
15 Pignataro Fernando (già segretario regionale CGIL Calabria)
16 Ragosta Michele (consigliere regionale Campania)
17 Rosania Gerardo (consigliere regione Campania)
18 Salvatore Giovanna (operaia)

sabato 14 marzo 2009

Nichi Vendola ad Avellino.


Venerdì 20 marzo, ore 17.30, Viva Hotel - via Circumvallazione n° 123 - Avellino.

giovedì 12 marzo 2009

Saper immaginare.

Che succede a vivere al centro di una piattaforma logistica integrata? Non so quale risposta potrebbe offrire un comune cittadino a questa domanda. Riesco ad immaginare bene, però, il senso d’insicurezza e di precarietà che quella stessa persona potrebbe trasmettere se, proprio a lui, toccasse esporre il racconto e la narrazione dell’attuale crisi. Come spesso succede, comincerebbe col descrivere la difficoltà propria e la generale percezione relativa alla riduzione di opportunità che abita questi tempi e questi luoghi. Il due febbraio scorso, a rappresentare queste storie al governo paracadutato in Irpinia, insieme alla Cgil ed alla Sinistra, nel presidio al Gesualdo c’erano, ad esempio, i lavoratori della Cablauto e quelli della Fma. Storie di fatica, quindi, di Fiat e di automobile che solo poco più di dieci anni fa, invece che descrivere il clima dell’attuale “dismissione”, giusto per citare il romanzo di Ermanno Rea, avrebbero raccontato il senso di una battaglia “progressiva”, che, a Pratola Serra, pur nella sconfitta, pose, prima della Fiat di Melfi, il tema del salario, dell’orario e dei tempi di vita, infilando, inizialmente, di contropiede, anche il sindacato. Oggi non è così. Alla piazza dello sciopero generale dei metalmeccanici e della funzione pubblica si è sentita l’assenza del maggiore partito d’opposizione presente in parlamento, come, al Gesualdo quella del partito di maggioranza relativa in Irpinia. Bene ha fatto la Cgil, con l’intervento di Petroziello, alla conferenza programmatica del Pd a porre la questione. E, descrivendo il tentativo delle destre d’isolare la Cgil, a porre il tema dell’unità della Sinistra e del centrosinistra nella costruzione, già dalle prossime elezioni amministrative, un riferimento nel governo dei territori capace di porre al centro il tema del lavoro e della speranza. La fine dell’autosufficienza del Pd, deflagrata assieme a Veltroni all’apertura delle urne sarde, pone, dai territori, una nuova declinazione del tema delle alleanze. Non tanto o, forse, non solo, per consentire il “più uno” per battere il Pdl, quanto per cominciare a costruire un nuovo senso comune capace di contrastare quell’egemonia della destra che, popolando sogni, desideri e paure, agisce sin dal livello onirico essendo, per dirla quasi con le parole di Pasolini, avvenuta, ormai, la saldatura tra gli eredi del “fascismo archeologico” e “quella che i sociologi chiamano società dei consumi”. Occorre, per il centrosinistra, lavorare al tema del governo. Mutare l’idea stessa del potere. Sovvertire la percezione proprietaria che, troppo spesso, le istituzioni locali hanno trasmesso. Aprire, quindi, al tema della partecipazione popolare. La scelta delle primarie nella città capoluogo se, successivamente, non accompagnata da questa tensione potrebbe servire a poco. Con l’abolizione dei consigli circoscrizionali è il mutato quadro delle istituzioni comunali a necessitare di un’evoluzione, anche statutaria, verso l’inclusione e la partecipazione popolare a cominciare dai temi del bilancio a quelli dell’urbanistica verso un’apertura di sostanza alle associazioni, ai gruppi informali ed ai comitati anche nella possibilità dell’elaborazione della proposta. Confronto, vero, e decisione. Apertura e, quindi, scelta di governo, a cominciare dal piano strategico. Ad Avellino, come nella Fedora delle città invisibili di Italo Calvino, troppe cose, dal dopoterremoto ad oggi, sono state accettate come necessarie mentre non lo erano ed altre, invece, immaginate come possibili mentre un minuto dopo non lo erano più. Uno dei temi dei prossimi anni sarà quello degli spazi, della loro fruizione e della loro gestione. Il chi ed il come per la ex-Gil, per il parco del Fenestrelle, per l’ex Distretto Militare, per la Casina del Principe; ripensando la città a cominciare dall’idea dei tempi e della mobilità. Storicamente Avellino, oltre l’insediamento sulla collina della Terra, si è rivelata città sottile, nel senso di città di transito e, solo successivamente, città burocratica. Oggi, invece, senza più vocazione, quasi capoluogo “a stento”, può trovare svolta come snodo di una rete, all’interno del Piano Territoriale Regionale, valorizzando sia l’idea della connessione tra territori che il ruolo di città dei servizi. Ripensare la città, allora, elaborando il profilo di una nuova vocazione. Rappresentando, sin dalle primarie, il tema e la necessità del cambiamento. A tutti noi, quindi, il coraggio di saper immaginare.

