mercoledì 14 maggio 2008

Sabato, Nichi Vendola ad Avellino.

Imbriano (PRC/SE): Un’assemblea della Sinistra che vuole ricominciare a camminare.


Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia e leader del Prc e della sinistra, sarà ad Avellino il prossimo sabato 17 maggio. “Interverrà –spiega Gennaro M. Imbriano, Segretario provinciale di Rifondazione- ad un’assemblea che, dopo la pesante sconfitta elettorale, chiama a raccolta la sinistra irpina, quella che c’è e non si arrende, quella che vuole ricominciare a camminare”.L’assemblea avrà inizio alle ore 17.30 presso l’Auditorium del Carcere Borbonico. A proposito della sua recente candidatura a Segretario nazionale di Rifondazione, Vendola dichiara: “La mia scelta è un atto di assoluto amore nei confronti di quella casa, il mio Partito, che ho contribuito a far nascere e che è diventata parte integrante della mia stessa vita. Sono convi nto che dobbiamo salvare il Prc se vogliamo costruire la Sinistra”.E poi sulla costituente della Sinistra afferma “è un processo di costruzione, nella politica e nella società, nei luoghi di lavoro e nei quartieri, nelle scuole, in tutte le comunità, di reti che mettano in collegamento sensibilità, culture, esperienze, conflitti. A partire dal confronto con quel dato sconvolgente che è la mutazione di tutte le forme di comunità, da quella urbana a quella di lavoro. Il tema non è la fondazione dell’ennesimo partitino, ma di come si ricostruiscono le forme dell'agire politico di massa. Il punto oggi è fare politica da sinistra in una società disgregata e atomizzata, in un mercato del lavoro che frammenta le grandi identità collettive, in una condizione urbana che rompe i legami sociali. E' un tema gigantesco quello ch e abbiamo di fronte, altro che piroette politicistiche. L'assillo è: come si riconnette la politica alla società, come la politica diventa principio di identificazione dei corpi sociali. In questo scenario non abbiamo bisogno di una radicalità parolaia, organizzativistica, minoritaria. Serve un cantiere aperto, un partito del coraggio”. E, riferendosi al Governo Berlusconi, Vendola richiama la Sinistra all’opposizione: “L'agenda del governo Berlusconi è davvero insidiosa, penso al federalismo fiscale, alla psicosi dell'insicurezza, all'attacco all'autonomia del conflitto sociale, alla paura delle nuove libertà e delle nuove soggettività. E pro prio nel pieno del fermento e dell’opposizione sociale a questo Governo che deve vivere la costituente della Sinistra”.

martedì 13 maggio 2008

MANIFESTO PER LA RIFONDAZIONE.

Pubblichiamo un estratto, la premessa, dal documento congressuale del PRC di cui Nichi Vendola è primo firmatario. L'intero documento "MANIFESTO PER LA RIFONDAZIONE - Il nostro partito e le sfide della sinistra" è on-line su HirpiniaLink(e) nel primo commento al presente post.


