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martedì 30 settembre 2008

Formicoso: Costruiamo una forte mobilitazione.

Giovedì 2 ottobre, alle 09:30, da Bisaccia, partirà la Manifestazione provinciale in difesa del Formicoso.

Vorrei esprimere una sincera e profonda solidarietà a quei sindaci e amministratori –tra cui il compagno Di Ninno- che per tutto il giorno sono stati incatenati sotto Palazzo Chigi.
Oggi le catene ai polsi di quei Sindaci dell’Alta Irpinia rappresentano lo stato di crisi in cui versa la democrazia di questo Paese, violentata da un potere romano che impone le proprie scelte utilizzando centinaia di soldati, senza alcun confronto civile con gli Enti locali e i cittadini.
Ascoltando i movimenti e gli amministratori dell’Alta Irpinia il Presidente del Consiglio avrebbe potuto ottenere consigli utili su come far partire realmente la raccolta differenziata in tutta la Campania e in altre zone d’Italia.
E magari Bertolaso e Berlusconi avrebbero potuto scoprire che l’apertura della Discarica del Formicoso non solo non risolverà l’emergenza rifiuti ma rischia di alimentare la crisi idrica, sia in Campania che in Puglia.
Non si può pensare di aprire una discarica di dimensioni così imponenti, in una zona altamente sismica, e col rischio concreto di inquinare le acque della vicina diga di Conza.
Così si vanificherebbe anche l’utilità del potabilizzatore, un impianto che costa 50 milioni di euro e che dovrebbe portare in Puglia 1.000 litri di acqua al secondo.
E'in questo modo che si rischia il disastro ambientale.

Gennaro M. Imbriano Segretario provinciale PRC/SE

mercoledì 3 settembre 2008

Formicoso, Gennaro Imbriano - PRC: “Amareggiano e preoccupano le parole di Cozzolino”.

da www.irpinianews.it

“Destano in me amarezza e preoccupazione le parole pronunciate da Andrea Cozzolino in merito all’apertura della mega-discarica sul Formicoso”, così Gennaro M. Imbriano , Segretario provinciale di Rifondazione, commenta le affermazioni recentemente rilasciate dall’Assessore regionale nell’ambito della Fiera di Calitri.
“Preoccupano, perché a formulare il nulla-osta all’apertura della discarica è l’Assessore regionale all’Agricoltura, che avrebbe invece il compito istituzionale di tutelare il cosiddetto granaio dell’Irpinia.
E preoccupano anche perché quelle sono le parole di un’autorevole esponente del PD.
Sarebbe davvero sciagurato che, su questa vicenda così importante per l’Irpinia, non ci fosse neppure l’opposizione del PD contro le scelte assunte dal Governo Berlusconi”.

“Ma questo –aggiunge Imbriano- non deve scoraggiarci e non deve dividere il fronte irpino della protesta.
Anche se a Roma e a Napoli pare che PD e PdL abbiano ormai concordato l’apertura della terza discarica regionale in provincia di Avellino, credo e spero che la partita non sia ancora persa”.

“Rifondazione e la sinistra continueranno a sostenere la sacrosanta protesta portata avanti dalle Istituzioni locali e dalle popolazioni a difesa del nostro territorio e della democrazia.
Non solo continueremo a farlo qui in Irpinia, ma coerentemente porteremo la questione Formicoso nelle più autorevoli sedi istituzionali in cui siamo rappresentati e, a breve, presenteremo un’Interrogazione al Parlamento Europeo” .

domenica 22 giugno 2008

La risposta di Gennaro M. Imbriano - PRC - alla lettera aperta di Gennaro Santoro.

Caro Gennaro,
rispondo alla tua lettera aperta e, cogliendo positivamente lo spirito delle tue parole, mi rivolgo anche a tutti quei compagni/e di strada, tantissimi dei quali giovani come te, che in questi anni abbiamo incrociato in Irpinia, nel corso di tante iniziative, assemblee, manifestazioni.Hai ragione, sul congresso di Rifondazione pesa una grande responsabilità, quella di indicare una prospettiva per l’intera sinistra di questo Paese. A noi in particolare tocca quest’onere, non solo perché siamo, per quel poco che può contare, la parte numericamente più rilevante della sciagurata esperienza della Sinistra Arcobaleno, ma soprattutto per quello che, soprattutto da Genova in poi, abbiamo rappresentato nel panorama politico.Una responsabilità e una discussione troppo grande e che sento la necessità e l’urgenza di condividere con tutte le donne e gli uomini di sinistra, che hanno l’assoluto diritto di decidere del loro futuro. E allora benvenuti, a te e a quanti vorranno iscriversi e partecipare al nostro congresso, a quanti vorranno farla davvero l’invasione di campo.Ne abbiamo bisogno, tanto più oggi, dopo la pesante sconfitta contro cui siamo andati violentemente a sbattere, con l’emergere di tutta l a nostra inadeguatezza e insufficienza di fronte alle sfide del presente. La sconfitta non è stata semplicemente un fatto politico. L’esito di quelle elezioni ci parlano evidentemente di una sconfitta che viene da lontano, che interroga tutta l’Europa, e che ha profonde radici culturali e sociali.Le destre ci hanno battuto sul terreno dell’egemonia, insinuandosi nella frantumazione delle comunità e dei legami sociali che ha prodotto la globalizzazione in questi anni, alimentando gli istinti più bassi e le paure.E di fronte a questo tzunami –così lo ha definito Mario Tronti- non bastano ricette facili, non basta rispolverare vecchie liturgie e tornare retoricamente ai territori e ai luoghi di lavoro, nella società. Perché questi luoghi, in cui la Sinistra e il Movimento operaio hanno costruito, almeno per tutto il ‘900, il proprio insediamento sociale e il proprio progetto politico, sono stati oggi completamente travolti dalla potenza dei processi di globalizzazione capitalistica. E in molti casi, lì dove, una volta, la sinistra riusciva a costruire un blocco sociale e una coscienza di classe, oggi, prevalgono l’individualismo e le “guerre tra poveri”.
Oggi, trovata la forza per rialzarci, dobbiamo costruire nuovi e più aggiornati elementi di conoscenza, per orientarci opportunamente nel nostro cammino. C’è bisogno di una grande inchiesta, di uno sforzo non semplicistico di analisi della realtà e di ripensamento di noi stessi. Rifondazione e la sinistra possono e devono ricominciare a camminare da qui: dal basso, dai territori , dall’opposizione al governo Berlusconi.Certo, ci occorre una grande energia e una forte speranza, oggi, per ricominciare a camminare.Non sarà facile. Come Nichi Vendola ha detto nel corso della splendida assemblea avellinese del 17 maggio, sarà come una traversata nel deserto.E una traversata nel deserto la si può affrontare se Rifondazione non è sola, se abbiamo tanti compagne/i di strada preziosi come te, se ci teniamo ben saldo sulle spalle il nostro zaino, un bagaglio fatto di cultura politica innovativa, di capacità di apertura e contaminazione, e se sapremo mettere tutto questo a disposizione dell’intera sinistra.
Gennaro M. Imbriano - Segretario provinciale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea