domenica 23 novembre 2008
Vertenza Formicoso: PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO.
di Avellino, si è tenuta la conferenza stampa per il lancio della Petizione
contro la discarica del Formicoso.
La Petizione, voluta da movimenti, istituzioni, associazioni, verrà
presentata al Parlamento Europeo dopo una raccolta di firme che
attraverserà, nei prossimi giorni, la città capoluogo e i paesi
dell'Irpinia.
Alla conferenza stampa tra gli altri parteciperanno: il Sindaco di Andretta,
Angelantonio Caruso; l'Assessore al Comune di Bisaccia, Agostino Pelullo;
Michele Di Maio, della Segreteria regionale di Legambiente; il Segretario
provinciale di Rifondazione, Gennaro Imbriano; Franco Arminio del Comitato
"Nessuno tocchi il Formicoso".
sabato 8 novembre 2008
Vinicio Capossela: Tra l'Irpinia d'oriente ed il west.
Appuntamento speciale per il “Solo” tour di Vinicio Capossela al Carlo Gesualdo di Avellino, uno spettacolo robusto, “come il vino Taurasi”, e, quindi, con qualcosa in più. Il freak-show di Capossela profuma d’America, d’incanto e di storie di frontiera. Ed è, “sognando un western calitrano con i sottotitoli in inglese”, che, già in conferenza stampa, Vinicio difende la sua frontiera, quella dell’altipiano, quella del Formicoso, “dove dall’altra parte della sera il fieno cresce sempre al sole”, dal buco nero della discarica di Bertolaso e Berlusconi. Perché, dice Capossela durante il concerto, “la zolla di terreno dove cresci, quella, te la puoi scegliere, quella da dove vieni, no”. E, nella gabbia dorata del suo freak-show, come “lupi rancorosi”, insieme al Minotauro ed alla Medusa, ci finisce pure la “Banda della Posta” che, con l’esecuzione di “Franceschina la calitrana”, regala al pubblico del Gesualdo un assaggio in salsa “country-western” di quella ricerca delle radici che, presto, Vinicio presenterà al suo pubblico in un prossimo lavoro. Ma, quando le luci della gabbia dorata si spengono, “perche è dal ’93, da almeno quindici anni, che, come tutti, mi sento un po’ in gabbia” e, sul palco, resta Vinicio, il suo pianoforte, e l’insegna tenue e sbilenca del suo “Solo Show” che il cantautore, con “Ovunque proteggi”, compie il suo esorcismo dolce “a protezione del vento, del buio e delle cose che – nella metafisica del paesaggio – ci fanno paura”, per una terra, in cui “la notte è bella da soli”, fatta di paesi vuoti da dove, come nella scena finale del film “La donnaccia”, per nuovi motivi, “con sassi nelle scarpe e polvere sul cuore” si continua ad andar via.
venerdì 17 ottobre 2008
Irpinia disarmante.
Il Formicoso, ad oltre novecento metri sul livello del mare, dove la linea d’orizzonte confonde l’Irpinia con la Puglia e la Basilicata, da più di una settimana, è “zona di alto interesse strategico nazionale”. Rovi distesi di filo spinato, annunciando la sorveglianza armata, intimano il divieto d’accesso per consentire, già in zona militare, i carotaggi per il sito che ospiterà i rifiuti di tutta la Campania. Impossibile la circolazione di uomini e mezzi. Intorno, a perdita d’occhio, la terra, pronta per la nuova semina, sussurra l’antica geometria del lavoro nei campi. Il Formicoso produce i tre quarti del grano della Campania, il pregiato “00 Cappelli”, che nell’area fra Andretta e Bisaccia da ancora oggi da vivere a centinaia di famiglie. E’ qui che, il 2 ottobre, in più di diecimila, hanno marciato per dire no alla mega discarica di Pero Spaccone. Insieme a Vinicio Capossela, di origine irpina, riusciamo a raggiungere la zona militare: “E’ come la contrapposizione di due immagini. In questo luogo - dice il cantautore guardando il prato che questa estate aveva accolto il suo concerto in difesa dell’altipiano – si può sentire, forte, la voce della terra mortificata dal filo spinato sopra questa infinita distesa di grano. Mi sconvolge l’incapacità dei governi a voler ascoltare. E’ terribile l’assenza di una controparte disposta a capire”. Sul Formicoso si avverte lo spaesamento di una comunità che non comprende il nuovo risiko della politica; che non si spiega di come un governo, tradendo i patti, possa ordinare la presa dell’altipiano. E’ ancora vivo il racconto di quell’alba elettrica dell’azzurro dei lampeggianti, anticipata dal rumore delle colonne dei mezzi militari. Il tradimento. La rabbia. La risposta decisa di carabinieri e polizia che, in tenuta antisommossa, consentono ai militari di cominciare il lavoro di recinzione. Un anziano contadino, in un disperato tentativo, contrappone il proprio corpo ai mezzi dell’esercito. E’ così che