Il capitalismo della nostra epoca, quello della globalizzazione, è una forma senza precedenti di spoliazione a partire dal lavoro dell’essere umano, della natura, delle conoscenze. E’ il capitalismo della colonizzazione dei corpi e dello spirito, un capitalismo totalizzante che incorpora e accompagna anche, antiche forme di dominio, a partire dall’organizzazione patriarcale della società. La “guerra preventiva e permanente” si propone come un nuovo ordine mondiale, alimentando la spirale drammatica del terrore e dei fondamentalismi. La stessa mutazione climatica, nel suo intreccio fondativo con un modello di crescita che dissipa risorse e accumula veleni, incombe come una ipoteca distruttiva sulla biosfera e sul destino del genere umano. Le classi sociali, la persona e la natura e con esse la democrazia, dentro questa prospettiva, sono ridotte a delle semplici variabili dipendenti. Le conseguenze sociali, come quelle sui diritti, sono allarmanti. Il precariato fagocita le conquiste sociali acquisite in mezzo secolo dal mondo del lavoro. La prospettiva di vita di tutta una generazione è bloccata. Le ineguaglianze si accrescono, diventano strutturali, fino a trasformarsi in motore della nostra società contemporanea. Davanti a questo quadro, una alternativa di società è necessaria e possibile.
Ma la sinistra in Europa si trova oggi di fronte alla sfida forse più difficile della sua storia: quella dell’esistenza politica. Non è solo, com’è successo tante altre volte, il rischio della sconfitta: quel che si affaccia all’orizzonte è il rischio di un vero e proprio declino. E questa volta l’urgenza della risposta è davvero grande perché grande è la minaccia. Se essa si avverasse, l’esito sarebbe drammatico: l’eredità intera del movimento operaio del ‘900 ne sarebbe dilapidata.
In Italia, il risultato delle elezioni del 13 e 14 aprile 2008 ci restituisce il profilo d’un Paese che non conoscevamo: per la prima volta nel dopoguerra, la sinistra politica è stata cancellata dalle istituzioni nazionali. Il nostro partito, il Partito della Rifondazione comunista, ha subito una dura sconfitta, proprio nel momento di massimo investimento in un nuovo processo unitario. Tale è stato il significato del fallimento della formula elettorale della Sinistra Arcobaleno. Questa non è riuscita a contrastare la riduzione del sistema politico ad uno schema tendenzialmente bipartitico e la conseguente tensione presidenzialista della campagna elettorale. Non ha conseguito alcun successo nel sottrarre consensi all’attrazione del “voto utile”. Ha quindi fallito nella competizione con il Partito democratico di fronte al ritorno di Berlusconi e delle destre. In sostanza non è stata in grado di costituire realmente una proposta di ricollocazione e di rilancio di una prospettiva per la sinistra politica italiana, dopo la caduta dell’esecutivo Prodi e la fine della logorante e sofferta partecipazione al governo.
Un esito che nessuno aveva previsto o immaginato: per la prima volta nella storia della Repubblica non vi è in Parlamento alcuna sinistra politica, alcuna formazione e neppure un eletto che vi si richiami esplicitamente.
La nostra riflessione non può che muovere da questo evento traumatico e dal contesto, non solo italiano, che l’ha prodotto. Ma per capire che cosa è davvero successo nel profondo della società italiana, e che cosa possiamo e dobbiamo fare, è essenziale dismettere ogni residua iattanza ideologica, ogni pretesa di autosufficienza, ogni scorciatoia analitica e politica. Questo è il tempo della ricerca collettiva, senza steccati e barriere precostituite. Del dubbio. Della necessità, da parte di tutto il gruppo dirigente del nostro partito, di “rendere conto” di ciò che ha fatto, e di ciò che non ha fatto, fino in fondo. Ciò che conta è stabilire insieme il punto di partenza e la direzione di marcia di questa ricerca.
Questo nostro congresso, perciò, ha carattere straordinario, ma nient’affatto contingente. Una comunità ferita si raccoglie, si confronta e non cerca consolazioni, ma risposte chiare e non circoscritte alla “tattica della fase”: la chiarezza delle risposte che solo la politica può dare. Un partito che vuole continuare a vivere, deve riscoprire la virtù basica del coraggio politico. Esso quindi vuole e deve coinvolgere tutte le iscritte, iscritti, militanti, ai quali è riconsegnato il diritto\dovere alla parola e alle scelte, ma è anche a disposizione di tutta la sinistra, e di tutti coloro che condividono il nostro assillo principale: la sua ricostruzione. La sua rinascita, attraverso un processo costituente di natura radicalmente nuova, che coinvolga il popolo della sinistra e lo renda protagonista dei suoi destini.
Questo processo è il tema vero che anima la riflessione della Sinistra europea. La nostra decisione di agire per la costruzione della Sinistra europea è una scelta di fondo. L’Europa è il luogo di articolazione delle politiche liberiste, ma anche quello della possibilità di definire un’alternativa. Perciò noi agiamo sistematicamente per la dimensione europea dei conflitti, per una relazione costante con i movimenti che si sviluppano nel continente, per una presenza efficace ai livelli istituzionali europei. Abbiamo contrastato il progetto costituzionale europeo di tipo liberista in nome di un processo costituente democratico che parta dal basso. La nostra appartenenza al partito della Sinistra europea vede oggi un impegno particolare per definire piattaforme ed organizzare mobilitazioni, in special modo sulle questioni del lavoro che, insieme a tutti i temi legati alla tutela e all’allargamento dei diritti, saranno oggetto del programma elettorale per le prossime elezioni europee.
Questo è il senso del nostro nuovo congresso e del documento che qui presentiamo alla discussione e ai contributi emendativi di tutte le compagne e i compagni.

