mercoledì 16 aprile 2008
Buona fortuna... Ne avremo bisogno.
Punto e a capo
Per la razza e il portafoglio
La sconfitta
martedì 15 aprile 2008
Sconfitti.
So che il mio senso d’identità, di cittadinanza, di appartenenza ad un paese in cui non mi riconosco si fa ancora più flebile e, inadeguati, mi appaiono quei punti, quei luoghi e quegli spazi dell’anima entro cui, in maniera resistente ed interstiziale provavo a tenere assieme una ricerca di senso. La sinistra perde, molti lo diranno, ma, temo che saranno molti di più coloro che, in un futuro non molto lontano, s’accorgeranno, assieme ad essa, d’essere stati sconfitti. Si dovrà ricominciare, da chi vorrà esserci, da chi potrà esserci, ed il nostro cammino, ancora una volta, sarà quello più lungo. La sinistra, come un Cristo della post-modernità, avrà bisogno di stimmate e di nuove ferite sul costato a testimoniare la condivisione delle sofferenze e delle speranze di un popolo che per riconoscersi vorrà toccare quelle piaghe e quelle carni che, solo allora, percepirà come autentiche. Ricominciamo dal basso, da quei luoghi che durante questi giorni, comunque, abbiamo provato ad attraversare. E’ lì che bisognerà essere perché è da quei posti che arriveranno le vecchie e le nuove domande. E, solo se ci saremo, potremo offrire la nostra risposta.
Generoso Bruno
lunedì 14 aprile 2008
Acqua bene comune - no alla privatizzazione!
domenica 13 aprile 2008
giovedì 10 aprile 2008
L'AFTER HOUR DI PARTE.
Venerdì 11 aprile dalle ore 23.00 presso la Sala da tè SHAZA, ad Avellino, in Piazza del popolo.FREE DRINKS + FINGER FOOD"ma anche"DJ SET...
Dopo le tante chiusure di campagna elettorale sparse nei territori irpini, comincia l'attesa del voto. Vieni anche tu nella "louge room" de la Sinistra l'Arcobaleno.
Alla consolle ci sarà Alfie + ospiti
Lettera a Bertinotti
sono una compagna che ieri sera era presente in Piazza Dante a Napoli e per l'ennesima volta ho sperato e sognato, ascoltando le tue parole.
Il mio nome è Amalia Hilda Tobar, sono arrivata in Italia nel 1986 in fuga dalla miseria lasciata dall'ultima dittatura argentina, avevo sette anni; oggi ne ho 29 e sono segretaria del Circolo Prc "25 Aprile" di Solofra(AV), mi sono impegnata in maniera assidua in questa campagna elettorale perché credo nel progetto di una sinistra unita come unica salvezza della politica italiana.
Eppure, non posso nasconderti che sono un po’ delusa perché anche quest'anno non potrò votare poiché nonostante siano passati 22 anni, continuo ad essere extracomunitaria e sono costretta ogni anno a rinnovare il permesso di soggiorno.
Ieri sera ti ho fermato per dirti queste cose, ma la situazione ha fatto sì che tu mi ascoltassi frettolosamente, perciò, compagno Fausto, ti scrivo per chiederti un serio impegno della Sinistra l'Arcobaleno per risolvere tante, troppe situazioni come la mia.
Ritengo assurdo, e non so trovare un altro aggettivo, che, essendo vissuta praticamente da sempre in Italia, io abbia diritto ai doveri e poco ai diritti, compreso il diritto di voto, visto che anche gli immigrati residenti sul suolo italiano pagano le tasse e subiscono le leggi di questo stato al pari di tutti i cittadini italiani.
Se mi rivolgo a te, compagno Fausto, è perché io faccio una scelta di parte, almeno nei principi; giorni fa lo dicevo nel corso di un comizio tenuto nella mia città.
Scelgo la Sinistra l'Arcobaleno perché figlia e sorella di operai, nipote di un contadino ed un minatore, perché la mia venuta in Italia è il risultato della manovre capitalistiche fatte dagli Stati Uniti nel Sud America a discapito dei tanti che come me sono stranieri sia in patria che nel paese d'adozione.