sul Formicoso i militari, come i moderni campieri di “una dittatura politica e mediatica” - dice uno striscione - si riprendono quella stessa terra liberata sessant’anni fa dal demanio e dal latifondo. “Cosa fate qua”? L’Irpinia non vuole capire. Rocco, con un cartello, durante il corteo, chiede ai militari: “Cosa volete. Cosa fate, in forze così ingenti su una terra di contadini, di gente onesta, dove non succede un omicidio da almeno un centinaio di anni. Cosa volete”? Non lo capisce Luca, trent’anni, operaio, sul campanile della cattedrale di Bisaccia per protestare contro la realizzazione della discarica sulle terre dell’altipiano. Già oltre 60 sono gli ettari occupati. Si teme per altri 80. Una speranza è legata al nuovo piano rifiuti della regione. Alla disputa tra Ganapini e Bertolaso. Si spera che il nuovo strumento, rompendo con la logica delle discariche e dell’incenerimento, tolga la ramazza dalle mani di Berlusconi e l’affare – bipartisan – degli inceneritori da quelle di Bertolaso. Da sempre, da queste parti, la vita è stata la terra ed a pochi metri, nel suolo, l’acqua. La diga di Conza è lì, poco distante, con 50 milioni di euro di finanziamento per la potabilizzazione che rischiano di finire, per come è stata sintetizzata l’interrogazione di Roberto Musacchio a Bruxelles, con “la munnezza sopra e l’acqua sotto”. Intanto una donna anziana, non lontano da una delle pale eoliche, con un occhio verso i militari, chiede a Vinicio: “Ma noi, a chi abbiamo ucciso, per meritare tutto questo”?
venerdì 10 ottobre 2008
Formicoso, l'interrogazione al Parlamento Europeo di Roberto Musacchio - PRC/SE - Testo integrale.
Compatibilità della discarica in località Pero Spaccone (Formicoso) nel Comune di
Andretta (AV) con l'invaso di Conza e il reticolo idrografico del bacino del fiume
Ofanto.
TESTO:
Premesso che
- l'area di Pero Spaccone sull'altopiano del Formicoso è stata scelta dal DL 23.5.08 n.90 ora L.14.7.2008
n.123 quale sito per una discarica e stoccaggio provvisorio di rifiuti, la cui durata nel tempo deve essere
ancora definita dal Piano regionale rifiuti della Regione Campania secondo gli art. 8-9 della legge n.123;
- l'assetto idrogeologico della provincia di Avellino è già a forte rischio ambientale per la presenza di tre
ampie discariche, i cui siti sono stati decisi solo su base di studi d'impatto locali senza esaminare lo stato
orografico e idrogeologico dell'intero territorio e le conseguenze delle discariche sulle falde acquifere;
- a 9 km dall'area da destinare a discarica vi è l'invaso artificiale da 50 milioni di mc di Conza sul fiume
Ofanto che immetterà nella rete dell'Acquedotto Pugliese 1 mc di acqua/secondo per il consumo umano:
- la potabilizzazione delle acque del bacino di Conza fornirà alla Puglia 32 milioni di mc/annui d'acqua a
piú di 5 milioni di abitanti è stata decisa con Delibera Cipe 96/04 del 20.12.04 finanziata da Acquedotto
Pugliese e Ministero dell'Economia per 49.035.705 €: i lavori già appaltati e impegnati gli stanziamenti;
-è quindi urgente per la discarica fare un'analisi ambientale d'impatto degli aspetti idrodinamici connessi
con fenomeni sismici e carsici e con l'estrema impermeabilità del terreno che non esclude il trasporto per
dilavamento nel fiume Ofanto e nell'invaso di Conza di tutti gli inquinanti da rifiuti presenti in superficie
- la distanza di 9 km, la presenza di numerosi torrenti, ruscelli e pozzi che rischiano di sfuggire ad ogni
controllo accentua l'alto rischio ambientale per il carattere argilloso-marnoso del terreno per cui la sola
quota di acque non destinate a raggiungere l'invaso saranno solo quelle che evaporeranno in atmosfera;
-il D.Lgs 36/2003 impone che il fondo della discarica sia collocato ad una distanza minima di 2m dal
livello di massima escursione della falda acquifera con criterio penalizzate di una distanza non inferiore
ai 10m e il D.Lgs.152/99 e successive modifiche impone regole severe sulla definizione della"zona di
rispetto" che non deve essere inferiore ai 400m di distanza dai centri di captazione d'acqua mentre nelle
adiacenze del sito da adibire a discarica sono presenti ben 12 pozzi che sono un chiaro indizio di
presenza di falda acquifera;
si chiede
se la Commissione non ritenga che per la sua specificità idrogeologica il Formicoso avrebbe dovuto
essere già escluso dall'elenco delle discariche (art.9 L.14.7.08 n.123) e si debba realizzare una
valutazione d'impatto ambientale ampia prima quindi di decidere definitivamente se destinare o meno
tale area a discarica rifiuti.
