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venerdì 10 ottobre 2008

L'undici ottobre per rimettere in moto la politica.

di Cinzia Spiniello - Coordinatrice Area "Rifondazione per la Sinistra"

In Italia si sta consolidando l'idea della scomparsa dell'opposizione parlamentare. L'idea di Veltroni di sospendere la manifestazione di protesta convocata dal Pd per il 25 ottobre e quella di offrire ufficialmente a Berlusconi i propri servigi per affrontare la crisi finanziaria, rappresentano la resa incondizionata dell'opposizione che potrebbe davvero far precipitare il nostro Paese, dopo molti decenni, in una situazione oggettiva di “regime”. Regime che non consiste nel fatto che alcuni governi si mostrano aggressivi, ma nel fatto che non esiste un'opposizione capace di contrastarne le politiche svuotando di fatto le funzioni del parlamento. E' quello che sta succedendo: prima si è cancellato il pluralismo per poi sostituirlo con un sostanziale bipartitismo in un meccanismo che porta uno dei due partiti (quello vincente e di governo) al di sopra di tutto e assegna all'altro partito (cioè al Pd) il ruolo di forza di supporto subalterna. Di fronte al crollo delle borse, in tutto l'Occidente, è iniziata da parte di molti partiti la corsa a chiedere l'unità nazionale, mentre nessuno si è sognato di confrontarsi fin da subito con le parti sociali rispetto all'emergenza nazionale che coinvolge ampi settori della società (soprattutto il lavoro dipendente), condizione progressivamente peggiorata negli ultimi 20 anni.
Per queste ragioni domani 11 ottobre diventa una giornata decisiva per tutta la Sinistra in Italia, che ha indetto una manifestazione nazionale a Roma a partire dalle ore 14,00 da piazza Esedra, per rimettere in moto la politica che è rimasta ferma a quel drammatico 13 aprile che ha sancito la scomparsa dal Parlamento di tutto il blocco della sinistra politica.
Se domani saremo abbastanza forti e vivaci anche quelli che non verranno ci saranno grati, anche la gente del Pd, che non crediamo sia disposta ad attendere oltre una diversa strategia del suo leader. Quella dell'11 ottobre è una giornata da non sottovalutare, può costituire uno spartiacque per il futuro dell'Italia. Rifondazione per la sinistra parteciperà alla manifestazione con un pullman che partirà sabato 11 ottobre alle ore 9:00 da piazza D'Armi ad Avellino.

giovedì 9 ottobre 2008

L'11 ottobre, c'è la Sinistra e c'è l'opposizione.

“L’11 ottobre –dichiara Gennaro M. Imbriano , Segretario provinciale di Rifondazione- è il giorno in cui la sinistra si rimette in cammino, dopo la batosta elettorale di aprile e lo stordimento generato dalla stagione dei congressi.

E non si può che ripartire dall’opposizione, dalla costruzione di un largo fronte di opposizione popolare al Governo delle destre.

Mai come ora, in questo Paese, c’è bisogno di opposizione: contro un Governo che vuole fare del Formicoso e dell’Irpinia una pattumiera, che attacca il Sud e cancella la questione meridionale, che aggredisce i diritti civili e restringe gli spazi democratici, che smantella la scuola pubblica, che ha lanciato un’offensiva contro il contratto collettivo di lavoro e contro il sindacato.

Questo è il Governo che assume come priorità la cancellazione delle preferenze dalla legge elettorale per le Europee e l’impunità del suo Presidente del Consiglio, ma che dimentica di affrontare la precarietà in cui vivono tanti giovani e la terribile recessione che investe gli italiani.

Per questo –conclude il Segretario del Prc- saremo in piazza l’11 ottobre: per dire che c’è un’opposizione al Governo Berlusconi, per dire che c’è e ci sarà una sinistra”.

martedì 7 ottobre 2008

Roma 11 ottobre.

Manifestazione nazionale contro le politiche del governo Berlusconi

Partenza in autobus da Avellino - Tribunale - alle ore 09:00 – prenotazioni al 347.3363247

lunedì 15 settembre 2008

Un’altra Italia. Un’altra politica. Appello per la mobilitazione dell’11 ottobre.

Le politiche aggressive del Governo di centrodestra, sostenute in primo luogo da Confindustria, disegnano il quadro di un'Italia ripiegata su se stessa e che guarda con paura al futuro, un Paese dove pochi comandano, in cui il lavoro viene continuamente umiliato e mortificato, nel quale l'emergenza è evocata costantemente per giustificare la restaurazione di una società classista razzista e sessista. Che vede nei poveri, nei marginali e nei differenti, i suoi principali nemici. Che nega, specie nei migranti, il riconoscimento di diritti di cittadinanza con leggi come la Bossi Fini che non solo generano clandestinità e lavoro nero, ma calpestano fondamentali valori di umanità.
Questa è la risposta delle destre alla crisi profonda, di cui quella finanziaria è solo un aspetto, che attraversa il processo di globalizzazione e le teorie liberiste che l'hanno sostenuto. Una risposta che, naturalmente, ignora il fatto che solo un deciso mutamento del modello economico oggi operante può risolvere problemi drammatici, dei quali il più grave è la crisi ecologica planetaria. Spetta alla sinistra contrapporre un'altra idea di società e un coerente programma in difesa della democrazia e delle condizioni di vita delle persone. E' una risposta che non può tardare ed è l'unico modo per superare le conseguenze della sconfitta elettorale e politica.
Ci proponiamo perciò di contribuire alla costruzione di un'opposizione che sappia parlare al Paese a partire dai seguenti obiettivi :