Generoso Bruno – MpS

domenica 1 marzo 2009

Imbriano: Sinistra unita contro destra e trasformismi.

Intervista a Gennaro Imbriano del 26/02/09

di Marco Staglianò - Buongiorno Irpinia

A circa cento giorni dalle amministrative, la sinistra soccombe sotto il
peso della frammentazione. Accomunate dal sogno di un soggetto politico
unitario, le anime della sinistra irpina si ritrovano divise tra chi ancora
crede nel dialogo con il Pd, e chi ha scelto la via dell'autonomia e del
centrosinistra alternativo. Una frattura che secondo alcuni può e deve
essere rimarginata, nella convinzione che l'unica alternativa che in questa
fase deve essere costruita, è quella alla destra berlusconiana.
Tra questi, c'è sicuramente Gennaro Imbriano, esponente provinciale di
riferimento per il neonato Movimento per la Sinistra ed ex segretario
provinciale di Rifondazione.


Allora Imbriano, Sinistra democratica, Rifondazione comunista e Partito
Socialista, hanno scelto la via dell'autonomia e del centrosinistra
alternativo, tanto per la corsa al Comune di Avellino che per quella a
Palazzo Caracciolo. Qual è la sua opinione in merito?


«La ritengo una scelta suicida, insensata e controproducente, che spero
possa essere presto riconsiderata. Parlare di un centrosinistra alternativo
mi sembra una contraddizione in termini. Quasi un ossimoro. La vera
alternativa che il popolo della Sinistra ci chiede di costruire è quella
alle destre ed al trasformismo demitiano. Privo com'è di un'effettiva
vocazione maggioritaria, un progetto simile non fa altro che risultare
funzionale all'avanzata del centrodestra. Non credo sia questo il desiderio
della nostra gente. Ripeto, mi sembra un'impostazione miope che non fa i
conti con i reali sentori del popolo della Sinistra. Quello che il nostro
elettorato ci chiede è unità per sconfiggere la destra ed una piattaforma
programmatica concreta per uscire da questa drammatica crisi economica ».

Secondo i dirigenti di quei partiti, però, la responsabilità di tale
frattura va attribuita ad un Pd immobile, incapace di aprirsi al
rinnovamento, e schiavo di una pretesa vocazione all'autosufficienza. E'
d'accordo?


«Paragonando il quadro politico attuale con quello di quattro anni fa,
emerge chiaramente l'inconsistenza di tale tesi. Mentre nel 2004 le
candidature per la Provincia e per il Comune furono definite senza alcun
confronto ed ufficializzate solo pochi giorni prima della presentazione
delle liste, oggi vi è ampio margine per il confronto programmmatico e per
le primarie. Si rileva, insomma, un'incomprensibile conraddizione tra il si
alle candidature di quattro anni fa, ed il no alle primarie ed al confronto
di oggi. Contraddizione, che emerge con ancora maggiore chiarezza, se si
considera che il peso elettorale e politico della sinistra di allora, era
molto più significativo di quello attuale».

Lei ha più volte affermato che prima di parlare di primarie è necessario
dare priorità ai contenuti e al programma. Quali pregiudiziali pone in tal
senso per la definizione dell'intesa con i democratici?


«Come già ho detto, siamo convinti che il popolo della sinistra aspetta
risposte concrete per la soluzione dei tanti problemi che attanagliano il
mondo del lavoro e più in generale le fasce sociali più deboli. Il Forum
della Sinistra indetto da noi, dai Verdi e da larga parte del PdCi, va
proprio in questa direzione. In altri termini, da quel confronto dovrà venir
fuori una piattaforma programmatica per lo sviluppo della Provincia. Con
quel bagaglio di proposte, ci presenteremo alla conferenza programmatica
indetta dal Pd, nella speranza che nel frattempo si siano unite a noi tutte
le altre forze della sinistra. Per la sottoscrizione di un'alleanza,
chiediamo al Pd la disponibilità a cercare una sintesi programmatica che
tenga conto delle nostre proposte e che, più in generale, miri
all'attuazione di un modello di sviluppo che muova dalla difesa delle fasce
sociali più deboli».