7/10/2008
on. Roberto Musacchio
giovedì 9 ottobre 2008
BISACCIA / Formicoso / Pianeta Terra. Domenica 12 ottobre
ASSEMBLEA PUBBLICA
per dire
NO alla DISCARICA DEL FORMICOSO
Ore 10:30
Partecipano:
G. IMBRIANO/ Segretario provinciale Prc-Se
F. MASELLI/ Presidente Alto Calore Servizi
A. CARUSO/ Sindaco di Andretta
G. DI MILIA/ Presidente Comunità Montana
A. PELULLO/ Assessore al Comune di Bisaccia
S. AQUINO/ Presidente Parco Monti Picentini
F. ARMINIO/ Nessuno tocchi il Formicoso
M. DI MAIO/ Legambiente Campania
On. ROBERTO MUSACCHIO
Presidente Deputati Prc-Se al Parlamento Europeo
giovedì 2 ottobre 2008
Il PRC Campania contro la discarica del Formicoso.
Non è la protesta di una minoranza, ma la marcia dignitosa di un’intera provincia che avanza e pratica un’altra idea di gestione dei rifiuti.
Dalla piazza è emerso un convinto “no” al piano Bertolaso-Berlusconi, che prevede il raddoppio di discariche e inceneritori in Campania, ma soprattutto tanti “si”: per la riduzione dei rifiuti a monte; per il potenziamento della raccolta differenziata e degli impianti di compostaggio; per il rapido adeguamento degli attuali 7 impianti di CDR, facendoli diventare selezionatori di rifiuti e attrezzandoli per la produzione di compost.
Rifondazione Comunista continuerà a fare la propria parte, non solo stando al fianco di questo movimento ma anche sostenendo, nelle opportune sedi istituzionali, il lavoro dell’Assessore Regionale Walter Ganapini.
Peppe De Cristofaro, Segretario regionale Prc-Se
Maria Grazia Valentino, Responsabile regionale Enti Locali Prc-Se
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
SEGRETERIA REGIONALE
martedì 30 settembre 2008
L'Esercito invade il Formicoso.
L’appuntamento è, quindi, per il due ottobre, alle dieci del mattino, alla casetta cantoniera di Andretta o a quella di Bisaccia, “dipende, si legge sui blog che fanno da eco al movimento, da quanto volete camminare”. E, da giovedì, per l’Irpinia ed il Formicoso, la marcia sarà lunga, per davvero.
Generoso Bruno
Formicoso: Costruiamo una forte mobilitazione.
Vorrei esprimere una sincera e profonda solidarietà a quei sindaci e amministratori –tra cui il compagno Di Ninno- che per tutto il giorno sono stati incatenati sotto Palazzo Chigi.
Oggi le catene ai polsi di quei Sindaci dell’Alta Irpinia rappresentano lo stato di crisi in cui versa la democrazia di questo Paese, violentata da un potere romano che impone le proprie scelte utilizzando centinaia di soldati, senza alcun confronto civile con gli Enti locali e i cittadini.
Ascoltando i movimenti e gli amministratori dell’Alta Irpinia il Presidente del Consiglio avrebbe potuto ottenere consigli utili su come far partire realmente la raccolta differenziata in tutta la Campania e in altre zone d’Italia.