lunedì 12 maggio 2008

Rifondazione: Aperta la fase congressuale. Vendola candidato a guidare il Prc.Imbriano:“Una buona notizia per Rifondazione, per la Sinistra e il Sud".

Nel corso del Comitato Politico del Prc svoltosi ieri e oggi a Roma si è dato inizio ufficialmente alla fase congressuale e si è stabilito che il Congresso nazionale si terrà dal 24 al 27 luglio.
Nichi Vendola ha confermato la sua candidatura a Segretario ed ha presentato, come primo firmatario, il documento “Manifesto per la rifondazione”.
Illustrando le ragioni della candidatura, Vendola ha ribadito che il Prc “è una comunità che dopo la catastrofe vuole rimettersi in piedi”. Ed ha aggiunto “Dobbiamo salvare il Prc per ricostruire la sinistra. È questa la missione più impegnativa”. Il Presidente della regione Puglia, illustrando il suo programma, riferendosi al governo Berlusconi, ha dichiarato: “Dobbiamo ricostruire nel Paese i luoghi e le pratiche dell'opposizione per esprimere un pensiero politico forte di alternativa” e poi ha aggiunto “Sono un candidato eccentrico per un'impresa ardimentosa”.
La candidatura di Nichi Vendola a Segretario nazionale del Prc è una buona notizia per Rifondazione, per la sinistra e per il Mezzogiorno” così Gennaro M. Imbriano , Segretario del PRC irpino.
Vendola rappresenta –ha aggiunto Imbriano- una risorsa straordinaria, per la sua estrema sensibilità, per la capacità di innovazione politica e di analisi che ha dimostrato in questi anni”.