Quali dovranno essere le priorità sui cui puntare per il futuro sviluppo
dell'Irpinia?


«Occorre agire su più fronti. In primo luogo, è necessario mettere a punto
un'attenta pianificazione per la gestione dei fondi europei. In
quest'ottica, si rileva la necessità di puntare ad una diversificazione dei
comparti produttivi, facendo leva sull'innovazione e sulla qualità. Penso
soprattutto ad un modello di sviluppo del territorio, capace di valorizzare
il grande capitale ambientale di cui l'Irpinia gode. In tal senso, penso
alla creazione di un polo turistico diffuso, al fine di capitalizzare al
meglio le potenzialità dell'indotto enogastronomico ed agroalimentare. Vi è
poi il capitolo legato allo sfruttamento delle energie alternative e del
grande capitale idrico, che dal nostro punto di vista va assolutamente messo
a riparo dalle ingerenze dei capitali privati, nonostante la legge 133 del
2008, vada nel senso opposto. Accanto a tali aspetti, che come detto
dovranno essere affrontati facendo leva sulle risorse in arrivo da
Bruxelles, vi è poi l'inderogabile necessità di rispondere con efficacia ed
immediatezza ad una drammatica crisi economica, i cui effetti si paleseranno
completamente solo nei prossimi mesi. A tale scopo, credo nell'opportunità
di mettere in campo una forte politica di investimenti pubblici per la
manutenzione del territorio, che se da un lato risponderebbe ad una reale
esigenza, dall'altro risulterebbe funzionale a mitigare gli effetti della
crisi sui livelli occupazionali. Ma al di là di un'attenta pianificazione
per l'utilizzo dei fondi europei e di un piano di interventi per affrontare
la crisi, la prima emergenza a cui la politica è chiamata a porre rimedio
per il futuro di questa provincia, è quella demografica. Nonostante la
Campania sia tra le regioni più giovani del Paese, l'Irpinia è una delle
provincie più vecchie. I nostri paesi vanno morendo perchè i nostri giovani
sono costretti a cercare lavoro e fortuna altrove. Se non si pone rimedio a
questo processo, l'Irpinia non avrà futuro, al di là del colore politico di
chi la governerà. Sono convinto che la politica è tale quando si mostra
capace di governare i processi di trasformazione della società. A noi il
compito di immaginare politiche adeguate per invertire questo drammatico
trend demografico, e per creare le condizioni adeguate affinchè i nostri
giovani possano socializzare le proprie conoscenze ed i propri talenti in
Irpinia, e non più al Nord o addirittura all'estero».

Veniamo alle primarie. In che modo pensate di parteciparvi?

«Credo che il messaggio che dovremmo lanciare è quello dell'unità della
sinistra. D'altronde, basterebbe seguire il modello già attuato a Firenze e
che verrà utilizzato per la provincia di Napoli e a Bologna. La sinistra
deve avere il coraggio di attraversare gli spazi di democrazia, nella
consapevolezza che abdicare al con- fronto, significa rinunciare ad
esistere. Per questo spero fortemente che alla conferenza programmatica del
Pd saranno presenti tutte le forze della sinistra e che alle primarie sarà
possibile esprimere una candidatura forte ed unitaria. E'chiaro, però, che
se non si dovesse registrare l'adesione di tutti, andremo avanti con chi ci
sta. Per quanto riguarda i concorrenti, anche se non rientra nel dominio
delle nostre responsabilità, auspico che il Pd proponga nomi diversi o
alternativi da quelli degli uscenti».

Insomma Imbriano, quale sinistra sogna di costruire in Irpinia?

«Una sinistra rinnovata e senza aggettivi connotativi. Una sinistra che
rinunci al massimalismo antistorico, per affrontare con realismo le sfide
del secolo nuovo. Una sinistra, insomma, che non declami ma che faccia. Di
fronte ad una destra che va diffondendosi nel Paese proponendo un modello di
organizzazione sociale fondato sulla paura, è necessaria una sinistra capace
di contrapporre una visione concretamente ottimistica fondata sulla
speranza. In quest'ottica il nostro modello non può che essere quello di
Nichi Vendola».