E magari Bertolaso e Berlusconi avrebbero potuto scoprire che l’apertura della Discarica del Formicoso non solo non risolverà l’emergenza rifiuti ma rischia di alimentare la crisi idrica, sia in Campania che in Puglia.
Non si può pensare di aprire una discarica di dimensioni così imponenti, in una zona altamente sismica, e col rischio concreto di inquinare le acque della vicina diga di Conza.
Così si vanificherebbe anche l’utilità del potabilizzatore, un impianto che costa 50 milioni di euro e che dovrebbe portare in Puglia 1.000 litri di acqua al secondo.
E'in questo modo che si rischia il disastro ambientale.
Gennaro M. Imbriano Segretario provinciale PRC/SE
lunedì 29 settembre 2008
Centinaia di poliziotti e militari sul Formicoso.
E così hanno mandato l’Esercito e le forze di polizia sul Formicoso, nel pieno della notte, come fossero una banda di rapinatori di appartamenti che approfittano del sonno e delle tenebre per portare a casa il bottino.
Il bottino è l’Irpinia, il suo ambiente e il suo futuro.
Questa è la lotta per il Formicoso e l’Irpinia ma è anche una lotta in difesa della democrazia svuotata e aggredita di questo nostro Paese. C’è bisogno di una grande e prolungata mobilitazione.
Gennaro Imbriano Segretario provinciale PRC-SE
venerdì 26 settembre 2008
Imbriano, PRC-SE: Lettera aperta per la proclamazione dello Sciopero Generale contro la Discarica del Formicoso.
Ai Segretari Generali
delle Organizzazioni Sindacali della Provincia di Avellino
Cari amici e compagni,
il Paese sta affrontando momenti assai difficili, le famiglie non arrivano a fine mese, cresce l’indebitamento, migliaia di lavoratori sono in mobilità e cassintegrazione, le nuove generazioni sono schiantate sotto il peso della precarietà. E da parte del Governo non c’è ancora la benché minima iniziativa per arginare questa durissima crisi economica. Ci si limita a rincorrere e alimentare le paure e i fantasmi che abitano gli anfratti più bui delle coscienze, ad indicare i capriespiatori delle inquietudini che segnano la nostra società frantumata.
Una condizione che diviene sempre più difficile e insopportabile man mano che si scende verso Sud.
Anche in Irpinia. Avete ragione, qui la politica per lunghi decenni non è stata capace di indicare un progetto, un’ambizione, un orizzonte per la nostra terra, sprecando l’occasione dell’industrializzazione e perdendo, finora, la partita dei fondi europei. Il bilancio di questa politica ce lo danno le cifre dell’emigrazione dei giovani che negli ultimi anni continuano ad aumentare vertiginosamente.
Ma oggi, con l’individuazione –da parte del Governo- di una terza discarica regionale in Irpinia, siamo di fronte ad un baratro, stiamo correndo un rischio drammatico che potrebbe cancellare ogni possibilità di sviluppo ecocompatibile per l’Irpinia.
È questa preoccupazione, condivisa con la gran parte della gente e delle Istituzioni d’Irpinia, che mi ha spinto a rivolgermi pubblicamente a voi, chiedendo, come hanno già fatto molti altri, la proclamazione dello sciopero generale.
Lo faccio in questa giornata così significativa per il mondo del lavoro di questa provincia –penso alla presenza di Epifani e Rinaldini in città per l’inaugurazione della nuova sede CGIL intitolata al compianto Bruno Trentin- per chiedervi, ancora una volta, come è accaduto nei momenti più difficili, di assumervi la responsabilità di una scelta forte a difesa della nostra provincia e del futuro delle nuove generazioni.
Gennaro M. Imbriano
Segretario provinciale
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
domenica 21 settembre 2008
Formicoso. Assemblea pubblica.
ASSEMBLEA PUBBLICA
Domenica 21 settembre 2008 ore 18.00
Aquilonia - Piazza Marconi
Presiede:
Antonio Caputo: Consigliere Comunale- Dirigente Provinciale Rifondazione Comunista
interventi:
Enzo Panico: Segretario PRC circolo Lacedonia - rappresentante comitato Aquilaverde
Gennaro Imbriano: Segretario Provinciale Rifondazione Comunista
Gerardo Pistillo: Coordinatore Partito Democratico Aquilonia
Nicola Cicchetti: Segretario Provinciale partito dei comunisti Italiani
Franco Vittoria: Segretario Provinciale Partito Democratico
Donato Cataldo: Sindaco di Aquilonia
Angelo Antonio Caruso: Sindaco di Andretta
Maurizio Panza: Responsabile Ambiente e Territorio Movimento LUNA
Virgilio Caivano: Portavoce piccoli comuni italiani
Angelo Giusto: Consigliere Regionale SD
domenica 14 settembre 2008
No alla discarica sul Formicoso.