sabato 10 maggio 2008

Peppino Impastato 1978 / 2008

*
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"Lunga è la notte
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
nè il canto del gallo,
nè il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita".
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di Peppino Impastato
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*
"Arrivai alla politica nel lontano novembre del '65, su basi puramente emozionali: a partire cioè da una mia esigenza di reagire ad una condizione familiare ormai divenuta insostenibile. Mio padre, capo del piccolo clan e membro di un clan più vasto, con connotati ideologici tipici di una civiltà tardo-contadina e preindustriale, aveva concentrato tutti i suoi sforzi, sin dalla mia nascita, nel tentativo di impormi le sue scelte e il suo codice comportamentale. E' riuscito soltanto a tagliarmi ogni canale di comunicazione affettiva e compromettere definitivamente ogni possibilità di espansione lineare della mia soggettività. Approdai al PSIUP con la rabbia e la disperazione di chi, al tempo stesso, vuole rompere tutto e cerca protezione. Creammo un forte nucleo giovanile, fondammo un giornale e un movimento d'opinione, finimmo in tribunale e su tutti i giornali. Lasciai il PSIUP due anni dopo, quando d'autorità fu sciolta la Federazione Giovanile. Erano i tempi della rivoluzione culturale e del "Che". Il '68 mi prese quasi alla sprovvista. Partecipai disordinatamente alle lotte studentesche e alle prime occupazioni. Poi l'adesione, ancora na volta su un piano più emozionale che politico, alle tesi di uno dei tanti gruppi marxisti-leninisti, la Lega. Le lotte di Punta Raisi e lo straordinario movimento di massa che si è riusciti a costruirvi attorno. E' stato anche un periodo, delle dispute sul partito e sulla concezione e costruzione del partito: un momento di straordinario e affascinante processo di approfondimento teorico. Alla fine di quell'anno l'adesione ad uno dei due tronconi, quello maggioritario, del PCD'I ml.- il bisogno di un minimo di struttura organizzativa alle spalle (bisogno di protezione ), è stato molto forte. Passavo, con continuità ininterrotta da fasi di cupa disperazione a momenti di autentica esaltazione e capacità creativa: la costruzione di un vastissimo movimento d'opinione a livello giovanile, il proliferare delle sedi di partito nella zona, le prime esperienze di lotta di quartiere, stavano lì a dimostrarlo. Ma io mi allontanavo sempre più dalla realtà, diventava sempre più difficile stabilire un rapporto lineare col mondo esterno, mi racchiudevo sempre più in me stesso. Mi caratterizzava sempre più una grande paura di tutto e di tutti e al tempo stesso una voglia quasi incontrollabile di aprirmi e costruire. Da un mese all'altro, da una settimana all'altra, diventava sempre più difficile riconoscermi. Per giorni e giorni non parlavo con nessuno, poi ritornavo a gioire, a riproporre: vivevo in uno stato di incontrollabile schizofrenia. E mi beccai i primi ammonimenti e la prima sospensione dal partito. Fui anche trasferito in un. altro posto a svolgere attività, ma non riuscii a resistere per più di una settimana: mi fu anche proposto di trasferirmi a Palermo, al Cantiere Navale: un pò di vicinanza con la Classe mi avrebbe giovato. Avevano ragione, ma rifiutai.Mi trascinai in seguito, per qualche mese, in preda all'alcool, sino alla primavera del '72 ( assassinio di Feltrinelli e campagna per le elezioni politiche anticipate ). Aderii, con l'entusiasmo che mi ha sempre caratterizzato, alla proposta del gruppo del "Manifesto": sentivo il bisogno di garanzie istituzionali: mi beccai soltanto la cocente delusione della sconfitta elettorale. Furono mesi di delusione e disimpegno: mi trovavo, di fatto, fuori dalla politica. Autunno '72. Inizia la sua attività il Circolo Ottobre a Palermo, vi aderisco e do il mio contributo. Mi avvicino a "Lotta Continua" e al suo processo di revisione critica delle precedenti posizioni spontaneistiche, particolarmente in rapporto ai consigli: una problematico che mi aveva particolarmente affascinato nelle tesi del "Manifesto" Conosco Mauro Rostagno : è un episodio centrale nella mia vita degli ultimi anni. Aderisco a "Lotta Continua" nell'estate del '73, partecipo a quasi tutte le riunioni di scuola-quadri dell'organizzazione, stringo sempre più o rapporti con Rostagno: rappresenta per me un compagno che mi dà garanzie e sicurezza: comincio ad aprirmi alle sue posizioni libertarie, mi avvicino alla problematica renudista. Si riparte con l'iniziativa politica a Cinisi, si apre una sede e si dà luogo a quella meravigliosa, anche se molto parziale, esperienza di organizzazione degli edili. L'inverno è freddo, la mia disperazione è tiepida. Parto militare: è quel periodo, peraltro molto breve, il termometro del mio stato emozionale: vivo 110 giorni di continuo stato di angoscia e in preda alla più incredibile mania di persecuzione ".
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*
...Nel 1978 partecipa con una lista che ha il simbolo di Democrazia Proletaria, alle elezioni comunali a Cinisi. Viene assassinato il 9 maggio 1978, qualche giorno prima delle elezioni e qualche giorno dopo l'esposizione di una documentata mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi...

Lettera di MicroMega ai firmatari dell'appello LIBERADONNA.

Care amiche e cari amici che avete firmato l'appello "Liberadonna", altre iniziative in difesa della laicità si impongono e si moltiplicheranno.

La prima: un uso democratico dell'8 per mille, che lo sottragga alla Chiesa gerarchica di Ruini e Ratzinger (e allo "Stato", cioè alla maggioranza di governo, meno che mai laica).

La proposta è avanzata, tra gli altri, da Umberto Eco, Vasco Rossi, Margherita Hack, Andrea Camilleri, Dario Fo, Michele Santoro.
La proposta è di devolvere l'8 per mille alla Chiesa valdese, l'unica che si è impegnata ad utilizzarlo completamente in opere di beneficenza pubblicamente controllate (e di non usare neppure un euro per la propria religione, sotto nessuna forma).
Per leggere e firmare il testo dell'appello CLICCA QUI

Per essere informati di tutte le iniziative del nuovo sito di MicroMega - http://www.micromega.net/ - basta un CLIC QUI per inviare una mail che ti si aprirà già con "Iscrizione alla newsletter di MicroMega" nell'oggetto.