riprendere un'azione per la pace e il disarmo di fronte a tutti i rischi di guerra, oggi particolarmente acuti nello scacchiere del Caucaso. La scommessa è ridare prospettiva a un ruolo dell'Europa quale principale protagonista di una politica che metta la parola fine all'unilateralismo dell'amministrazione Bush, al suo programma di scudo spaziale e di estensione delle basi militari nel mondo, all'occupazione in Iraq e Afghanistan (dove la presenza di truppe italiane non ha ormai alcuna giustificazione), ma anche alla sindrome da grande potenza che sta impossessandosi della Russia di Putin;

imporre su larga scala un'azione di difesa di retribuzioni e pensioni falcidiate dal caro vita , il quale causa un malessere che la destra tenta di trasformare in egoismo sociale, guerra tra poveri, in un protezionismo economico del tutto insensibile al permanere di gravi squilibri tra il Nord e il Sud del mondo. Di fronte alla piaga degli "omicidi bianchi" è necessario intensificare i controlli e imporre l'applicazione delle sanzioni alle imprese. Si tratta inoltre di valorizzare tutte le forme di lavoro: lottando contro precariato e lavoro nero, anche attraverso la determinazione di un nuovo quadro legislativo; sostenendo il reddito dei disoccupati e dei giovani inoccupati; ottenendo il riconoscimento di forme di lavoro informale e di economia solidale;

respingere l'attacco alla scuola pubblica, all'Università e alla ricerca, al servizio sanitario nazionale, ai diritti dei lavoratori e alla contrattazione collettiva . E' una vera e propria demolizione attuata attraverso un'azione di tagli indiscriminati e di licenziamenti, l'introduzione di processi di privatizzazione, e un'offensiva ideologica improntata a un ritorno al passato di chiaro stampo reazionario (maestro unico, ecc.). L'obiettivo della destra al governo è colpire al cuore le istituzioni del welfare che garantiscono l'esercizio dei diritti di cittadinanza. L'affondo è costituito da un'ipotesi di federalismo fiscale deprivato di ogni principio di mutua solidarietà;

rispondere con forza all'attacco contro le politiche volte a contrastare la violenza degli uomini contro le donne , riconoscendo il valore politico della lotta a tutte le forme di dominio patriarcale, dell'autodeterminazione delle donne e della libertà femminile nello spazio pubblico e nelle scelte personali;

sostenere il valore della laicità dello stato e riconoscere diritto di cittadinanza alle richieste dei movimenti per la libera scelta sessuale e per quelle relative al proprio destino biologico ;

sostenere le vertenze territoriali (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che intendono intervenire democraticamente su temi di grande valore per le comunità, a partire dalle decisioni collettive sui temi ambientali, sulla salute e sui beni comuni., prima fra tutti l'acqua. Quella che si sta affermando con la destra al governo è un'idea di comunità corporativa, egoista, rozza e cattiva, un'idea di società che rischia di trasformare le nostre città e le loro periferie nei luoghi dell'esclusione. Bisogna far crescere una capacità di cambiamento radicale delle politiche riguardanti la gestione dei rifiuti e il sistema energetico. Con al centro la massima efficienza nell'uso delle risorse e l'uso delle fonti rinnovabili. Superando la logica dei megaimpianti distruttivi dei territori, del clima e delle risorse in via di esaurimento. E' fondamentale sostenere una forte ripresa del movimento antinuclearista che respinga la velleitaria politica del governo in campo energetico.

contrastare tutte le tentazioni autoritarie volte a negare o limitare fondamentali libertà democratiche e civili , a partire dalle scelte del governo dai temi della giustizia, della comunicazione e della libertà di stampa. O in tema di legge elettorale mettendo in questione diritti costituzionali di associazione e di rappresentanza. Si tratta anche di affermare una cultura della legalità contro le tendenze a garantire l'immunità dei forti con leggi ad personam e a criminalizzare i deboli.

Per queste ragioni e con questi obiettivi vogliamo costruire insieme un percorso che dia voce ad un'opposizione efficace, che superi la delusione provocata in tanti dal fallimento del Governo Prodi e dalla contemporanea sconfitta della sinistra, e raccolga risorse e proposte per questo paese in affanno.
L'attuale minoranza parlamentare non è certo in grado di svolgere questo compito, e comunque non da sola, animata com'è da pulsioni consociative sul piano delle riforme istituzionali, e su alcuni aspetti delle politiche economiche e sociali (come tanti imbarazzati silenzi dimostrano, dal caso Alitalia all'attacco a cui è sottoposta la scuola, dalla militarizzazione della gestione dei rifiuti campani alle ordinanze di tante amministrazioni locali lesive degli stessi principi costituzionali). Bisogna invece sapere cogliere il carattere sistematico dell'offensiva condotta dalle destre, sia sul terreno democratico, che su quelli civile e sociale, per potere generare un'opposizione politica e sociale che abbia l'ambizione di sconfiggere il Governo Berlusconi. Quindi, proponiamo una mobilitazione a sinistra, per "fare insieme", al fine di suscitare un fronte largo di opposizione che, pur in presenza di diverse prospettive di movimenti partiti, associazioni, comitati e singoli, sappia contribuire a contrastare in modo efficace le politiche di questo governo.
Al tal fine proponiamo la convocazione per il 11 ottobre di un'iniziativa di massa, pubblica e unitaria, rivolgendoci a tutte le forze politiche, sociali e culturali della sinistra e chiedendo a ognuna di esse di concorrere a un'iniziativa che non sia di una parte sola. Il nostro intento è contribuire all'avvio di una nuova stagione politica segnata da mobilitazioni, anche territorialmente articolate, sulle singole questioni e sui temi specifici sollevati.