Tra gli altri interverranno: Imbriano, Aurisicchio, Di Ninno, Di Maio, Giordano, Cicchetti.
A concludere l’iniziativa ci sarà l'ambientalista e studioso Guido Viale.
mercoledì 3 settembre 2008
Formicoso, Gennaro Imbriano - PRC: “Amareggiano e preoccupano le parole di Cozzolino”.
“Preoccupano, perché a formulare il nulla-osta all’apertura della discarica è l’Assessore regionale all’Agricoltura, che avrebbe invece il compito istituzionale di tutelare il cosiddetto granaio dell’Irpinia.
E preoccupano anche perché quelle sono le parole di un’autorevole esponente del PD.
Sarebbe davvero sciagurato che, su questa vicenda così importante per l’Irpinia, non ci fosse neppure l’opposizione del PD contro le scelte assunte dal Governo Berlusconi”.
“Ma questo –aggiunge Imbriano- non deve scoraggiarci e non deve dividere il fronte irpino della protesta.
Anche se a Roma e a Napoli pare che PD e PdL abbiano ormai concordato l’apertura della terza discarica regionale in provincia di Avellino, credo e spero che la partita non sia ancora persa”.
“Rifondazione e la sinistra continueranno a sostenere la sacrosanta protesta portata avanti dalle Istituzioni locali e dalle popolazioni a difesa del nostro territorio e della democrazia.
Non solo continueremo a farlo qui in Irpinia, ma coerentemente porteremo la questione Formicoso nelle più autorevoli sedi istituzionali in cui siamo rappresentati e, a breve, presenteremo un’Interrogazione al Parlamento Europeo” .
martedì 19 agosto 2008
Tra nuvole e grano nessuno spazio vuoto.
di Generoso Bruno - LIBERAZIONE
Andretta (Avellino) In più di diecimila, lunedì sera, hanno risposto all'appello di Vinicio Capossela e dei comitati anti-discarica in difesa dell'altipiano del Formicoso. Faceva strano vedere le interminabili file di automobili in sosta lungo le due strade che dal centro di Andretta arrancano, normalmente solitarie, verso il bacino di Pero Spaccone.Il Formicoso è uno spazio apparentemente fatto di nulla, se contrapposto, come da questo governo, alla Napoli del "tutto", miracoli compresi. Qui, a novecento metri sul livello del mare, dove il conflitto tra gli assi ortogonali sembra risolversi a vantaggio della quiete percettiva dell'orizzonte e, dove gli unici elementi che tagliano il nostro sguardo in verticale, come gigli votivi alla speranza di progresso, sono le strutture dei parchi eolici, a pochi giorni dai carotaggi disposti, per il 25 agosto, dal governo Berlusconi, si è aperta, con l'intervento di Vinicio Capossela, una settimana decisiva per un'intera provincia e per le sue comunità. Fin dalla prima sera di lunedì, la linea d'orizzonte tra Irpinia, Puglia e Basilicata è stata attraversata dai canti popolari a ritmo di tammorra e dai suoni percussivi, ancestrali, dell'electro-dub. Tanti gli artisti - Franco Arminio, Jambassa +Ketamo, Simone Carotenuto e i Tammorrati del Vesuvio, i Molotov, Pasquale e Paolo Iannarella, Caterina Pontelandolfo, i Folska - che nell'attesa del concerto di Vinicio Capossela, sul palco si sono avvicendati, quasi a sottolineare, tra gli interventi degli speaker ed i "comizi d'amore" del popolo del Formicoso, il legame matrilineare tra la terra e certi suoni bassi. Come poco più di mezzo secolo fa fecero i vecchi di queste terre, strappando il Formicoso al demanio ed al latifondo, qualche musicista lascia sventolare sul palco una bandiera rossa.Solo verso la mezzanotte, quindi, Vinicio Capossela, madre di Andretta e padre di Calitri, voce del Formicoso, prende la via del palco per cantare la rabbia del paesaggio. L'ingresso del cantautore irpino, è quello del giullare «allucinato - lo dice subito - da un Presidente del Consiglio che affida, sul tema dei rifiuti, la sua politica al simbolo littorio dello spazzolone» e, sulle note di "Marajà", lui stesso, armato di scopa, irride la demagogia del Berlusconi napoletano che, secondo il cantautore «sembrava, per