Tra i contenuti pubblicati di recente su Micromega.net cinque video interviste esclusive a Ascanio Celestini, Nanni Moretti, Andrea Camilleri, Marco Travaglio e Bernardo Bertolucci.
In un mese il sito ha offerto complessivamente ai suoi lettori oltre 60 testi, 40 interventi audio e 17 video.Visitare il sito ogni giorno significa trovare quotidianamente più di una nuova occasione di riflessione.
Non perdiamoci di vista!
Cari saluti,la redazione di MicroMega

Solofra, 10 maggio. Giornata della Creatività Giovanile 2


Riceviamo e pubblichiamo.

mercoledì 7 maggio 2008

Deferiti: Quando la munnezza arriva in europa.

BRUXELLES (Reuters) - La Commissione europea ha deferito stamani l'Italia davanti alla Corte di giustizia Ue per il caso dei rifiuti in Campania, mentre continuano le proteste nelle province interessate dall'emergenza.
In una nota diffusa in mattinata, la Commissione ha accusato le autorità italiane di non avere ancora fissato un chiaro calendario per risolvere la crisi attivando le discariche e gli inceneritori necessari a smaltire i rifiuti campani.
"Anche se l'emergenza si è ridotta negli ultimi tempi, grazie alla rimozione dei rifiuti dalle strade seguita alla nomina di un nuovo Commissario di governo per l'emergenza rifiuti in Campania, la Commissione ritiene che le misure adottate non siano adeguate per risolvere nel lungo periodo il problema", si
legge in un comunicato della Commissione.
La normativa comunitaria chiede ad ogni stato membro di recuperate e smaltire i rifiuti senza pericolo per la salute o pregiudizio per l'ambiente e prevede che ogni paese adotti una rete adeguata di smaltimento.
"La Campania è lungi dal poter creare un sistema di gestione efficiente che consenta la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti", dice la Commissione.
"Inoltre, le autorità italiane si sono rivelate incapaci di indicare un calendario chiaro per il completamento e la messa in servizio degli impianti di selezione, delle discariche, degli inceneritori e delle altre infrastrutture necessarie per risolvere i problemi dei rifiuti che affliggono la regione".
TRENTAMILA TONNELLATE DI IMMONDIZIA
Secondo le stime del Commissariato straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania, sono circa 30mila le tonnellate di immondizia ancora accumulate per le strade della Campania, di cui circa 1.400 nei quartieri periferici di
Napoli e 1.000 in quelli di Avellino.
Nonostante il problema rischi di acuirsi con l'arrivo del caldo estivo, non si placano le proteste dei residenti dei comuni in cui è prevista l'apertura di siti di stoccaggio dell'immondizia.
A Chiaiano, un quartiere periferico di Napoli, gli abitanti hanno organizzato posti di blocco e assemblee, e nel resto della provincia sono stati appiccati roghi di rifiuti. Da ieri sera alle 20, secondo quanto riferito dai Vigili del fuoco, sono stati effettuati 70 interventi per spegnere i piccoli
incendi di immondizia.
Nel tentativo di migliorare la situazione, l'esercito sta intervenendo nei comuni napoletani di Somma Vesuviana, San Giorgio a Cremano e Torre del Greco, e in quelli casertani di San Gregorio del Matese e Pietra Vairano. In pratica, l'unica provincia campana non toccata dall'emergenza è quella di
Benevento.
L'Italia ha ricevuto oggi anche una prima lettera di avvertimento riguardo alla situazione del
Lazio, unica regione italiana a non avere un piano per la gestione dei rifiuti, così come richiesto a tutte le regioni dalla Corte europea in una sentenza dello scorso anno sui rifiuti in Italia.

PRC Avellino: Approvato il documento Imbriano, “Ripartiamo da Rifondazione e dall'opposizione al Governo Berlusconi per ricostruire la Sinistra”.