Mio padre è stato prigioniero nello Stadio Nazionale di Santiago del Cile sotto il colpo di stato di Pinochet ed è fuggito in Argentina dove ha trovato Videla; ed ora eccomi qua, piena di rabbia e voglia di riscossa, eppure, sempre incapace di agire anche solo attraverso il voto a causa di leggi che ritengo assurde e xenofobe.
Perciò ti chiedo, compagno Fausto, una seria presa di posizione circa la questione immigrati da parte di questa nuova sinistra che si affaccia all'orizzonte, perché sono stanca di vedere calpestati i diritti di noi immigrati, perché sono stanca di sentire le frasi "prima agli italiani e poi agli stranieri", perché non ne posso più di non poter partecipare perché extracomunitaria.
Perché, caro compagno Fausto, anche gli immigrati extracomunitari hanno il diritto di veder spuntare l'Arcobaleno.
Solofra, lì 10 aprile 2008.
mercoledì 9 aprile 2008
Contro la camorra: Con Sodano, una scelta di parte.
Atripalda: 194 buoni motivi per una scelta di parte.
La libertà delle donne nella procreazione e nella sessualità è alla base della nostra idea di civiltà. La legge 194 affida alla donna la scelta finale di decidere se interrompere la gravidanza o diventare madre. Responsabilità femminile e autoderminazione hanno favorito la drastica riduzione del numero degli aborti, la cui prevenzione resta per noi una finalità.La legge 194 è una buona legge che vogliamo sia applicata attraverso interventi di prevenzione e sostegni intesi in particolare per le donne immigrate. Vogliamo che il Servizio Sanitario Nazionale riorganizzi le strutture ospedaliere pubbliche in modo da assicurarne la piena applicazione, contro l’alta percentuale di obiezione di coscienza. Vogliamo che sia introdotta in via definitiva la pillola RU 486, come tecnica non chirurgica d’intervento che può essere scelta dalla donne. Vogliamo che la legge sia pienamente applicata estendendo in tutto il Paese la rete dei consultori per garantire il benessere psicofisico delle donne, nei quali venga rispettata la loro autonomia e riservatezza.
Appello umano a tutte le madri del Mondo.
Da Widad Naief Mohammad Atabeh, madre di Saed Wajih Saed Atabeh, il prigioniero palestinese da più tempo nelle carceri israeliane, è stato arrestato il 29 Luglio 1977
Sono la madre del prigioniero Saed Al Atabeh della città di Nablus/Palestina. Mio figlio è stato arrestato il 29 luglio 1977, e fino ad oggi si trova ancora nella prigione israeliana ad Ashkalon.
Ora ho 78 anni. Soffro di ipertensione e diabete e sto perdendo la vista.
Non riesco più neanche a camminare dentro la mia casa.
Ciò che spero come madre è di incontrare mio figlio e dargli un caldo abbraccio prima che io muoia.
Forse vi stupirete ad ascoltare queste parole, ma è il mio unico desiderio in questa vita.
Tutti i miei figli, ragazzi e ragazze, ora sono cresciuti, si sono sposati e hanno lasciato la mia casa dove oggi vivo da sola.
Negli ultimi anni non ho potuto vedere mio figlio anche a causa della mia malattia e della vecchiaia, ma è importante sapere che le Autorità israeliane mi hanno impedito di visitare Saed per motivi di sicurezza.
Anche i fratelli e le sorelle di mio figlio sono stati privati del diritto di visitarlo per le stesse ragioni.
dovete sapere che durante gli ultimi otto anni e dopo 29 anni di detenzione, ho potuto visitarlo solo una volta trasportata da un’ambulanza israeliana e in cooperazione con la Croce Rossa Internazionale.
E questa è stata la prima e ultima volta in cui ho potuto abbracciare il mio amato figlio Saed.
Mi ha stretta e mi ha detto che è come se nascesse ancora una volta a questa vita. Quei minuti per me e lui sono stati i più belli, ma l’attimo in cui ci siamo separati l’uno dall’atra è stato il più duro e doloroso, per me e per lui.