Lei ritiene che vi sia ancora tempo e spazio per unificare la sinistra
irpina. In che modo?


«La costituzione del gruppo regionale unitario della sinistra, è il punto di
partenza. Quel percorso può essere tranquillamente riproposto a livello
locale, e sono convinto che tanti, tra le fila delle formazioni che hanno
scelto la strada del centrosinistra alternativo, ne sono convinti quanto me.
Ho letto le dichiarazioni rilasciate in tal senso da Angelo Giusto e le
condivido pienamente. Proprio a Giusto, del quale ammiro lo spessore
intellettivo e la capacità di dialogo, chiedo di lavorare in tal senso. Come
me, anche lui è convinto della necessità di ricomporre il quadro unitario
della sinistra. Metta la sua esperienza a servizio di tale scopo. Lui è la
persona giusta per ricucire i fili del dialogo».

sabato 21 febbraio 2009

Il 2 marzo parte in Irpinia il forum della Sinistra.

Si sono riuniti, questo pomeriggio, Pasquale Puorro, Presidente dei Verdi, Emanuele Esposito, coordinatore di Unire la Sinistra, Gennaro Imbriano, portavoce del Movimento per la Sinistra, per discutere delle prossime amministrative in provincia di Avellino.
Al termine dell'incontro è stato stilato un documento politico unitario nel quale, tra l'altro, si legge:
"Le forze politiche della Sinistra e degli ecologisti esprimono forte preoccupazione per l'ulteriore avanzata delle destre, testimoniata anche dalle recenti elezioni regionali in Sardegna.
E nel contempo sollecitano il PD a chiudere definitivamente, dopo le dimissioni di Walter Veltroni, la fase nefasta dell'autosufficienza ed a contribuire alla costruzione di un centro-sinistra nuovo, alternativo al berlusconismo e alla vecchia politica".

Verdi, MpS, UpS, hanno anche convocato un'assemblea provinciale -aperta a tutte le donne e gli uomini di Sinistra e al mondo ambientalista- per decidere, in maniera part ecipata e dal basso, la piattaforma politica da proporre unitariamente alla Conferenza Programmatica del PD.
Il Forum provinciale della Sinistra e degli ecologisti si svolgerà lunedì 2 marzo, ore 17, al Centro Sociale di Avellino. Nel corso di questa iniziativa saranno definite le proposte sulle principali questioni: lavoro e nuovo modello di sviluppo, ambiente e tutela del territorio, diritti sociali e civili, beni comuni e lotta alla camorra.Puorro, Esposito e Imbriano invitano tutte le forze politiche della Sinistra e quanti sono impegnati nell'associazionismo, nel sindacato, nei movimenti, nella società civile a partecipare attivamente al Forum.


Federazione dei Verdi di Avellino
Associazione Unire la Sinistra - Provincia di Avellino
Movimento per la Sinistra - Provincia di Avellino

venerdì 20 febbraio 2009

Fine dell'autosufficienza del Pd.

Con le dimissioni di Veltroni -dichiara Gennaro Imbriano,
portavoce del Movimento per la Sinistra- si chiude finalmente un ciclo
politico, quello della presunta autosufficienza del PD.

Di fronte all'avanzata delle destre, che mette in discussione diritti
e libertà nel nostro Paese, nessuno nel proprio isolamento può
considerarsi autosufficiente. Occorre, invece, ricostruire lo spirito e il progetto di un nuovo centro-sinistra se si vuole bloccare l'egemonia
berlusconiana e la sua fabbrica della paura.

In tal senso mi pare positiva, seppure in ritardo, la decisione del Pd di
aprire, con la conferenza programmatica, una fase di ascolto con le forze
politiche e sociali dell'Irpinia.

Penso che la Sinistra non debba compiere l'errore di sottrarsi al
confronto, ma deve invece scegliere di essere protagonista di quel passaggio
portando il proprio prezioso contributo di idee: su lavoro, ambiente,
modello di sviluppo, diritti civili e sociali, lotta alla camorra.

E se il Pd dovesse accogliere le nostre priorità programmatiche,
credo che a quel punto la Sinistra, unitariamente, dovrà essere
capace di partecipare, con autorevoli candidature, alle Primarie di
coalizione.