È andata avanti per tutto il pomeriggio e si è conclusa nella serata di ieri la riunione del Comitato Politico Provinciale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.
Dopo la relazione del Segretario Provinciale Gennaro M. Imbriano , molti sono stati gli interventi che hanno affrontato l’analisi del voto e hanno proposto la necessità di rilanciare da subito, l’azione di Rifondazione Comunista e della sinistra. Il dibattito si è concluso con le parole del Segretario regionale Peppe De Cristofaro , che ha incitato i compagni a ripartire dall’opposizione al Governo delle destre “E’ nel vivo delle contraddizioni e dei conflitti sociali, alimentati dal futuro Governo Berlusconi, che dobbiamo costruire la Sinistra”. Il Comitato Politico ha respinto il dispositivo presentato da Cogliano, D’Argenio, Della Pia nel quale si chiedevano le dimissioni del gruppo dirigente provinciale. È stato invece approvato a larga maggioranza il Documento politico proposto dalla Segreteria Provinciale, sostenuto tra gli altri da Imbriano, Di Ninno, Canonico, Pennella, Valentino, Bruno, Albanese, Spiniello. Nel documento approvato dal Parlamentino del Prc si sostiene che “Le elezioni politiche ci hanno consegnato un Paese sempre più spostato a destra, una società profondamente segnata da processi di americanizzazione e da una crescente divaricazione tra condizione sociale e coscienza politica.
Un Paese più povero perché una parte della nostra società è stata privata di rappresentanza parlamentare”. E ancora “È stato sconfitto il progetto federativo della Sinistra L'Arcobaleno, percepito come un cartello elettorale e come una debole allusione ad un serio progetto di unità della sinistra, ma siamo stati sconfitti anche per non essere stati in grado di incidere nell’azione del Governo Prodi e per il nostro debole radicamento territoriale e sociale.
È proprio da questa considerazione che si deve partire per rigenerare una forza politica capace di interpretare i bisogni e rappresentarli, capire le trasformazioni e governarle, promuovere il conflitto come pratica per il superamento di ogni forma di disuguaglianza, senza perdere di vista l’obiettivo della costruzione di una società nuova e alternativa”.
Rispetto al prossimo Congresso nazionale fissato per luglio il Documento approvato dal CPF sostiene “Si deve aprire una riflessione e un dibattito vero tra tutte e tutti gli iscritti, che non scada nella conta interna e che abbia cura del nostro Partito.
Infatti il Partito della Rifondazione Comunista diviene in questo scenario una risorsa necessaria per lasciare aperta la speranza del cambiamento nella nostra società.
Riteniamo che si debba ripartire dalla Rifondazione Comunista per far avanzare il progetto di una sinistra unita, plurale, democratica. Ripartire da Rifondazione, significa infatti ripartire dalla sua cultura politica aperta, dalle sue pratiche innovative, dalla sua capacità di contaminazione e di conflitto, e mettere questo grande patrimonio politico a disposizione della costruzione della sinistra italiana”.
Infine il Documento della Segreteria provinciale, approvato dal CPF, rivolge un appello all’intero popolo della sinistra ”Accanto al percorso congressuale, chiediamo a tutti i Circoli del Prc, di promuovere, da subito, riunioni con tutti gli iscritti.
E proponiamo in Irpinia la costruzione di assemblee e di luoghi di confronto aperti a tutto il popolo della Sinistra, la promozione di iniziative di massa che diano il senso di un ricominciamento. Dobbiamo far vivere un grande dibattito nei territori, nei partiti, nelle organizzazioni sociali, nei tanti territori e movimenti che della sinistra alternativa sono e continueranno ad essere l'ossatura.
Dunque, dobbiamo allo stesso tempo “correre e cercare la strada”, aprendo una lunga fase di confronto dentro e fuori dal Prc, ma anche rilanciando da subito l’azione politica di Rifondazione e della sinistra, costruendo coi movimenti l’opposizione al Governo Berlusconi, dicendo a chiare lettere che non ci hanno cancellato, che stiamo ancora in campo”.

martedì 6 maggio 2008

LE MOULIN

domenica 4 maggio 2008

PRC/SE: La proroga di De Gennaro, per l'Irpinia, non è una buona notizia.