Care madri del mondo,
Yegal Amir (l’omicida del Primo Ministro Rabin) riceve visite regolari da parte della sua famiglia, questa persona, che ha ucciso Rabin perché ha firmato un trattato di pace con i Palestinesi, ha avuto il diritto di sposarsi e di avere un figlio mentre era in prigione.
Come madre, mi chiedo dove sia la giustizia.
Il padre di Saed è morto venti anni fa mentre aspettava di fronte ai cancelli di una delle carceri israeliane di essere registrato per poter visitare suo figlio.
Ha avuto un attacco di cuore ed è morto il giorno seguente.
Saed, mio figlio, è un sostenitore e un costruttore di pace anche dentro la sua prigione.
E’ stato molto coraggioso ad affermare chiaramente che è attraverso la pace e solo una giusta pace che i due popoli, i Palestinesi e gli Israeliani, possono superare il loro conflitto senza fine.
Saed nel momento in cui scrivo questa lettera ha concluso i suoi 32 anni in prigione e ora ha 57 anni. Non gli hanno lasciato nulla neanche per costruire una famiglia e per avere figli, nulla da trasmettere loro, nulla delle sue aspettative di pace e dei suoi sogni.
Saed ha il diritto di essere libero come ogni essere umano.
Nelson Mandela ha combattuto contro il regime razzista in Sud Africa, ma quando è stato liberato, ha dedicato il resto della sua vita ad opere di pace e ha contribuito alla risoluzione del suo conflitto.
Mio figlio è chiamato in Palestina come il Mandela della Palestina. Rilasciandolo dalla prigione si darà un grande contributo per la pace in questa regione.
Alla fine, spero che questo appello trovi la via dei vostri cuori e riesca a fare pressioni sul governo israeliano perché mi aiuti a rivedere mio figlio prima che lascerò questo mondo…
Widad Naief Mohammad Atabeh, madre di Saed Atabeh
LO SCAMBIO UMANITARIO E' L'UNICA VIA PER SALVARE INGRID BETANCOURT: MA DALLE FARC SUBITO UN GESTO FORTE PER LA SUA LIBERAZIONE
"Ora che le notizie sulla salute di Ingrid Betancourt sono molto drammatiche, sempre più urgente e necessaria è la via del negoziato e del dialogo, unico mezzo per salvare le vite umane: le FARC però siano capaci subito di un gesto forte per la liberazione immediata di Ingrid, come hanno fatto in passato con altri ostaggi.
Il Presidente Uribe e le Farc, insieme, hanno la responsabilità morale e non solo politica di raggiungere al più presto un accordo che preveda lo scambio umanitario basato sulla liberazione degli ostaggi ancora sequestrati nelle selve colombiane dalle FARC così come dei militanti delle FARC nelle carceri colombiane.
La mediazione internazionale e la mobilitazione dell'opinione pubblica in tutto il mondo sono altrettanto fondamentali per contribuire a creare le condizioni per un accordo umanitario indispensabile, come ricordano il Comitato di Sostegno per la liberazione di Ingrid Betancourt e di tutti gli ostaggi, i parenti di Ingrid e il Comitato dei famigliari degli altri ostaggi o gli stessi ex sequestrati liberati dalle FARC, tra cui Consuelo Gonzales, che quotidianamente invocano il ritorno alle trattative tra Uribe e le FARC, condannando al contempo la pratica dei rapimenti e ogni azione militare che potrebbe mettere a repentaglio le sorti degli ostaggi.
Per questo raccolgo e rilancio l'appello lanciato in questi giorni da Lorenzo Delloye, 20 anni, figlio di Ingrid Betancourt per l'adesione alla marcia silenziosa per la sua liberazione, che si svolgerà a Parigi e in molte città della Francia, domenica 6 aprile, auspicando che simili manifestazioni di sostegno avranno luogo anche in Italia, dove finora è stata ampia la solidarietà e l'impegno dimostrati in varie mobilitazioni, come a Bologna dove il Comitato per la Memoria e il Centro Ufficio Lavoratori Stranieri della CGIL hanno chiesto al Comune di assegnare a Ingrid la cittadinanza onoraria, seguendo l'esempio di altre duecento città nel mondo".
venerdì 4 aprile 2008
Lettera dei lavoratori della Valle Ufita ai candidati de la Sinistra l'Arcobaleno.