avere la casa pulita, aver nascosto lo sporco sotto il tappeto». A Capossela, però, basta un cambio di cappello, chiaro, a tesa larga guarnito da lunga piuma, per cominciare ad essere, sotto una luna tintinnante come un antico tornese, il bardo dell'Irpinia d'Oriente. Vinicio Capossela ha cantato così, per oltre due ore, accompagnato anche dalla Banda musicale della città di Calitri, non le sue canzoni, quelle dei dischi, ma le canzoni che con la sua gente condivide, invitando sul palco, di volta in volta, come nell'officiare un antico rito, i cantori locali, autentici custodi delle parole e degli echi del Formicoso. Ancora una volta, l'esibizione di Vinicio Capossela e le canzoni della sua gente, a Pero Spaccone, sembrano rinnovare il miracolo di una cultura, popolare e resistente, che ancora conserva il sapore della fatica, il colore del grano ed il ricordo delle storie e de li cunti antichi. Sono le canzoni che danno il ritmo alla vita, alle sue stagioni, alla fatica, agli amori cortesi ma non troppo. Una opposizione popolare, quindi, alla concezione del mondo e della vita espressa dai governi e dalla cultura dei ceti dominanti che, sul tema dei rifiuti, sperimenta un nuovo modello di governance tesa ad imporre, con la forza, le scelte alle popolazioni all'interno di uno stato di normale emergenza e di eccezione. Diecimila persone sopra Pero Spaccone, l'altra sera, erano tante. Diecimila persone sopra Pero Spaccone, a difendere la terra, con tutto quel vuoto attorno che qualcuno vorrebbe riempire di mondezza, potrebbero, anche, non essere troppe. Ma da lunedì, in questo lembo dell'Irpinia d'Oriente, ci piace pensare che, come recita un antico testo ebraico, «non esiste spazio vuoto fra cielo e terra bensì tutto è pieno di schiere e moltitudini».
domenica 17 agosto 2008
NESSUNA DISCARICA SUL FORMICOSO!

mercoledì 13 agosto 2008
Vinicio Capossela: Concerto al Formicoso.

Nessuno Tocchi Il Formicoso.

Sul Formicoso. A difesa dell’Irpinia e della democrazia.
E ci siamo fermati a lungo proprio nei terreni in cui il Governo Berlusconi intende costruire una mega discarica.
Incredibile che di quello spazio aperto luminoso e spazzato dal vento si voglia fare un immondezzaio. Questa è la metafora della distanza vertiginosa che si è aperta tra le Istituzioni romane e quelle irpine, tra la politica e i cittadini.
E mentre eravamo su quell’altopiano, dove il 18 agosto ci sarà un grande concerto a cui parteciperà anche Vinicio Capossela, pensavo alle parole con cui il Presidente del Consiglio ha recentemente dichiarato a reti unificate la fine dell’emergenza rifiuti.
L’emergenza, purtroppo, non è finita. E non potrebbe finire neppure se si aprisse, sciaguratamente, l’ennesima discarica in Irpinia, perché manca la volontà di affrontare il problema a monte, secondo la filosofia delle "4 R" riduzione, raccolta differenziata, riciclo, riuso e ponendosi l'obiettivo strategico e possibile di rifiuti-zero.
Berlusconi, sulla cosiddetta emergenza rifiuti, sta sperimentando un nuovo modello di governo che prova ad impone le scelte con la forza, dentro uno stato d’eccezione artificialmente alimentato e che criminalizza il dissenso.
Su vicende come questa, ma anche sull’utilizzo dell’esercito per funzioni di ordine pubblico, sull’attacco al contratto collettivo nazionale di lavoro, sul federalismo egoista imposto dalla Lega, si misura il tentativo di riscrivere la Costituzione repubblicana e di ridefinire la qualità stessa della democrazia nel nostro Paese.
Dobbiamo provare, anche a partire dalle mobilitazioni antidiscarica, a costruire una opposizione politica e sociale, mettendo in campo proposte politiche alternative e forme di resistenza civile.
Stare sul Formicoso, dove con l’occupazione delle terre è stata scritta una delle pagine più importanti della nostra storia, è anche oggi una scelta a difesa della democrazia e dei nostri territori.