Gianni De Gennaro viene prorogato fino al 26 maggio nelle sue funzioni di Commissario per l'emergenza rifiuti in Regione Campania. "Non si tratta certamente di una buona notizia per l'Irpinia" così Gennaro M. Imbriano , Segretario provinciale di Rifondazione Comunista, che ha preso parte alla manifestazione del 1 maggio a Savignano e che parteciperà alle assemblee ambientaliste in programma domenica a Prata e lunedì a Vallata. "Non è una buona notizia perchè, in questi mesi, il Commissario De Gennaro, confermando i metodi dei suoi predecessori, non ha fatto nulla per ricostruire un clima di fiducia tra istituzioni e cittadini, tra potere centrale ed enti locali.E -aggiunge il Segretario del PRC- preoccupa soprattuto che questa possa essere una sorta di proroga-ponte per consentire, di qui a qualche settimana, al nuovo Governo Berlusconi di confermare il dott. De Gennaro alla guida del Commissariato"."Voglio sperare -conclude Imbriano- che, diversamente da quanto riferiscono insistentemente autorevoli quotidiani, Berlusconi e De Gennaro non abbiano individuato in Irpinia il <> in cui sversare due, tre o secondo alcuni 13 milioni di tonnellate di rifiuti provenienti dall'intera Campania".

COMITATO IRPINO RIFIUTI ZERO

Il prossimo incontro si terrà VENERDì 9 MAGGIO alle ore 19, a Piazza del Popolo, presso la sala da thè SHAZA di fronte al Comune

Nella riunione saranno proposte e discusse iniziative per rendere operativi i seguenti punti:

1) Informare, sensibilizzare e promuovere iniziative legate alle tematiche ambientali
2) Promuovere la raccolta differenziata spinta
3) Vigilare sull’ operato delle istituzioni 4) Promuovere la realizzazione in loco dell’ impianto di compostaggio al fine di rendere la discarica un impianto residuale.
5) Documentazione geografica, storica e fotografica dei siti irpini adibiti a discarica e dei siti inquinati.

Gli incontri avverranno con cadenza settimanale; generalmente ogni venerdì alle ore 19 presso la sala da thè shaza.

Per qualunque informazione, potete contattarci al seguente indirizzo: comitato.irpino@yahoo.it

Presto sarà attivo un blog

sabato 3 maggio 2008

"ADDAVENI GHEDDAFI"

Un ritorno al governo di Roberto Calderoli potrebbe avere "ripercussioni catastrofiche sulle relazioni tra l'Italia e la Libia". E' il monito lanciato dal primogenito di Muammar Gheddafi, Seif al Islam, in una nota della Fondazione da lui presieduta e citata dall'agenzia di stampa libica Jana.
"Il signor Seif al Islam Moammar al Gheddafi fa presente della gravita' di questa questione", si legge nella nota in un riferimento alle "voci sulla possibilita' di ricandidare nuovamente" Calderoli, che "si considera il vero assassino dei cittadini libici" morti nell'assalto al consolato italiani di Bengasi il 17 febbraio del 2006.
"Anche se la decisione e' considerata un affare interno che riguarda l'Italia - prosegue la nota della Fondazione che fa capo a Seifl al Islam, considerato il successore del colonnello - qualora venisse riconfermato ministro, questa circostanza avra' delle ripercussioni catastrofiche sulle relazioni fra l'Italia e la Libia". Il comunicato ricorda che il 9 febbraio di due anni fa la stessaFondazione aveva invitato a manifestare in segno di protesta contro Calderoli per aver indossato "una maglietta con i disegni offensivi e oltraggiosi all'Islam".
Notizia surreale... Fonte: adnkronos

giovedì 1 maggio 2008

Primo Maggio.


Parlamento Pulito


Prima che Grillo portasse all’attenzione la richiesta di evitare condannati, indagati, prescritti, ecc. in Parlamento erano 25, oggi sono 70.
Obiettivo raggiunto?
Link: Parlamento Pulito? Pare proprio di no

LIBERADONNA

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