Diciamo subito che l’azione politica portata avanti in questi anni dai vostri partiti, sia a livello locale che a livello nazionale, ci ha lasciato alquanto interdetti e delusi, però sentiamo di non dover commettere, a nostra vostra, un errore altrettanto grosso, astenendoci dal voto.
Ci stuzzica il vostro slogan che invita ad una “scelta di parte”, nella speranza che d’ora in poi la Sinistra si ricordi di farla veramente.
Finora nei luoghi di lavoro e nel territorio non è stato così, ma è meglio non pensare al passato, altrimenti troveremmo grosse difficoltà a sostenervi.
Di queste cose, comunque, vorremmo parlare con qualcuno di voi, prima del voto, perché vogliamo credere nell’avvio di una nuova stagione per la Sinistra.
Questo appello lo rivolgiamo a nome di operai, lavoratori e giovani della Irisbus ed altre realtà lavorative della Valle dell’Ufita.
Se qualcuno di Voi se la sente di ascoltare le nostre ragioni ce lo faccia sapere e, forse, qualcosa potrà anche cominciare a muoversi.
“Fraterni saluti” (come si usava una volta).
Gli operai della Valle dell’Ufita.
Antonio De Donato
Tonino Abruzzese
Michele Zaccaria
Nicola Ferragamo
Salvatore D’Amato
Pasquale Morra
Rocco Moriello
Domenico Petrillo
ed altri….
è vero, non sempre in questi anni le risposte di tutta la sinistra nel suo insieme sono state all’altezza della complessità e della drammaticità delle domande che il paese reale, con mille ed anche contraddittori segnali ha posto alla politica. Sentiamo però che una prima risposta stiamo provando a darla ponendo in questa difficile campagna elettorale il tema dell’unità della sinistra e della costruzione di una forte rappresentanza politica per le lavoratrici ed i lavoratori italiani. E’ anche su questo che chiediamo di compiere “la scelta di parte”. E’ per questo che stiamo conducendo l’attuale campagna elettorale tornando nelle fabbriche e nei luoghi in cui in questi anni così difficili, su tante vertenze, abbiamo provato a costruire insieme a tanti di voi, seppur in maniera parziale, alcune risposte. La Sinistra l’Arcobaleno, quindi, per ribadire la centralità del lavoro, del salario e della lotta alla precarietà a partire dalla difesa dello Statuto dei diritti dei lavoratori e dall’estensione dell’articolo 18, dalla necessità di aumentare, da subito, i salari dei lavoratori dipendenti e per l’introduzione di un meccanismo di recupero automatico annuale dell’inflazione reale.
Avvertiamo, inoltre, come urgente la ripresa di un confronto nel Parlamento e nel Paese per una legge sulla rappresentanza sindacale. Le lavoratrici ed i lavoratori, lo diciamo da tanto, devono essere sempre messi nella condizione di poter esprimere l’ultima parola sull’approvazione delle piattaforme e degli accordi.
E’ per tutti questi motivi e per molti altri ancora che, con piacere, sentiamo di accogliere il vostro invito al confronto sicuri di poter trovare in voi non solo degli interlocutori utili a questa campagna elettorale ma dei protagonisti, veri, del percorso di costruzione del soggetto unitario e plurale della sinistra e degli ambientalisti capace di trovare, oltre gli attuali soggetti promotori, la credibilità ed il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori e delle donne e degli uomini in carne ed ossa.
Gennaro Migliore - Capolista de La Sinistra l’Arcobaleno in Campania 2
Tommaso Sodano - Capolista de La Sinistra l’Arcobaleno al Senato in Campania
Generoso Bruno - Candidato de La Sinistra l’Arcobaleno in Campania 2