Infatti, l'opacità che ha contraddistinto le amministrazioni Galasso e
De Simone impone alla Sinistra di attraversare le primarie facendo vivere
una grande domanda di rinnovamento.

venerdì 6 febbraio 2009

Sinistra: Liste unitarie anche alle amministrative.

di Gennaro M.Imbriano - MPS

La Camera ha appena approvato, in prima lettura, lo sbarramento al 4% per le
prossime elezioni europee. Una scelta, di cui è complice Veltroni, che mira
a cancellare definitivamente la sinistra dalla politica italiana. E con essa
rischiano di scomparire dal dibattito pubblico, come abbiamo già iniziato a
vedere in questi mesi, il mezzogiorno, i diritti civili, il contrasto alla
precarietà, la difesa dei soggetti sociali più deboli, il lavoro.

Francamente, non credo che basterà lo sbarramento al 4% per cancellare tutto
questo, ma non possiamo sottovalutare il grande rischio che abbiamo di
fronte.

Oggi occorre fare i conti con i nostri limiti, le nostre inadeguatezze, le
recenti sconfitte, e ripensare le prospettive della sinistra. Anche in
Irpinia.

Un confronto sempre più necessario, anche alla luce della costituzione in
Consiglio Regionale del Coordinamento della Sinistra da parte di Verdi,
Socialisti, Sd e Movimento per la Sinistra.

Ne sono convinto, è questo il momento di lavorare alla costruzione di liste
della sinistra, non solo per le prossime europee ma anche per affrontare il
difficile turno delle amministrative, a partire dalla Provincia di Avellino
e dal Comune capoluogo.

Liste aperte, alle tante culture critiche che vivono nella sinistra: quella
ambientalista, del lavoro, meridionalista, femminista, pacifista, laica e
libertaria. Aperte al contributo politico delle esperienze radicali e di
quelle riformiste.

Liste plurali, costruite col contributo di chi si riconosce negli attuali
partiti della sinistra; di chi è deluso dalla deriva centrista del Pd; ma
anche e soprattutto di quanti, nel popolo della sinistra, si sentono
distanti e non rappresentati: penso alla società civile, alle esperienze dei
comitati locali e dei movimenti, al mondo delle associazioni e del
sindacato.

Liste partecipate e costruite democraticamente nei territori, anche facendo
ricorso alle primarie.

Non solo un'operazione elettorale difensiva, la cui utilità credo non sfugga
a nessuno, ma anche un'aggregazione che sia in grado di indicare un'idea
condivisa di cambiamento, di progresso solidale per l'Irpinia. Per un nuovo
modello di sviluppo che investa su un lavoro di qualità, sulla riconversione
ecologica dell'industria, su un intervento pubblico di manutenzione del
territorio e di messa in sicurezza delle scuole. Per politiche sociali in
grado di attenuare il peso devastante della crisi e rispondere a vecchie e
nuove povertà. Per l'avanzamento dei diritti civili, contrastando ogni
discriminazione. Per la difesa dei servizi pubblici e, in particolare,
dell'acqua. Per iniziative di contrasto all'emigrazione dei giovani e allo
spopolamento dei nostri paesi. Per un utilizzo virtuoso dei fondi europei.
Per una pratica della partecipazione, della legalità e della moralità nella
pubblica amministrazione, in grado anche di arrestare l'infiltrazione della
camorra. Per una difesa e una valorizzazione dei nostri territori.

A questo è utile la sinistra.

Una sinistra più unita, che sappia indicare la sfida dell'innovazione al
Partito Democratico e alle forze del centro-sinistra, che oggi faticano a
determinare un'alternativa al nuovo e pericoloso asse PdL-demitiani.

Una sinistra né subalterna né marginale, che contribuisca in maniera
decisiva alla costruzione di un nuovo centro-sinistra per le nostre
comunità.

Dunque, subito liste unitarie, aperte, partecipate per sfuggire alla
frammentazione e all'inefficacia, ma anche per indicare la prospettiva di
una nuova sinistra tutta da costruire nei prossimi mesi.

Lo ha detto recentemente Fausto Bertinotti: la sinistra ha bisogno di un
"big bang", di ricominciare da capo, di novità clamorose e fino a ieri
impensabili. È proprio così, anche in Irpinia. Siamo chiamati a percorrere
strade nuove, senza paura!